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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:03

Casillo dice addio  «Vendo il Foggia»

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Il Foggia si era illuso di ripescare il futuro nel suo passato. Invece non sarà così. Dopo l’addio di Zeman ecco quello di Casillo. Il patron della società, azionista della zemanlandia anni novanta, ha deciso di mollare e di mettere in vendita il club. «Certo, la società è in vendita. Come famiglia Casillo non abbiamo più la volontà e neanche la forza economica per portare avanti la società. Il divertimento calcio costa ed io non sono più quello di una volta e poi la città o almeno una parte mi odia»
Casillo dice addio  «Vendo il Foggia»
di Filippo Santigliano

FOGGIA - Il Foggia si era illuso di ripescare il futuro nel suo passato. Invece non sarà così. Dopo l’addio di Zeman ecco quello di Casillo. Il patron della società, azionista della zemanlandia anni novanta, ha deciso di mollare e di mettere in vendita il club.

«Certo, la società è in vendita. Come famiglia Casillo non abbiamo più la volontà e neanche la forza economica per portare avanti la società. Il divertimento calcio costa ed io non sono più quello di una volta e poi la città o almeno una parte mi odia. Allo stadio incassiamo duemila euro a partita e ne paghiamo tremila di multe», dice Casillo che anticipa la decisione nella conferenza stampa indetta per ribadire che «gli stipendi sono stati pagati» ma che resta aperta «la questione dell’Enpals che ci vede coinvolti anche con un ricorso alla Corte federale».

Casillo, tuttavia, se da una parte chiude la porta dall’altra apre una finestra e si dice pronto a scommettere e a programmare il futuro del Foggia se ci fosse il soccorso di una ventina di imprenditori: «Con 50 mila euro a testa siamo nella condizione di portare avanti il progetto, io sono pronto a farmi anche da parte e a rinunciare a cariche societarie, perché è un peccato perdere questo giocattolo», dice ancora Casillo che ritiene comunque il club solido: «la società deve avere 570 mila euro dai vecchi soci, altri 320 mila dalla fidejussione dell’Assindustria, 250 mila euro di valorizzazione dei calciatori, oltre ad una causa che noi riteniamo di vincere per un milione e 200 mila euro anche se sappiamo che sul fronte processi i tempi sono lunghi».

I colpi di scena, però, non riguardano solo la vendita del club. Casillo ha detto di ritenere l’attaccante Sau, lo scorso anno capocannoniere della prima divisione con la maglia del Foggia ed attualmente alla Juve Stabia, in serie B, un giocatore a tutti gli effetti del Foggia: «Ritengo che Sau sia di nostra proprietà, visto che il calciatore era assente a Milano e non poteva firmare il contratto. Quella firma a mio avviso è falsa. E’ evidente che lui dirà il contrario, ma noi chiederemo lo scioglimento della clausola compromissoria e una perizia calligrafica», dice ancora il patron del club che non rinuncia ad una frecciata nei confronti di Zeman, colpevole di avergli fatto «un bidone» con il suo addio lo scorso anno per passare al Pescara.

«Tuttavia c’è un aspetto che mi amareggia al di là di ogni considerazione, e cioè che questa città ha atteso vent’anni per cercare di risalire la china sportiva ed ora vuole che io lo faccia in un anno. Non è possibile, perché nel calcio serve la programmazione oppure tanti soldi e non è detto che con i soldi si possa sempre vincere. Ma se non ci sarà un sostegno non iscriverò la squadra al prossimo campionato», afferma ancora Casillo. Quattro mesi per trovare una soluzione, quattro mesi per evitare l’evaporazione del Foggia dopo novant’anni di calcio.

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