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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:49

La nuova vita del Lecce rende credibile la rimonta

di MARCO SECLI'
LECCE - Quanto vale il 4-1 al Siena? Serse Cosmi è il primo a essere curioso di scoprire se lo squillante successo di domenica è una rondine che non fa primavera o se invece diventerà propellente speciale per accelerare la rincorsa-salvezza. In attesa della verifica, che partirà domenica prossima a Cagliari, il successo contro i toscani ha già messo, però, qualche punto fermo. Il primo è legato alla classifica e alla possibilità di tenere accesa la speranza
La nuova vita del Lecce rende credibile la rimonta
di Marco Seclì

LECCE - Quanto vale il 4-1 al Siena? Serse Cosmi è il primo a essere curioso di scoprire se lo squillante successo di domenica è una rondine che non fa primavera o se invece diventerà propellente speciale per accelerare la rincorsa-salvezza.

In attesa della verifica, che partirà domenica prossima a Cagliari, il successo contro i toscani ha già messo, però, qualche punto fermo. Il primo è legato alla classifica e alla possibilità di tenere accesa la speranza. Una sconfitta (ma anche con un pareggio la situazione sarebbe mutata ben poco) avrebbe approfondito il solco tra il Lecce e il quartultimo posto, occupato proprio dal Siena. E lo avrebbe trasformato in una voragine capace forse di affossare definitivamente i giallorossi, anche in virtù della partita in meno giocata dalla squadra di Sannino (domani il recupero al «Franchi» con il Catania). Un quadro a tinte fosche che Giacomazzi e compagni sono riusciti a evitare.

Oggi il Siena ha due punti in più. Bisognerà vedere se dopo il recupero la distanza resterà immutata, se diventerà di tre punti o, nel caso più avverso ai salentini, salirà a cinque. Ma, anche nella peggiore delle ipotesi, si tratterà di un divario che, con 15 partite ancora da giocare, può realisticamente essere colmato.

Va da sé che i tre punti messi in cassaforte domenica esercitano effetti benefici non solo in relazione al divario Lecce-Siena (su cui è concentrata l’attenzione visto che è l’avversario al momento più alla portata), ma anche a quello con le altre potenziali concorrenti. Bologna, Catania e Atalanta sembrano oggi a distanza di sicurezza, la storia ha però insegnato (vedi Sampdoria l’anno scorso) che le crisi sono un rischio anche per chi non t’aspetti.

Fin qui la classifica. Ma ci sono altri risvolti positivi del «poker». I quattro gol hanno permesso di pareggiare i conti degli scontri diretti con i toscani anche per quanto riguarda la differenza reti. Il Siena resta di gran lunga in vantaggio nella classifica generale dei gol fatti e subiti (è a -3 contro il -13 del Lecce), tuttavia i giallorossi stanno nettamente migliorando anche sotto questo aspetto. Dall’avvento di Cosmi la retroguardia non è più un colabrodo, tanto che se si analizzano soltanto le 11 gare con lui in panchina la differenza reti è di -1. Esclusi i tre gol presi contro Lazio e Parma e i quattro dall’Inter a San Siro (ma era l’inizio della gestione del tecnico di Perugia), i salentini hanno incassato due reti solo a Udine e col Chievo al Via del Mare.

Allargando l’orizzonte, con Cosmi il Lecce ha perso quattro volte, pareggiato altrettante e vinto in tre occasioni per un totale di 13 punti. Un ruolino di marcia che garantirebbe la salvezza ma che non basta alla luce del ritardo accumulato in precedenza.

Restano poi da valutare gli aspetti extra-statistici di una vittoria come quella di domenica. Corroborante anche per l’aspetto psicologico della squadra, che ancor più di prima sa di avere carte da giocare per raggiungere l’obiettivo e che lottare partita dopo partita non è inutile.

Ma un successo così è manna dal cielo pure per un ambiente finora al limite della depressione. Un’affermazione con quattro gol (al Via del Mare non si vedevano da un Lecce-Brescia del 2004 con Zeman in panchina) e le giocate fantastiche della coppia Muriel e Cuadrado hanno incendiato gli animi dei tifosi come non succedeva da tempo.

Squadra e pubblico sembrano tornati a viaggiare all’unisono.

Insomma, in attesa di Cagliari, quei quattro gol un valore ce l’hanno già, eccome. Un piccolo patrimonio che il Lecce ha il dovere di non disperdere.

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