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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:11

Fideiussioni maltesi così salta l’accordo  tra il Comune e il Bari

BARI - La prima fideiussione era di una finanziaria amministrata da un napoletano e controllata da una fiduciaria maltese. Sulla seconda c’era un problema relativo alla disciplina degli intermediari. Per la terza è saltato fuori che il capitale sociale della società emittente era inferiore ai limiti di legge. Ora siamo alla quarta fideiussione presentata in un mese, su cui gli uffici «stanno svolgendo gli opportuni approfondimenti». Nel frattempo la transazione tra il Comune e il Bari per i debiti legati all’uso degli stadi continua a rimanere sospesa
Fideiussioni maltesi così salta l’accordo  tra il Comune e il Bari
BARI - La prima fideiussione era di una finanziaria amministrata da un napoletano e controllata da una fiduciaria maltese. Sulla seconda c’era un problema relativo alla disciplina degli intermediari. Per la terza è saltato fuori che il capitale sociale della società emittente era inferiore ai limiti di legge. Ora siamo alla quarta fideiussione presentata in un mese, su cui gli uffici «stanno svolgendo gli opportuni approfondimenti». Nel frattempo la transazione tra il Comune e il Bari per i debiti legati all’uso degli stadi continua a rimanere sospesa

L’ultima puntata della storia è andata in scena lunedì. Gli avvocati del Bari, Giuseppe Trisorio Liuzzi e Francesco Biga, hanno consegnato al segretario generale Mario D’Amelio la quarta polizza per sbloccare la firma dell’accordo spalma-debiti: 1,121 milioni in 56 rate, a fronte delle quali il Comune ha chiesto una fideiussione. Stavolta è della Orkin Financial Services, una finanziaria di diritto inglese con sede anche a Roma. Andrà bene? Non si sa, perché D’Amelio in questi giorni non è in Comune. Ma i precedenti, raccontati in una relazione riservata predisposta dagli uffici, sono abbastanza negativi.

Si parte da una polizza della Crediconsumo spa di Milano, che conteneva una clausola ritenuta incongrua: per farsi pagare, il Comune avrebbe dovuto prima ottenere una sentenza esecutiva. Senza menzionare il fatto che la proprietà di Crediconsumo, non iscritta nell’elenco degli intermediari, è schermata da una fiduciaria di diritto maltese: motivo per cui anche la Regione, tre mesi fa, aveva respinto le polizze della stessa finanziaria presentate dai partecipanti al bando «Ritorno al Futuro».

E così il Bari ha prima proposto di eliminare la clausola, poi ha interamente sostituito la polizza. Niente da fare: la società emittente era iscritta all’elenco speciale degli intermediari (ex articolo 107) e non a quello ordinario ex articolo 106. Così il Bari consegna una terza fideiussione: ma secondo il Comune il capitale sociale della finanziaria era insufficiente ed a nulla sono valse le proteste degli avvocati della società biancorossa.

L’ultima polizza, secondo quanto hanno spiegato i rappresentanti del Bari, è stata emessa in forma autonoma e non è direttamente collegata all’accordo transattivo: dunque il Comune sarebbe garantito anche nell’ipotesi di fallimento della squadra. Ma i biancorossi hanno ribadito a D’Amelio di avere fretta, molta fretta di sistemare le pendenze con il Comune per l’uso degli stadi cittadini. E dunque questi ritardi stanno creando un certo nervosismo. L’appuntamento per la firma, infatti, è già slittato almeno quattro volte: ma i dirigenti di Palazzo di Città sono inflessibili, perché - visti i precedenti - non vorrebbero essere chiamati a rimetterci di tasca loro.

Massimiliano Scagliarini

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