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Martedì 17 Ottobre 2017 | 02:18

Calcio - Lecce rimane in serie A

Salvataggio con il pareggio 3-3 in casa contro il Parma, con polemiche finali • Tutti i risultati dopo la 38ª ed ultima giornata del campionato • La classifica • La classifica marcatori: Lucarelli del Livorno capocannoniere 2004-2005
LECCE - PARMA 3-3 (2-2)

• LECCE (4-3-3): Sicignano 5.5; Cassetti 6, Diamoutene 5.5, Stovini 6, Rullo 6; Giacomazzi 6, Ledesma 6, Dalla Bona 6.5 (39' st Marianini sv); Valdes 5.5, Vucinic 7 (32' st Angelo sv), Pinardi 6.5. (22 Rosati, 26 Paci, 81 Abruzzese, 17 Giorgino, 7 Eremenko). Allenatore: Zeman 6.

• PARMA (3-5-1-1): Frey 5.5; Bonera 5, Cannavaro 6, Cardone 5.5; Contini 5, Pisanu 6.5 (32' Vignaroli sv), Bolano 6, Simplicio 6 (41' st Camara sv), Bresciano 6.5; Morfeo 6.5; Gilardino 6. (37 Bucci, 25 Galuppo; 8 Olive, 33 Grella, 27 Sorrentino). Allenatore: Carmignani 6.
Arbitro: De Santis di Roma 6.5.

• Reti: nel pt 22' Morfeo, 30' Pinardi, 41' Vucinic, 43' Bresciano; nel st 2' Dalla Bona, 11' Gilardino.
Angoli: 7-6 per il Parma.
Recupero: 3' e 4' Espulsi: Contini e Vignaroli. Ammoniti: Bolano per comportamento antiregolamentare; Bonera, Dalla Bona, Cassetti per gioco scorretto, Gilardino per proteste, Morfeo.
Spettatori: 22.000

** I GOL ** 22' pt: punizione dal limite per il Parma: batte Morfeo e insacca sul palo destro della porta leccese; 30' pt: Pinardi riceve la palla da Giacomazzi e da trenta metri lascia partire un pallone che finisce all'incrocio dei pali a sinistra di Frey; 41' pt: azione personale di Vucinic che supera prima Bonera poi Cardone quindi mette in rete; 43' pt: in mischia tira Bresciano, respinge la barriera, riprende Bresciano e tira con palla che colpisce la faccia interna del palo e termina in porta; 2' st: Giacomazzi crossa dalla destra e Dalla Bona di piatto insacca a sinistra di Frey; 11' Morfeo di testa invia a Gilardino che, spalle alla porta, indirizza il pallone all'incrocio dei pali sulla destra del portiere.


