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Calcio/Serie A - Lecce ferma il Milan

Pareggio 2-2 nonostante l'espulsione di Konan. La squadra salentina marcia verso la zona-salvezza del campionato. Nella 36ª giornata la Juventus ha battuto il Parma 2-0 e si avvicina allo scudetto • Le classifiche squadre e marcatori
LECCE - È Vucinic l'uomo del giorno. Il gol del 2-2, che costringe il Milan al pareggio, vale virtualmente la salvezza del Lecce e lo scudetto della Juventus, che, battendo il Parma, porta a + 5 il vantaggio in classifica rispetto ai rossoneri. I salentini, che hanno protestato per un paio di episodi dubbi in area milanista (gol annullato e rigore non concesso) e per la rete del 2-1 di Shevchenko segnata in fuorigioco (Galliani a fine gara si è lamentato per gli insulti ricevuti in tribuna…), hanno meritato il punto conquistato e arrivato in extremis nel momento meno propizio, cioè in inferiorità numerica a causa dell'espulsione di Konan (autore della rete dell'1-1), contro cui il vicepresidente del Milan si è scagliato stigmatizzando l'intervento violento su Kakà. Fuor di polemiche, a due giornate dalla fine, il Lecce, che giocherà a Reggio Calabria nel prossimo turno (c'è odore di "x") e contro il Parma in casa nell'ultima giornata, ha ora quattro lunghezze di vantaggio su Fiorentina e Brescia, che attualmente retrocederebbero insieme con l'Atalanta.
Per fronteggiare la squadra di Ancelotti, Zeman decide di inserire Angelo nella difesa composta anche da Diamoutene, Stovini e Rullo, mentre a centrocampo ai lati di Ledesma ci sono Cassetti e il rientrante Dalla Bona, che ha scontato la squalifica. In avanti, preferito Konan (in panchina Valdes) a destra del tridente completato da Vucinic e Pinardi (pronto all'occorrenza ad accentrarsi e a indietreggiare tra le linee). Ancelotti, dal canto suo, pensa a una possibile rimonta in campionato, ma anche alla finale di Champions: lasciati a casa Pirlo, Seedorf e Crespo (ma anche Nesta, fermato dal giudice sportivo) propone Cafu, Stam, Maldini e Kaladze a difesa di Dida, Gattuso (duecentesima partita in A), Rui Costa e Ambrosini sulla mediana con Kakà a supportare le punte Schevchenko e Inzaghi, che rientra dal 1'.
Nei precedenti in Salento contro il Milan, i giallorossi non hanno mai vinto (7 perse e 7 pareggiate), ma in questo caso il Lecce si presenta con un curriculum di tutto rispetto: al Via del Mare (per l'occasione con spazi vuoti, nonostante il blasone degli avversari) è imbattuto dall'inizio del girone di ritorno e nelle ultime 22 partite (diventeranno 23) è sempre andato a segno per complessivi 48 gol (saranno 50 alla fine), fatta eccezione per la sfida persa 1-0 con la Juventus del 14 novembre scorso. Sebbene il Milan prenda il sopravvento, assumendo il controllo delle operazioni, Konan si propone subito di confermare la prolificità interna: al 2' cross di Rullo e colpo di testa dell'ivoriano; al 4' la punta di colore se ne va sulla destra, superando in velocità Maldini, prima di costringere Dida in angolo; poi al 10' va addirittura in gol (che sembra regolare), ma Trefoloni annulla per un presunto fallo di Vucinic su Stam.
Come spesso capita, la rete buona è del Milan, che man mano trova la chiave per mettere in crisi il dispositivo del Lecce, trafitto da fraseggi veloci e profondi. Già sfiorato il vantaggio con Kakà all'8' (destro a giro) e con Gattuso all'11' (tiro, da fuori area, mandato in angolo da Sicignano), i rossoneri vanno a bersaglio al 12' su corner battuto da Rui Costa e sfruttato da Kaladze con un'incornata, episodio che giunge qualche minuto dopo la notizia dell'1-0 della Juve contro il Parma. Il Milan potrebbe anche raddoppiare subito dopo (15') quando, da un'iniziativa di Rui Costa, Inzaghi si ritrova a tu per tu con il portiere avversario, che intercetta la conclusione.
