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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:48

Calcio / Serie B - Bari Pescara 1-1

Recupero dei pugliesi con Gazzi nel 2° tempo, dopo il gol di Varricchio nei primi 45 minuti • Tutti i risultati della 40ª giornata del campionato • La classifica
BARI-PESCARA 1-1
• BARI (4-4-2): Gillet 6; Bellavista 6.5, Doudou 6, Sibilano 6,
Micolucci 5.5; La Vista 6,5, Goretti 5.5 (1' st Romanelli 6),
Gazzi 7, Carrus 6; Dionigi 5, Santoruvo 6 (38' st Anaclerio M.
sv).
In panchina: Di Bitonto, Bianconi, Rajcic, Von Schwedler, Lipatin.
Allenatore: Carboni 6.
• PESCARA (4-4-1-1): Brivio 6.5; Fanucci 6, Terra 6, Sbrizzo sv (29'
pt Smit 6), Zeoli 6; Job 6 (1' st Fusco 5.5), Lo Nero 6 (34' st
Minopoli sv), Russo 6.5, Antonini 5.5; Giampaolo 5; Varricchio
6.5.
In panchina: Ivan, Mussi, Garzon, Leandro.
Allenatore: Simonelli 6.
• ARBITRO: Rocchi di Firenze 6.5
• RETI: 13' pt Varricchio, 11' st Gazzi.
• NOTE: serata calda ed umida, terreno in buone condizioni,
spettatori 6000 circa. Angoli: 6-5 per il Bari. Ammoniti:
Bellavista, Doudou e La Vista, Russo, Terra, Lo Nero e Fanucci.
Recupero: 2', 2'. Si è giocato sul neutro di Andria.

