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Salta il contributo-Ilva e il Taranto resta solo

di FABIO DI TODARO
TARANTO - Più delle nuvole cariche di pioggia, saranno i cumuli neri che si agitano su via Martellotta a lasciare col fiato sospeso i tifosi rossoblù, da qui a martedì pomeriggio. La crisi del Taranto è profonda, come mai era stata finora durante la gestione D’Addario. È quasi impossibile che entro la mezzanotte del 14 febbraio il patron riesca a onorare la scadenza fissata dalla Covisoc. Occorre liquidare a tutti i tesserati le ultime tre mensilità del 2011, irrobustite dagli oneri fiscali e previdenziali
Salta il contributo-Ilva e il Taranto resta solo
di FABIO DI TODARO

TARANTO - Più delle nuvole cariche di pioggia, saranno i cumuli neri che si agitano su via Martellotta a lasciare col fiato sospeso i tifosi rossoblù, da qui a martedì pomeriggio. La crisi del Taranto è profonda, come mai era stata finora durante la gestione D’Addario. È quasi impossibile che entro la mezzanotte del 14 febbraio il patron riesca a onorare la scadenza fissata dalla Covisoc. Occorre liquidare a tutti i tesserati le ultime tre mensilità del 2011, irrobustite dagli oneri fiscali e previdenziali. Rispetto a quella richiesta e non corrisposta entro il 15 novembre, la cifra necessaria è più robusta: di poco inferiore al milione e mezzo di euro. Considerati i tempi tecnici (le banche sono chiuse oggi e domani), la corsa contro il tempo si riduce a poco più di ventiquattro ore. «A questo punto servirebbe un miracolo» ripeteva ieri un dirigente rossoblù poco prima che la società proclamasse il silenzio stampa, quando mancava mezzora all’appuntamento previsto con Dionigi.

La decisione, assunta direttamente da D’Addario, è arrivata come risposta alla giornata nera vissuta dal club. Sembrava che potesse essere il venerdì giusto per sbloccare i contributi promessi dalle aziende locali grazie alla mediazione delle istituzioni cittadine. Invece l’ottimismo delle prime ore del mattino s’è tramutato presto in rabbia e disperazione. La grande industria s’è defilata da ogni ipotesi di sponsorizzazione. E, di conseguenza, la speranza di poter pagare almeno gli stipendi entro martedì (garantendosi, con la mancata corresponsione dei contributi, una penalizzazione di due punti) era sfumata già prima di mezzogiorno. «Ai tifosi chiedo soltanto di avere pazienza» aveva detto il dg Mike Hulls uscendo dall’Ilva poco prima delle 10.30, dopo un’ora e mezza di confronto col portavoce del gruppo Girolamo Archinà.

Nessun contributo verrà elargito in favore del Taranto, sebbene l’iniziale disponibilità a contribuire con 500mila euro fosse stata comunicata al sindaco Stefàno. «Ma non possiamo intervenire a sostegno di un’azienda privata» la considerazione riferita da una fonte quotata dello stabilimento siderurgico. L’Ilva avrebbe voluto far transitare i soldi da Palazzo di Città, in una strategia mirata al consolidamento dei rapporti con le istituzioni. Il primo cittadino, impossibilitato per ragioni amministrative a intervenire in prima persona, s’era impegnato a mettere in contatto le parti: senza l’atteso epilogo. La mossa dell’Ilva ha frenato il coinvolgimento anche di altre realtà locali, Cementir in primis. All’ora di pranzo sul Taranto era già calato il gelo. La sera ha provveduto a portare il buio.

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