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Lecce, Blasi è prudente e diffida del Palermo

di MASSIMO BARBANO
LECCE - La probabile assenza di Juan Cuadrado è anche una grossa responsabilità per Manuele Blasi, che, con ogni probabilità, sarà chiamato a ricoprire il ruolo del colombiano sulla corsia esterna di destra del centrocampo. Una posizione tattica che già l’ex romanista ha interpretato domenica scorsa a San Siro contro il Milan offrendo delle buone indicazioni. «Non è un ruolo inedito per me», dice Blasi, «ho giocato diverse volte come ala destra, specialmente da giovane. Non ho certamente le caratteristiche di Cuadrado, ma cerco di sopperire con l’esperienza. Comunque sono a disposizione dell’allenatore»
Lecce, Blasi è prudente e diffida del Palermo
di MASSIMO BARBANO

LECCE - La probabile assenza di Juan Cuadrado è anche una grossa responsabilità per Manuele Blasi, che, con ogni probabilità, sarà chiamato a ricoprire il ruolo del colombiano sulla corsia esterna di destra del centrocampo. Una posizione tattica che già l’ex romanista ha interpretato domenica scorsa a San Siro contro il Milan offrendo delle buone indicazioni. «Non è un ruolo inedito per me», dice Blasi, «ho giocato diverse volte come ala destra, specialmente da giovane. Non ho certamente le caratteristiche di Cuadrado, ma cerco di sopperire con l’esperienza. Comunque sono a disposizione dell’allenatore, lui deciderà se farmi giocare e dove».

Le prospettive alla luce della situazione di classifica peggiorata dopo la sconfitta di San Siro contro il Milan. «Sapevamo che vincere, o comunque fare anche solo un punto a San Siro sarebbe stato difficile e, calendario alla mano, era possibile che avremmo potuto perdere qualche lunghezza nei confronti delle dirette concorrenti. Certo, ora i punti da recuperare sono diventati sei, ma non è che la situazione si sia poi complicata più di tanto. Anche perché ci siamo tolto il Milan e non tutti gli avversari costituiranno un ostacolo come quello di domenica scorsa». Dal turno proibitivo il Lecce non ha tratto nulla, ma ora il Milan ce lo avrà da avversario un’altra diretta concorrente, per l’esattezza il Parma che è la più vicina in classifica insieme al Cagliari, mentre il Lecce avrà una partita relativamente più facile contro il Palermo che, fuori casa, ha raccolto pochissimi punti. 

«Intanto dobbiamo pensare a vincere noi», prosegue il centrocampista giallorosso in prestito dalla Roma, «perché se non vinciamo è inutile guardare a quello che fanno gli altri. Se poi riusciamo ad ottenere i tre punti con il Palermo allora è possibile che gli altri risultati ci facciano guadagnare qualcosa. Ma non illudiamoci del rendimento esterno del Palermo. Anche il Genoa fuori casa aveva un curriculum piuttosto scadente, poi è venuto qui ed ha rischiato di vincere. Non è possibile fare questo tipo di calcoli, dobbiamo solo giocare con la massima concentrazione per tutta la partita». Un oggettivo vantaggio, però, il Lecce lo avrà dalle pesanti assenze con la quale la squadra di Bortolo Mutti dovrà fare i conti in questa trasferta pugliese. Mancheranno gli squalificati Barreto, Pisano e Miccoli ed è ancora in forse Silvestre. 

«Sono tutte e tre assenze importanti», prosegue Blasi, «in particolare quella di Fabrizio che per loro è un elemento trainante. Indubbiamente è meglio per noi che non giochi, anche se il Palermo rimane pur sempre u n’ottima squadra da affrontare con la massima attenzione, senza pensare ai singoli giocatori, ma al gruppo nel suo complesso». La quota salvezza e il possibile cammino per raggiungerla: «Negli ultimi anni, 40 punti, in genere, sono sempre bastati per rimanere in serie A. Dire dove si possono fare è impossibile, perché partite che ti possono sembrare abbordabili, poi, in campo, si trasformano, o, viceversa, può succedere di fare punti in partite che sembrano impossibili. La nostra salvezza dipenderà molto da noi, dai risultati che riusciremo ad ottenere » . Ed è, secondo Blasi, ancora una lotta allargata, alla quale crede ancora anche il Novara che sembrava ormai spacciato. «Dopo questa vittoria che hanno ottenuto conto l’Udinese, anche loro si sentono in gioco e credo sia un’aspira - zione legittima», prosegue, «ma credo che anche il Cesena potrebbe rientrare in gioco. Mancano ancora undici partite e, con in tre punti a vittoria, bastano due successi consecutivi per rilanciarsi».

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