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Bari penalizzato di due punti Presenta ricorso

di FABRIZIO NITTI
BARI – Il Bari non ci sta. La Commissione Disciplinare ha punito il club con altri 2 punti di penalizzazione per non aver pagato gli stipendi ai propri tesserati, nei termini previsti, nel secondo trimestre 2011. Un inadempimento costato due volte alla società biancorossa, che nello scorso novembre aveva pagato dazio con altri due punti di penalizzazione. Previsto ricorso anche al Tnas, se necessario. Squalifica di 4 mesi inoltre per Claudio Garzelli, ora dg del Bari ma all’epoca dei fatti amministratore unico della società
Bari penalizzato di due punti Presenta ricorso
di FABRIZIO NITTI

BARI - Il Bari ricomincia da 38. Due punti di penalizzazione e altri quattro mesi di squalifica a Claudio Garzelli. Così ha deciso la commissione Disciplinare al termine della riunione di ieri, nella quale è stato discusso il deferimento del club biancorosso e dell’allora aministratore unico. Sia il Bari che Garzelli furono deferiti per non aver documentato alla scadenza del 14 novembre 2011 l’avvenuto pagamento degli emolumenti e dei contributi dovuti ai propri tesserati per le mensilità di aprile, maggio e giugno dello scorso anno. Una mancanza, in verità, che aveva già procurato due punti di penalizzazione alla società barese. Che sin ritrova punita due volte per lo stesso motivo.

L’ottimismo con il quale il club barese si era affacciato a questo nuovo appuntamento thrilling, è stato di fatto spazzato. Fermo restando che sia la società, sia Garzelli (ieri in compagnia del nuovo amministratore unico Franco Vinella e di Antonio Matarrese), potranno, e di sicuro lo faranno, fare ricorso alla Corte di Giustizia. Ma questo è un altro discorso, oggi pesa questa nuova tegola sulla testa di Torrente e della sua banda.

È stata una lunga giornata di attesa, un pomeriggio trascorso in stand by prima della «mazzata» intorno alle 20, quando sul sito della Figc è apparso il comunicato con la «condanna». Il «trimestre maledetto», dunque, è costato al Bari la bellezza di quattro punti, due dei quali piovuti già nel novembre scorso. Torrente ed i suoi uomini ricorderanno a lungo questa stagione, costellata da grandi difficoltà e da penalizzazioni ad inficiare una classifica molto più che dignitosa. Senza dimenticare, poi, che ben presto arriverà un altro punto di penalizzazione per il mancato pagamento dei contributi in riferimento, questa volta, ai contributi non versati del trimestre ottobre-novembre-dicembre 2011. Il totale, insomma, ben presto potrebbe arrivare a cinque.

Ma il Bari ha intenzione di dare battaglia e andrà avanti. Questa nuova penalizzazione brucia, la società biancorossa si ritiene vittima più che colpevole: «Faremo ricorso d’urgenza - dice Claudio Garzelli, oggi direttore generale -. Siccome la Federcalcio ha creato una nuova norma, ha deciso di difederla e quindi ha inflitto una nuova penalizzazione. Siamo in battaglia e combatteremo fino alla fine. Un anno da guerra, uesto qui. Abbiamo le nostre ragioni giuridiche e andiamo avanti».

Tutto cominciò sul finire del campionato scorso, quando il Bari, già in difficoltà economiche e con una retrocessione in serie B alle porte, chiese ai suoi calciatori di spalmare gli stipendi di gennaio-febbraio-marzo del 2011. Metabolizzato il ritorno in serie B, rivoluzionati i quadri tecnici e il parco giocatori, il Bari si è ritrovato con un pesante fardello economico sulle spalle, soprattutto in funzione degli stipendi del precedente campionato di serie A. Nello scorso settembre a fine mese la prima rumorosa tegola: il Bari decide di non pagare (stipendi e contributi) il pregresso relativo alla serie A e si becca i primi due punti di penalizzazione (arrivati a novembre). L’altra «botta» è recente: il Bari liquida gli stipendi del trimestre ottobre-novembre-dicembre 2011 evitando di pagare i contributi (in arrivo il -1), ma nello stesso tempo «salda» il pregresso relativo al famoso trimestre aprile-maggio-giugno 2011. Nonostante questo scatta il deferimento, perché una nuova norma (notificata al Bari solo a metà novembre), stabilisce che il termine da rispettare era quello del 14 novembre e non quello del 14 febbraio.

Ora non resta che la Corte di Giustizia in prima battuta. E il Tnas come ultimo appiglio.

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