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Il Foggia è tornato due gol a Viareggio

VIAREGGIO - Pratico ed essenziale il Foggia coglie al volo l’aria di carnevale per gettare la maschera della superbia e ritrovare quella dell’umiltà e della sofferenza. Così nella giornata della Prima Divisione di calcio in cui era elevato il serio rischio di smarrirsi psicologicamente ed in classifica, la squadra di Stringara si ritrova eccome intorno ad un successo e a tre punti strameritati per intelligenza tattica e condotta di gara. Se i risultati sono sempre figli della prestazione, allora questa di Viareggio (0-2) va incorniciata per il peso netto che rappresenta sul piano morale e della classifica
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Il Foggia è tornato due gol a Viareggio
VIAREGGIO-FOGGIA 0-2 

VIAREGGIO: Gazzoli 5.5; Carnesalini 5.5, Fiale 6, Conson 6, Martella 6; Lepri 6 (12' st Pizza 5.5), Berardocco 5.5 (26' st Scardina 5.5), Tarantino 6, Cesarini 5 (31' st Maltese sv); Zaza 5, Cristiani 5. In panchina: Merlano, Lamorte, Pellegrini, Sorbo. Allenatore: Bertolucci 5.

FOGGIA: Ginestra 6; D’Orsi 6, De Leidi 7, Gigliotti 6.5; Cortesi 6.5, Perpetuini 6.5, Velardi 6, Cardin 6; Pompilio 7 (29' st Reali 6), Lanteri 6 (37' st Defrel 6), Venitucci 6 (21' st Toppan 6). In panchina: Botticella, Meduri, Marinaro, Ferreira. Allenatore: Stringara 6.

ARBITRO: Aversano di Treviso.

RETI: 39' pt Pompilio; 44' st Defrel.

NOTe: giornata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 500 circa con sparuta rappresentanza foggiana. Ammoniti: Velardi, Zaza, Perpetuini, Cortesi, Scardina. Angoli: 5-0 per il Viareggio. Recupero: 0' pt, 5' st.

VIAREGGIO - Pratico ed essenziale il Foggia coglie al volo l’aria di carnevale per gettare la maschera della superbia e ritrovare quella dell’umiltà e della sofferenza. Così nella giornata in cui era elevato il serio rischio di smarrirsi psicologicamente ed in classifica, la squadra di Stringara si ritrova eccome intorno ad un successo e a tre punti strameritati per intelligenza tattica e condotta di gara. Se i risultati sono sempre figli della prestazione, allora questa di Viareggio va incorniciata per il peso netto che rappresenta sul piano morale e della classifica. Serviva un riscatto dopo due sconfitte consecutive rimediate in un modo a dir poco balordo ed il riscatto è arrivato. Per di più, con protagonisti giocatori appena arrivati oppure che sono stati rilanciati dopo un periodo tra panchina e tribuna o addirittura recuperati dopo mesi di infortunio. Una grande prova di compattezza, dunque, per il Foggia ed anche una bella soddisfazione per mister Stringara che coglie la quinta vittoria esterna della stagione (come quelle fatte da Zeman nell’intero arco dello scorso campionato). Un piccolo «primato» che rischia di alimentare i rimorsi per i punti gettati stupidamente al vento nelle ultime giornate, in particolare con Monza e Como, e che oggi avrebbero potuto schiudere al Foggia traguardi più ambiziosi.

Stringara deve fare a meno degli infortunati Cruz, Molina e Frigerio e dello squalificato Wagner. In compenso recupera De Leidi, al debutto in campionato, e lancia i nuovi arrivati, qualche reduce e giocatori appena recuperati. Nell’ordine, Velardi e Pompilio, Cortesi e Lanteri. La squadra si pone inizialmente con un 3-4-2-1, con D’Orsi, De Leidi e Gigliotti in retroguardia, Cardin, Perpetuini, Velardi e Cortesi a centrocampo, Pompilio e Venitucci a ridosso di Lanteri. E’ un modulo che tiene il «punto» del Viareggio, squadra che solo sette giorni prima aveva fermato sullo 0-0 la corazzata Taranto. Rispetto alla partita persa contro il Como, Stringara lascia in panchina Meduri, recupera Perpetuini a cui affida il «metronomo» del gioco e gli mette accanto Velardi per sfruttare la fisicità del neo acquisto. Cardin e Cortesi sulle fasce fanno un grandissimo lavoro di copertura, ma quando spingono pungono. Lanteri si muove fino a quando regge fisicamente, al pari di Pompilio e Venitucci, particolarmente ispirati e destinati a diventare la sorpresa di questo scorcio finale dei rossoneri. Era importante lavorare sull’entusiasmo dei nuovi ed in particolare di Pompilio, foggiano doc, ed autore della rete del momentaneo vantaggio.

Il Viareggio parte lancia in resta, attacca in maniera disordinata ma ad inizio gara mette in difficoltà il Foggia. I versiliani riescono anche a creare alcune preziose palle gol con Cristiani (clamorosa quella fallita al 19’, praticamente un rigore in corsa sbagliato), ma nel momento più difficile questo Foggia dimostra di saper stringere i denti ma soprattutto di organizzare una controffensiva. Tiene il campo la squadra di Stringara, soprattutto con Venitucci e Pompilio che cercano il gol ma anche i compagni. Così con il passare dei minuti la squadra comincia a crederci: Pompilio fa le prove generali (tiro di poco fuori), poi non sbaglia quando raccoglie al volo dal limite dell’area e fa secco Gazzoli. E’ un gol «cuore di Foggia», di un ragazzo nato nel ‘92, negli anni d’oro di zemanlandia, costretto a girovagare tra Lecce e Varese prima di tornare alla sua maglia, quella della vita. Un gol, quello di Pompilio, che consente al Foggia di gestire la partita. Il Viareggio riparte con azioni avvolgenti, cerca la mischia in area, l’episodio che può cambiare la gara, ma Stringara guarda alla concretezza e così al 20’ toglie Pompilio e Venitucci (due trequartisti) per inserire Toppan (un difensore) e Reali (un centrocampista). Si passa ad un 4-5-1 con un mediana molto densa che non consente al Viareggio di costruire granché. Anzi, al 25’ è Lanteri ad avere la palla del raddoppio dopo una sgroppata di metà campo. Lanteri (terza partita in una settimana dopo quattro mesi di stop) viene sostituito da Defrel che ha il compito di fare pressing sulle ripartenze del Viareggio ma anche di sfruttare gli spazi. Così l’attaccante francese non si fa neanche sorprendere quando viene chiamato al suo compito principale, quello di fare gol. Al 44’ Cortesi ha ancora fiato e lucidità per una ripartenza di zemaniana memoria e per servire con un assist d’oro il pallone del due a zero che Defrel sottomisura non sbaglia. Nel finale il Foggia potrebbe ancora segnare con Perpetuini e Cardin, ma la sostanza non cambia. Tre punti meritati alla vigilia della sosta ed una prova di orgoglio che restituiscono dignità al campionato del Foggia.

f. s.

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