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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:36

Lecce, riecco Bojinov «Solo qui sono felice»

di MARCO SECLÌ
LECCE - Il figliol prodigo è tornato a casa. Lasciò il Salento a 18 anni, lo ritrova oggi che ne ha quasi 26. In questi sette anni Valeri Bojinov ha indossato diverse maglie, anche di grandi club (Fiorentina, Juve, Manchester City) ha conosciuto altre città, vissuto nuove emozioni. «Ma non mi sono mai sentito felice come lo ero qui - dice l’ex bambino prodigio giunto a Lecce dalla Bulgaria ad appena 12 anni - così quando lo Sporting Lisbona, con cui ho quattro anni di contratto, si è deciso a lasciarmi partire in prestito per sei mesi non ho avuto esitazioni»
Lecce, riecco Bojinov «Solo qui sono felice»
di MARCO SECLÌ

LECCE - Il figliol prodigo è tornato a casa. Lasciò il Salento a 18 anni, lo ritrova oggi che ne ha quasi 26. In questi sette anni Valeri Bojinov ha indossato diverse maglie, anche di grandi club (Fiorentina, Juve, Manchester City) ha conosciuto altre città, vissuto nuove emozioni. «Ma non mi sono mai sentito felice come lo ero qui - dice l’ex bambino prodigio giunto a Lecce dalla Bulgaria ad appena 12 anni - così quando lo Sporting Lisbona, con cui ho quattro anni di contratto, si è deciso a lasciarmi partire in prestito per sei mesi non ho avuto esitazioni. Tanti club mi cercavano, avrei potuto andare altrove, guadagnare di più, ma ho voluto con tutte le forze riprendere il cammino interrotto proprio a gennaio di sette anni fa, forse troppo presto. Il mio unico desiderio era tornare per dare una mano e salvare il Lecce. Ed eccomi, pronto a ripartire. Non sarà facile, ma con l’aiuto di tutti, con i compagni e con mister Cosmi riusciremo a restare in serie A».

Il gran ritorno del bulgaro ha catalizzato le attenzioni durante la presentazione dei neo giallorossi, ieri mattina nella sala stampa «Sergio Vantaggiato» del Via del Mare. Assieme a Bojinov, il direttore sportivo Carlo Osti, ha tenuto a battesimo l’altro ritorno, quello di Gennaro Delvecchio, e l’arrivo del volto nuovo Luca Di Matteo, «esterno sinistro che farà concorrenza a Brivio, colmando il vuoto lasciato da Mesbah ». Bojinov ritroverà domenica il Bologna, con cui segnò il suo primo gol in A. 

«Speriamo sia di buon auspicio - dice - ma l’importante è che vinca il Lecce. So che in attacco siamo in tanti e non sono tornato per creare problemi, ma per contribuire all’obiettivo comune di salvare il Lecce. So bene che un solo giocatore». Valeri sa che qualche tifoso, nonostante l’attaccamento dimostrato tagliandosi l’ingaggio pur di tornare in giallorosso, ha storto il naso. Si rabbuia quando gli ricordano la storia del tatuaggio con il simbolo degli ultrà della Fiorentina, impresso sulla pelle subito dopo aver lasciato il Lecce nel gennaio del 2005. 
«Avevo 18 anni - spiega - e a quell’età si sbaglia. Non credo di aver fatto niente di male, ma se devo chiedere scusa lo farò. Io al Lecce sono sempre rimasto attaccato, quando col Parma segnai al Bari dedicai il gol ai tifosi giallorossi». Anche Gennaro Delvecchio ha fatto la scelta del cuore, ed è tornato sei anni dopo: «Sì mi voleva l’Atalanta, ma io avevo già dato la parola al direttore Osti, a Rico Semeraro, che è mio amico, e a mister Cosmi. E poi vuoi mettere salvarsi qui? Sono pugliese, se riusciremo a restare in serie A, restando nella mia terra, per me sarebbe il paradiso». 

È il solito Delvecchio, grinta da vendere e voglia di trascinare i compagni. E di difenderli, come fa con Bojinov quando sente dei mugugni per il vecchio tatuaggio: «Valeri è cosciente che a 18 anni ha fatto delle cazzate, ma ora ha solo bisogno di serenità e positività. Faccio un appello a tutti: bisogna stringersi attorno alla squadra, incoraggiarla anche quando c’è un passaggio sbagliato. Gli avversari devono capire che a Lecce non ce n’è per nessuno». Il centrocampista barlettano ha scelto il numero 82. «È l’anno di nascita di chi mi ha regalato due figli», spiega. Bojinov, anche lui padre di un bimbo, si è ripreso il «suo» 10, lasciato in eredità da Olivera. Mentre Di Matteo ha scelto il 3, che in giallorosso aveva portato un altro difensore pescarese come lui, Gianluca Colonnello. «Spero sia di buon auspicio», commenta il 24enne. Sa che il Lecce per la fascia ha cercato un altro celebre pescarese, Grosso. «Lo conosco, emulare la sua carriera sarebbe fantastico. Per ora voglio dimostrare a Lecce di meritare questa categoria ». Carlo Osti ringrazia pubblicamente Bojinov per aver permesso l’operazione. «È stata decisiva la sua voglia di tornare a Lecce, e anche per Delvecchio è andata allo stesso modo». 

Il diesse giallorosso è convinto di aver messo a disposizione di mister Cosmi elementi adatti al suo sistema di gioco. Ed è soddisfatto. «Ma l’ultima parola - avverte saggio - spetta al campo, i responsi finali diranno se abbiamo operato bene». Poi un cenno volante sulla vicenda della cessione della società: «Io mi occupo dell’aspetto tecnico e non spetta a me fare commenti su questioni che riguardano la proprietà » .

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