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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:33

Taranto, sfuma la vittoria-sorpasso

di LORENZO D'ALO'
VIAREGGIO - Turno apparentemente interlocutorio. Frena il Taranto, rallenta la Ternana. Il duello continua. Cambia poco. Si allunga la striscia positiva (12 risultati utili). Si dilata l'imbattibilità di Bremec (780 minuti). Si espande il senso d'impenetrabilità della difesa (bunker d'Europa). Ma ciò che conta, alla fine, è fare gol. E il Taranto a Viareggio non ci riesce. Rimane a secco. Niente gol e la vittoria-sorpasso sfuma. Il gol resta in forma di promessa. C'è nelle intenzioni. Ma non si materializza
• Foggia, addio illusioni
• Barletta costretto al pari
• Andria beffata al 90’
Taranto, sfuma la vittoria-sorpasso
VIAREGGIO-TARANTO 0-0 

VIAREGGIO: Merlano 6.5; Carnesalini 6, Fiale 6, Conson 6, Martella 5.5 (10' st Licata 6); Cesarini 6, Tarantino 6, Berardocco 6.5 (45' st Maltese sv), Lepri 6.5 (14' st Scardina 6); Cristiani 6, Zaza 6.5. A disp.: Ranieri, Pellegrini, Sorbo, Lamorte. All.: Bertolucci.

TARANTO: Bremec 6; Sosa 6, Di Bari 5.5, Prosperi 6; Antonazzo 5 (17' st Garufo 5.5), Giorgino 6.5, Sciaudone 6, Rizzi 5.5; Chiaretti 6, Guazzo 6 (27' st Mendicino sv), Rantier 5.5 (10' st Alessandro 6). A disp.: Maraglino, Cutrupi, Bertolucci, Pensalfini. All.: Dionigi.

ARBITRO: Biorriello di Mantova.

NOTE: angoli 4-8 per il Taranto. Ammoniti: Tarantino, Zaza, Martella e Licata del Viareggio; Di Bari, Antonazzo e Alessandro del Taranto. Espulso dalla panchina al 45' del st Sibilano, vice allenatore del Taranto. Spettatori circa 800 (200 i tarantini) per un incasso di 4.700 euro. Recupero: pt 3', st 5'.

di Lorenzo D'Alò

VIAREGGIO - Turno apparentemente interlocutorio. Frena il Taranto, rallenta la Ternana. Il duello continua. Cambia poco. Si allunga la striscia positiva (12 risultati utili). Si dilata l'imbattibilità di Bremec (780 minuti). Si espande il senso d'impenetrabilità della difesa (bunker d'Europa). Ma ciò che conta, alla fine, è fare gol. E il Taranto a Viareggio non ci riesce. Rimane a secco. Niente gol e la vittoria-sorpasso sfuma. Il gol resta in forma di promessa. C'è nelle intenzioni. Ma non si materializza.

Non manca solo il gol alla partita del Taranto, che a Viareggio sconta la stanchezza mentale e fisica di una settimana travagliata (spostamenti continui e viaggio avventuroso). E forse, per la prima volta, avverte tutto il peso del lungo inseguimento. Manca un po' di brillantezza in zona alta, dove spesso l'intuizione del singolo può scolpire la differenza. Manca un po' di metodo in mezzo al campo. Manca l'attività organizzativa di Di Deo, bloccato a casa dall'influenza. Mancano le sue aperture improvvise, i suoi lanci scoperchianti, la sua paziente tessitura. Giorgino, che lo rimpiazza, battendosi con generosità, è un mediano. E alla costruzione della manovra garantisce il contribuito di un interno di quantità. L'assenza di Di Deo ha ripercussioni evidenti anche sullo sfruttamento delle corsie laterali, a lungo binari morti, mancando chi le inneschi.

A blindare il pari bianco è anche l'atteggiamento del Viareggio, che difende con convinzione e attacca con giudizio. Rimanendo massicciamente chiuso in un calcio antico, fatto di attese e di ripartenze. Ha meriti consistenti la squadra toscana perché sa di essere inferiore ma non si lascia intimidire. L'annunciata superiorità del Taranto, invece, non emerge con la necessaria continuità. Salta fuori a momenti: ora con troppa foga, ora con scarso costrutto. A rendere più amaro il pari è anche il gol annullato a Guazzo per una presunta posizione di fuorigioco al 10' della frazione iniziale. Gol che avrebbe potuto meglio orientare gli sforzi del Taranto. Gol che scaturisce da corner. Le immagini non chiariscono. L'assistente di linea nel dubbio, sbandiera, vanificando il gesto in acrobazia del centravanti e dando libero sfogo alle letture più maliziose.

Primo tempo difettoso. Dionigi insiste sul suo concetto di squadra (3-4-3). Ha creato un ottimo stampo e cerca di riprodurre la partita di sempre. Ma qualcosa, tra i fili d'erba di un terreno che, malgrado la temperatura polare, non è la temuta lastra di ghiaccio, s'incaglia. La circolazione della palla risulta un po' confusa. E dal prolungato possesso, aspettando l'errore di posizione o in uscita dell'avversario, non spreme granché. Il Viareggio (4-4-2) non si lascia mai cogliere di sorpresa. Sempre coperto (linee strette), sempre compatto (reparti ravvicinati).

La cronaca, oltre il gol forse ingiustamente annullato al Guazzo, offre poco: un colpo di testa di Rantier e una conclusione difficile di Antonazzo. Sul conto del Viareggio, invece, finiscono un paio di astuti ribaltamenti e l'esuberanza fisica di Zaza, capace con la sua insistenza di tenere in apprensione la retroguardia tarantina.

Nella ripresa c'è più Taranto, ma non nelle dosi ideali. Non nella misura richiesta. Perché la partita non si sblocca, anche se la squadra rossoblù prova ripetutamente a spaccarla, aumentando la pressione. E intensificando la spinta offensiva. Dionigi comincia a muovere gli uomini della panchina, inserendo prima Alessandro (fuori Rantier), poi Garufo (fuori Antonazzo) e infine Mendicino (fuori Guazzo). Cambi che hanno un unico scopo: cercare alternative di gioco in zona alta, dove Chiaretti (incostante) si sposta, per un po', da destra a sinistra. Fioccano le occasioni. Sui tiri più pericolosi non hanno fortuna Sciaudone (conclusione ribattuta da un difensore) e Alessandro (destro respinto dal portiere).

Nel finale il Taranto rifiata. E il Viareggio, rivitalizzato dalle sostituzioni, ne approfitta per riaffacciarsi nella metà campo rossoblù. Ma nulla, ormai, può disturbare il pareggio incombente.

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