La reazione del Lecce arriva, ma non è incisiva né pericolosa: porta soltanto a un colpo di testa di Cassetti (19'), a un destro di Ledesma (23') e a un sinistro di Konan (31'), servito da Vucinic (che salta in dribbling Cafu). Al 24', però, c'è un'altra protesta dei giallorossi, in particolare di Vucinic, ammonito per un fallo di mano che l'arbitro attribuisce al montenegrino, ma che per quest'ultimo è invece stato commesso da Cafu (nel qual caso si tratterebbe di rigore). I brividi aumentano per Dida al 37' su tentativo al volo di Cassetti, che corona, senza però centrare lo specchio della porta, un'azione partita da Ledesma e rifinita da Pinardi.
Nel periodo di marca leccese (e fino alla fine del primo tempo), i rossoneri prevalentemente si limitano a contenere (forse anche per il gran caldo), ma dando sempre la sensazione di poter cambiare marcia e far molto male (vedi l'ncursione di Kaladze al 41' o il destro, di nuovo a rientrare, di Kakà al 43'). Prima del riposo, ennesima contestazione leccese (45') per un "mani" di Stam, che in realtà è involontario, su conclusione di Dalla Bona. A potersi lamentare è in questo caso il Milan, visto che Trefoloni, per ammonire Stovini (proteste), ferma un contropiede di Kakà, peraltro reso vano dall'opposizione di Sicignano.
A inizio ripresa, che coincide con l'ingresso di Dhorasoo in luogo di Ambrosini, il Lecce perviene al pareggio al primo affondo: su cross di Pinardi, Konan, approfittando dell'errore di posizione di Maldini, che si lascia scappare l'uomo, colpisce di testa e infila Dida (46'). La Juve è sul 2-0, il Milan potrebbe farsi condizionare. Invece, la risposta non si fa attendere: dopo un colpo di testa (49'), Shevchenko mette a segno (53') la rete personale numero 17 nel torneo. Su traversone di Dhorasoo, Inzaghi controlla col petto e calcia a due passi dalla porta, anche se in modo scoordinato. Rullo riesce a intercettare, ma sulla deviazione si avventa l'ucraino che riporta in vantaggio i rossoneri. Stavolta la proteste sono assolutamente legittime: sul tiro di Inzaghi, Sheva è in posizione irregolare. Il 2-1 sarebbe da annullare.
Il Lecce, costretto nuovamente a rincorrere, deve profondere uno sforzo ulteriore, perlomeno per rimediare un punto. Ci riprova Konan (56'), ma è Vucinic ad avere le opportunità migliori: al 67' fa tutto da solo, partendo da sinistra, ma Dida è pronto sul palo; al 68' si inserisce sulla destra, imbeccato da Valdes (subentrato a Dalla Bona: Pinardi retrocede a centrocampo), e scaglia un destro che attraversa l'area prima di spegnersi sul fondo. Nel momento in cui i salentini dovrebbero stringere i tempi, Konan commette l'ingenuità che potrebbe indirizzare definitivamente la partita: al 73' è protagonista di un intervento violento su Kakà, tanto gratuito quanto pericoloso: il cartellino rosso dell'arbitro è inevitabile.
L'ultimo quarto d'ora (nel Milan ci sono anche Tomasson, subentrato a Shevchenko, e Serginho, al posto di Inzaghi) è influenzato dall'inferiorità numerica dei leccesi, ma i rossoneri hanno il demerito di non chiudere l'incontro quando (81') Kakà, dopo aver avviato Tomasson in contropiede, conclude malamente di piatto sinistro su passaggio di ritorno del danese. Il merito del Lecce è invece tutto del duo Valdes-Vucinic: il primo è abile a sottrarsi al controllo dei marcatori, il secondo è nel posto giusto quando il cileno gli fornisce l'assist. A Stam non riesce l'anticipo e il montenegrino sigla il 2-2, che vale il sedicesimo acuto stagionale in serie A e, soprattutto, un punto di platino per la squadra, visto che nei dodici minuti restanti (otto più quattro di recupero) il Milan non è più in grado (e forse non ha voglia, sapendo del successo della Juventus) di impensierire il Lecce, che Zeman rende più prudente con gli ingressi di Marianini (per Vucinic) e Abruzzese (per Pinardi).
G. Flavio Campanella

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