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Partite truccate, indaga  anche la Procura di Trani

BARI - Il capitolo pugliese dello scandalo «calcioscommesse» potrebbe essere molto più esteso e articolato di quanto emerso fino ad oggi. Esisterebbe infatti, secondo fonti bene informate, un filone di indagine che starebbe scandagliando i fondali di un malcostume radicato anche nell’area del Nord Barese. Il riserbo è molto stretto. Secondo indiscrezioni che hanno trovato per il momento solo parziali conferme, contorni e dimensioni di questa nuova propaggine investigativa, sviluppata anche dalla Procura di Trani, non sono ancora definiti. Altri i calciatori, che hanno militato in società professionistiche, i cui comportamenti sarebbero sotto la lente di ingradimento degli investigatori
Partite truccate, indaga  anche la Procura di Trani
BARI - Il capitolo pugliese dello scandalo «calcioscommesse» potrebbe essere molto più esteso e articolato di quanto emerso fino ad oggi. Esisterebbe infatti, secondo fonti bene informate, un filone di indagine che starebbe scandagliando i fondali di un malcostume radicato anche nell’area del Nord Barese. Il riserbo è molto stretto. Secondo indiscrezioni che hanno trovato per il momento solo parziali conferme, contorni e dimensioni di questa nuova propaggine investigativa, sviluppata anche dalla Procura di Trani, non sono ancora definiti. Altri i calciatori, che hanno militato in società professionistiche, i cui comportamenti sarebbero sotto la lente di ingradimento degli investigatori.

Tornando invece al filone di competenza della Procura di Bari, dopo le anticipazioni della «Gazzetta» è giunta la conferma del coinvolgimento di 17 persone (e il loro numero potrebbe aumentare): 8 calciatori, 2 ristoratori, uno dei cosiddetti «zingari», il «tuttofare» di molti ex biancorossi e altre 5 persone (tra cui una donna) sulle quali non si sa molto e che sarebbero rimaste ai margini della vicenda.

Associazione a delinquere e frode sportiva sono le ipotesi di reato al vaglio dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Bari e del pm Ciro Angelillis. Ma non si esclude che, presto (in un fascicolo autonomo o nell’ambito della stessa indagine) si possa anche profilare il reato di truffa. Ipotesi quest’ultima, sostenuta dal Bari Calcio. Al momento l’unico denunciato è Angelo Iacovelli, ma, se venisse sciolto il vincolo della clausola compromissoria, il raggiro di cui l’As Bari si ritiene vittima potrebbe essere «attribuito» in modo più «esteso». Ad esempio ai calciatori.

L’inchiesta, lo ricordiamo, riguarda le ultime 9 partite dello scorso campionato. Tornando agli indagati del fronte barese, facciamo un po’ di ordine. Andrea Masiello, Alessandro Parisi, Abdelkader Ghezzal, Simone Bentivoglio, Nicola Belmonte, Daniele Portanova, Nicola Rossi e Marco Esposito (tutti ex biancorossi tranne Portanova difensore del Bologna che ha smentito, attraverso i suoi legali, qualsiasi coinvolgimento) sono i calciatori professionisti iscritti dalla Procura di Bari. Poi, come anticipato dalla «Gazzetta», ci sono due noti ristoratori baresi: Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli. Il ruolo che i due avrebbero avuto al momento non è chiaro. Che i calciatori frequentassero i loro ristoranti è cosa nota. Pur ammettendo che a tavola qualcuno di loro avesse parlato delle combine da organizzare e che i ristoratori ne abbiano approfittato facendo delle puntate sulla base delle dritte ricevute dagli amici calciatori (scommettere non è reato), resta da chiarire quale potrebbe essere stato il contributo effettivo di De Benedictis e De Napoli alla presunta associazione.

Dando uno sguardo alla lista degli indagati, colpisce poi la presenza dello slovacco Viktor Kondic, di 35 anni, sotto inchiesta anche a Cremona. Figure di contorno in questo scandalo gli altri indagati, personaggi che frequentavano, grazie all’amicizia con Masiello l’ambiente dei calciatori per ritagliarsi un po’ di notorietà. Sono finiti nei guai loro malgrado Giovanni C.; Fabio G., originario di Grottaglie, 30 anni; Armand C., albanese di 31 anni; Arianna P., 34 anni, della provincia di Bari; Leonardo P. 49 anni. Al momento si sa davvero poco sul ruolo che avrebbero avuto nella vicenda. Intanto si continua a investigare sul ruolo che sarebbe stato ricoperto da esponenti della criminalità organizzata.

[g.lon - l.nat.]

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