LECCE - Stavolta è davvero finita. Il Lecce coglie il punto della sicurezza (ma non ne avrebbe neppure avuto bisogno), pareggiando 3-3 contro il Parma, e si guadagna la permanenza in serie A. Alla fine, però, la festa (doppia per Vucinic, ancora a segno) è intaccata dalla gestualità assordante di Zeman (come vedremo), che avrebbe voluto una gestione eticamente inappuntabile degli ultimi minuti di gioco, che il Lecce ha affrontato calando volutamente il ritmo, nonostante la superiorità numerica (Contini fuori per doppia ammonizione).
Polemica è stata la coda anche sul versante emiliano. Il Parma, che vincendo avrebbe raggiunto la salvezza senza inguaiare salentini, ha avuto da ridire, ma non nei confronti dei giallorossi (che non hanno ceduto l'intera posta in palio, come spesso accade nei finali di campionato), bensì contro l'arbitro De Santis, internazionale e in concorrenza con Rosetti per dirigere ai Mondiali di Germania, che, tra l'altro, ha ammonito, quasi contemporaneamente al fischio finale, Morfeo, cui non è parsa vera la sanzione che gli impedirà (insieme con Contini, Vignaroli, espulso a fine gara per proteste, Bolano, Bonera e Gilardino) di giocare contro il Bologna il primo spareggio per non retrocedere (andata 14 giugno, ritorno il 18: entrambe le gare alle 20,30).
In attesa di chiarimenti sul futuro (ma difficilmente resterà in Salento), per una volta Zeman, che festeggia le 300 panchine in serie A (la prima col Foggia), annuncia in anticipo la formazione da opporre al Parma. L'assetto è immutabile, gli uomini sono quelli dello schieramento-tipo, almeno in difesa e a centrocampo. Davanti a Sicignano, giocano Cassetti, Diamoutene, Stovini e Rullo. Sulla linea mediana si ritrovano Giacomazzi, Ledesma e Dalla Bona. In attacco, il tridente è pressoché imposto (Konan è squalificato, gli altri sono indisponibili): spazio a Valdes-Vucinic-Pinardi. Carmignani opta per il 4-4-2. Difesa composta da Bonera, Cardone, Cannavaro e Contini, centrocampo affidato a Pisanu, Simplicio, Bolano e Bresciano. In avanti, Morfeo è il suggeritore privilegiato di Gilardino.
Al boemo non è piaciuto l'atteggiamento dei giallorossi a Reggio Calabria. Ha stigmatizzato soprattutto il secondo tempo, nel quale si è giocato solamente per preservare il pareggio. La squadra lo accontenta e comincia la gara senza condizionamenti. Già al 2', su angolo di Valdes, c'è un colpo di testa di Stovini. Poi, arrivano un gran destro di Cassetti (6') da oltre 30 metri, che sorvola la traversa, una combinazione Valdes-Vucinic (7'), fermata dal guardalinee per un fuorigioco millimetrico del montenegrino, e una staffilata (che finisce a lato) di Ledesma (9').
Il Parma, costretto sulla difensiva, si innervosisce e colleziona tre ammoniti in 17': cartellino giallo per Bolano (che scaglia il pallone lontano a gioco fermo), per Bonera (intervento su Pinardi) e per Contini (che stende Cassetti). Gli emiliani, eccezionalmente, riescono a impensierire Sicignano al 10' con Simplicio, che calcia di sinistro, ma trova l'opposizione del portiere giallorosso. L'azione è favorita da una sponda di Gilardino, che si ripete al 17' servendo Pisanu, il cui diagonale non centra lo specchio della porta.
Il Lecce gioca in scioltezza e in velocità. Emblematica la combinazione dell'11': doppio scambio Valdes-Vucinic, palla a Giacomazzi e finalizzazione fuori misura. Insomma, tutto farebbe pensare a un gol imminente, che infatti arriva. A segnarlo, però, è il Parma. Su una punizione al limite dell'area, i difensori leccesi lasciano il tempo a Bresciano (non vanno a pressare) di ridare la palla dentro i sedici metri a Morfeo: sinistro a girare che Sicignano non riesce a respingere. L'autore del gol è l'anima degli emiliani: quasi da solo riesce a riportare la squadra in partita. Anche se lo svantaggio è un parziale troppo severo per il Lecce.
Lo squilibrio evidente tra gioco prodotto e realizzazioni si riduce entro otto minuti, durante i quali prima Giacomazzi (tiro deviato in angolo) e poi Stovini (sul corner seguente) devono ingoiare (28') gli interventi in extremis degli avversari (soprattutto la parata di Frey sul difensore). Al 30', però, il portiere degli ospiti non può nulla su uno splendido destro di Pinardi che si spegne all'incrocio dei pali (terza rete stagionale per l'ex atalantino). Ma il capolavoro che ricrea armonia tra prestazione e punteggio lo fa Vucinic al 41': il montenegrino salta secco Cardone con uno scatto imperioso, dribbla Frey e da una posizione molto defilata mette in rete di snistro.