ANDRIA - Bari e Pescara pareggiano, ma non c'è nulla di preconfezionato. Sono le forze in campo (e gli episodi succedutisi) a generare l'1-1 finale (vantaggio di Varricchio nel primo tempo e pareggio di Gazzi nella ripresa), non certo i calcoli. Del resto, basti guardare la classifica della serie B e il calendario. I biancorossi possono essere tranquilli (nelle ultime due giornate andranno in scena una serie di spareggi-salvezza), ma non sicuri della permanenza (c'è da superare indenni la gara di Vicenza, anche se poi potrebbe essere un Empoli già in A a concedere eventualmente il punto che metterebbe i baresi al riparo da sorprese). Gli abruzzesi, dal canto loro, sono addirittura in piena zona retrocessione (se il campionato finisse oggi, giocherebbero lo spareggio contro la Triestina, alla quale peraltro dovranno fare visita nell'ultimo turno).
Si spiega allora perché le squadre si affrontano con l'intenzione di prevalere. Tra i biancorossi, Brioschi è ancora fuori. Carboni ripropone lo schieramento difensivo iniziale di Modena: Doudou a destra, Sibilano e Micolucci centrali, Bellavista a sinistra, che comincia avanzando il raggio di azione. Il centrocampo può contare dunque anche sull'apporto del capitano, che comincia presentandosi frequentemente per il cross. Davanti a lui c'è Carrus, al cui fianco agiscono Goretti e Gazzi. La Vista fa il pendolo a destra. Resta fuori Luigi Anaclerio, che nell'allenamento di rifinitura si è procurato la frattura al quarto metacarpo della mano sinistra: il tecnico non ha dunque difficoltà nel ricomporre la coppia d'attacco Santoruvo-Dionigi.
Dall'altra parte, il Pescara, che deve fare a meno di Mariniello, si presenta con un assetto sbilanciato (rispetto al solito): con i quattro dietro (Fanucci, Terra, Sbrizzo e Zeoli), ci sono infatti Job (a destra) e Antonini (a sinistra) ai lati del centrocampo (Lo Nero e Russo sono gli interni) e Giampaolo a supporto di Varricchio.
Il Bari con una vittoria potrebbe chiudere matematicamente il discorso salvezza (del resto, nelle partite interne gli è riuscito in tre delle ultime quattro occasioni), ma anche un pareggio sarebbe un passo pressoché decisivo. Agli avversari, però, interessa evidentemente il bottino pieno, sebbene siano riusciti a cogliere soltanto un successo negli ultimi nove confronti. Tanto che alle intenzioni (vedi formazione) seguono i fatti. Perché mentre il Bari fa scena, gli abruzzesi vanno dritto al sodo, sfruttando gli spazi concessi dalla difesa a tre e da un centrocampo che fatica a chiudere.
Succede allora che Varricchio prima fa le prove generali (10'), calciando fuori misura (la soluzione non piace a Giampaolo e ad Antonini, che potrebbero ricevere l'assist); poi, dopo una rete annullata (11') ad Antonini per fuorigioco (d'autore il passaggio in profondità di Giampaolo), porta in vantaggio il Pescara: prende palla, si accentra e, senza che Gazzi e Sibilano intervengano per ostacolarlo, scarica il sinistro che trafigge Gillet e impaurisce il Bari, capace di reagire unicamente con un tiro, male eseguito, di Dionigi (18').
Efficace, invece, la manovra di rimessa del Pescara (come di solito riesce a fare il Bari fuori casa), che addirittura potrebbe raddoppiare: al 24' punizione di Russo e destro al volo di Varricchio, che stavolta trova l'opposizione del portiere belga, attento anche al 26', quando Russo prova a sorprenderlo tirando dalla distanza. I biancorossi attraversano il periodo peggiore della partita (basti sottolineare un paio di passaggi errati dello svagato Doudou). Poi, progressivamente, costringono gli avversari a indietreggiare, iniziando a impegnare Brivio, soprattutto con Dionigi.
L'attaccante ha una prima grande occasione al 27' (colpo di testa, Brivio si supera) e una seconda al 35', quando il Pescara ha già cambiato in difesa (s'infortuna Sbrizzo, Zeoli scala al centro e il nuovo entrato Smit va a sinistra): si trova la palla sul destro, ma ancora una volta l'estremo abruzzese gli impedisce di tornare a esultare, gioia che manca da Genoa-Bari di febbraio. Potrebbe arrivare finalmente al 40' (subito dopo un'incursione di La Vista, che mette in apprensione gli ospiti), ma, su lancio di Carrus, riesce ad arrivare e a incocciare col piede senza essere preciso.
La parte finale del tempo si può dire di marca barese, se si aggiungono anche un colpo di testa di Santoruvo (42') e un tiro da lontano di Carrus (44'). Ma a recriminare è ancora il Pescara per ciò che accade al 45'. Lanciato da Giampaolo (sempre ispirato l'ex juventino, senz'altro tra i migliori in campo), Job si ritrova davanti una prateria senza che alcun barese riesca ad anticiparlo. Per fortuna, il destro è alle stelle, un errore che sarà l'ultimo, visto che Simonelli lo lascia negli spogliatoi, mandando in campo ad inizio ripresa Fusco (si piazza a destra della retroguardia con Fanucci che si accentra e Zeoli che torna a sinistra: Smit sale a centrocampo).
Le variazioni del Pescara si giustificano, oltre che per il risultato, anche per la sostituzione di Carboni, che nell'intervallo lascia sotto la doccia Goretti e inserisce Romanelli, subito pericoloso al 50' (la difesa devia in angolo). Con il nuovo entrato a destra e La Vista spostato a sinistra (Carrus va in mezzo), comincia l'accerchiamento del Bari, subito premiato (56') grazie a un colpo di testa di Gazzi (al terzo gol stagionale) su cross di Bellavista. Il pareggio, però, non frena i biancorossi nonostante le (parziali) notizie favorevoli che giungono dagli altri campi, anche perché accontentarsi sarebbe rischioso (vedi al 62' una rete di Terra che l'arbitro Rocchi annulla per un fallo di Antonini su Gillet).
Cosicché, al 67' Santoruvo non arriva per un soffio sul traversone di La Vista e al 73' a Dionigi non riesce una girata al volo che avrebbe fatto venir giù lo stadio Degli Ulivi di Andria, prestato per l'occasione, vista l'indisponibilità del San Nicola a causa della concomitanza con il Congresso Eucaristico. Il catino della Fidelis (con gli spettatori a pochi passi dal terreno di gioco) ispira soprattutto La Vista (ammonito al 76', salterà per squalifica la partita di Vicenza), rispedito sul settore di destra quando Carboni (83') decide di togliere Santoruvo (sarà Romanelli ad affiancare Dionigi) e di coprirsi con Michele Anaclerio (in asse a sinistra con Bellavista).
La mossa fa comprendere che il tecnico biancorosso, fino ad allora intento a cercare la vittoria, non vuol rischiare di subire la beffa, mentre Simonelli al 79' gioca la carta Minopoli (fuori Lo Nero). Preoccupazione forse eccessiva (il Pescara va vicino al gol solo su punizione: con Russo al 77'; il Bari, invece, potrebbe andare sul 2-1 con un colpo di testa d Sibilano), ma legittima. Con il pari, il distacco dalla zona-pericolo si riduce di un punto, ma resta pur sempre considerevole.
G. Flavio Campanella

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