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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:48

Vendita del Lecce Semeraro e Tesoro accordo sulla parola

LECCE - Il primo contatto ci fu nello scorso mese di ottobre quando l’imprenditore siderurgico Savino Tesoro bussò alle porte di Unicredit, l’advisor incaricato dal gruppo Semeraro per reperire e selezionare soggetti interessati a rilevare il pacchetto azionario del Lecce. Un esame, quello svolto dall’advisor, sicuramente con esito positivo, visto che la trattativa è andata avanti poi con ulteriori contatti e in due direzioni, la stessa Unicredit e la famiglia Semeraro per via diretta
Vendita del Lecce Semeraro e Tesoro accordo sulla parola
LECCE - Il primo contatto ci fu nello scorso mese di ottobre quando l’imprenditore siderurgico Savino Tesoro bussò alle porte di Unicredit, l’advisor incaricato dal gruppo Semeraro per reperire e selezionare soggetti interessati a rilevare il pacchetto azionario del Lecce. Un esame, quello svolto dall’advisor, sicuramente con esito positivo, visto che la trattativa è andata avanti poi con ulteriori contatti e in due direzioni, la stessa Unicredit e la famiglia Semeraro per via diretta.

Nel frattempo, il gruppo Tesoro, che spazia anche oltre che nel campo della siderurgia, anche in quelli immobiliari, energie alternative e materiali per l’edilizia, ha avuto tempo e modo di analizzare approfonditamente i libri contabili della società, ha manifestato anche l’interesse di concludere.

Secondo voci non confermate dalla società, un ulteriore incontro fra le parti dovrebbe tenersi domani e dovrebbe essere in un certo senso quello decisivo, nel senso di dare un’accelerata alla trattativa, possibilmente con la costituzione di due rispettivi pool di professionisti che dovranno portare avanti l’operazione e scrivere i contratti.

Quanto ai tempi per la stipula della compravendita, non si possono al momento stabilire date certe.

Di sicuro, si sa che il venditore, cioè il gruppo Semeraro, starebbe premendo perchè l’operazione si chiudesse entro il mese di marzo e comunque prima della fine del campionato. E tanto, perchè nell’ottica di una futura programmazione della squadra, sarebbe oltremodo d’impaccio tenere una trattativa di cessione della società durante l’estate, quando incombono le scadenze del calciomercato e tutte le operazioni necessarie della costruzione della squadra per il prossimo campionato.

Dall’altra parte, però, ci sarebbe l’esigenza di attendere per capire in quale campionato si andrebbe ad acquistare il club. Per questo si è anche stabilito un range di prezzo che andrebbe dai 10 ai 15 milioni, al netto delle fideiussioni che nel frattempo potrebbero già essere state incassate dall’attuale proprietà visti i risparmi realizzati in questa stagione. La forbice sta a demarcare il fatto che Lecce si trovi a fine stagione in serie A o in serie B.

Insomma, sulla parola l’accordo esiste già. Si tratta ora di metterlo sulla carta e per questo occorre una squadra di esperti che prepari i contratti da fare firmare alle parti e anche questo comporterà una serie di tempi tecnici.

D’altra parte, non esistono al momento alternative al gruppo Tesoro.

Negli oltre otto mesi da quando Giovanni Semeraro annunciò la messa in vendita del club, l’unica proposta concreta è stata questa, oltre a due approcci che non hanno avuto seguito, l’uno dell’ex patron del Taranto Luigi Blasi e all’imprenditore leccese Amorino Ingrosso, titolare di un’azienda leader nel settore della macellazione. Per il resto, fantomatici gruppi del Norditalia, ma anche americani e coreani che però non si sono mai concretamente fatti avanti.

Ora siamo veramente alla svolta, ammesso però che il gruppo Tesoro tenga fede agli impegni assunti verbalmente.

m. bar.

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