Il Via del Mare, gremito anche grazie alle agevolazioni decise dalla società (suggestiva la coreografia del pre-partita), va in estasi per il 2-1, che è anche il 19° gol in campionato di Vucinic (raggiunto Chevanton, che lo scorso anno fece altrettanto). Ma il godimento viene subito interrotto perché al 43', sugli sviluppi di una punizione di Morfeo, intercettata dalla barriera, Bresciano (che in precedenza aveva protestato per un fallo di mano di Dalla Bona su un'altra battuta da fermo) si coordina e con il destro trova il diagonale del 2-2. Il pareggio, comunque, può ancora andar bene, visto che la Fiorentina è in vantaggio sul Brescia. Con i risultati del primo tempo, il Lecce può permettersi di perdere. E' il Parma, viceversa, a dover vincere.
I salentini, però, non vogliono cadere nella trappola per scelta. Anzi, due minuti dopo il rientro dagli spogliatoi, sono nuovamente in vantaggio. Valdes, che ha una marcia in più, aspetta a destra la sovrapposizione di Giacomazzi e lo serve. L'uruguaiano mette in mezzo, dove si fa trovare pronto Dalla Bona: piatto destro e 3-2 (sesta rete personale del centrocampista), un risultato che condannerebbe il Parma alla retrocessione. Insomma, sembra non ci siano sconti per gli avversari, musica per le orecchie (incollate alle radioline) dei fiorentini, che aspettano Pantaleo Corvino, il direttore sportivo del Lecce che nella prossima stagione sarà in riva all'Arno insieme con il "figlio adottivo" Bojinov.
La punizione di Morfeo (48') fa però subito intuire che la contesa è tutt'altro che conclusa. La conferma arriva al 55', quando entra definitivamente in scena Gilardino. L'azione è ben confezionata (Simplicio lancia Morfeo, che di testa dà in profondità in direzione dell'attaccante della Nazionale), la conclusione è sopraffina: piazzato di spalle rispetto alla porta, Gilardino, controllato da Stovini, in men che non si dica stoppa di petto e indirizza il pallone all'incrocio dei pali con una straordinaria rovesciata, che vale il 3-3, ma non lo scettro di capocannoniere (resta definitivamente a Lucarelli del Livorno). La prodezza è anche uno stimolo per Vucinic, che vuole riprendersi la palma del migliore in campo. L'incursione in solitario sulla sinistra al 63' si conclude però con un diagonale che Frey intercetta.
Intanto, la Fiorentina ha raddoppiato (poi triplicherà, spianando teoricamente la strada al rilassamento dei giallorossi) e l'Atalanta ha pareggiato a Siena. Insomma, il Parma sarebbe salvo. Ma non si fida (fa bene: i senesi torneranno in vantaggio) e cerca la rete dei tre punti (e della sicurezza). Ad andarci vicino è ancora Gilardino, sempre su assist di Morfeo (67'): stavolta però Diamoutene ci mette una gamba e manda in angolo. Allora Carmignani (76') gioca la carta Vignaroli (esce Pisanu), cui Zeman risponde prima togliendo Vucinic e inserendo Angelo (il brasiliano va a destra sulla linea degli attaccanti, Valdes si sposta dalla parte opposta, Pinardi si accentra indietreggiando), poi facendo entrare Marianini per Dalla Bona (85'). Subito dopo (86') entrerà anche Camara per Simplicio nel Parma.
Forse il Lecce si fa condizionare dai cambi e rallenta alla maniera di Reggio Calabria. In realtà, le intenzioni di Zeman non cambiano. Anzi, il boemo diventa furibondo (e si va a mettere dietro la panchina per non vedere quel che accade, prendendo le distanze), anche perché i salentini affrontano gli ultimi minuti in superiorità numerica (l'arbitro De Santis espelle all'85' per doppia ammonizione Contini). Addirittura, rischiano di capitolare al 94', su una conclusione di Bresciano, che, se entrata in porta, avrebbe regalato al Parma la permanenza. Invece, gli emiliani si ritrovano (senza molti titolari) a dover disputare l'appendice fratricida contro Mazzone, con enorme soddisfazione di Fiorentina e Siena (che sono salve, mentre Brescia e Atalanta sono già in B).
G. Flavio Campanella

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