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Lunedì 25 Settembre 2017 | 02:57

Lecce fa gola ai Tesoro «Sì, affare possibile»

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Esce allo scoperto Antonio Tesoro, manager del gruppo facente capo al padre, Savino, l’imprenditore siderurgico di Busto Arsizio interessato a rilevare il Lecce e, rintracciato telefonicamente, conferma quanto meno un contatto avviato. A che punto è la trattativa? «Sono state dette molte inesattezze, come quella che saremmo alla fase conclusiva. La verità è che il nostro è un nome spendibile, anche per la vicenda del Torino e quindi è stato facilmente attribuito anche al Lecce. Quello che c’è di concreto è che molti ci hanno sollecitati a fare questo passo. Intanto alcuni amici che abbiamo con il dottor Semeraro ci hanno detto “Semeraro vuole vendere il club, perchè non vi fate due chiacchere” e noi abbiamo accettato»
Lecce fa gola ai Tesoro «Sì, affare possibile»
di Massimo Barbano

LECCE - Esce allo scoperto Antonio Tesoro, manager del gruppo facente capo al padre, Savino, l’imprenditore siderurgico di Busto Arsizio interessato a rilevare il Lecce e, rintracciato telefonicamente, conferma quanto meno un contatto avviato.

A che punto è la trattativa?

«Sono state dette molte inesattezze, come quella che saremmo alla fase conclusiva. La verità è che il nostro è un nome spendibile, anche per la vicenda del Torino e quindi è stato facilmente attribuito anche al Lecce. Quello che c’è di concreto è che molti ci hanno sollecitati a fare questo passo. Intanto alcuni amici che abbiamo con il dottor Semeraro ci hanno detto “Semeraro vuole vendere il club, perchè non vi fate due chiacchere” e noi abbiamo accettato. Poi c’è stato l’invito da parte di un mio amico direttore sportivo che sapeva il nostro desiderio di fare un’esperienza nel calcio che conta e quella di Lecce sarebbe una situazione congeniale».

Vi siete già incontrati con qualcuno del gruppo Semeraro?

«Sì, ma non per questo motivo, noi negli ultimi anni abbiamo differenziato il nostro raggio d’azione, oltre alla siderurgia siamo impegnati nell’immobiliare e nella produzione di veicoli elettrici. E poi a Lecce abbiamo altri interessi».

Di che tipo?

«Siamo proprietari di villa Himera, una dimora storica nei pressi della Questura. È stata la residenza del re di Spagna. La stiamo ristrutturando perchè abbiamo intenzione di creare una sala ricevimenti».

La Puglia può essere funzionale anche al vostro interesse nel settore turistico?

«Abbiamo diversi terreni. Si vedrà».

Che progetto avete sul Lecce?

«Non può esserci un progetto perchè ancora non stiamo acquistando nulla. Siamo degli appassionati di calcio, io attualmente lavoro ancora nell’ambito calcistico, quest’anno ho costruito la squadra del Como. Al momento c’è solo un’idea, Lecce è una città bellissima dove mi piacerebbe vivere. Faccio le vacanze a Torre Lapillo e ho tantissimi amici nel Salento».

Ma che risposta ha dato il gruppo Semeraro al vostro interessamento?

«Posso dire soltanto che il dottor Semeraro, persona che merita una grande stima, avrebbe piacere a trovare una continuità importante alla sua opera e a noi piacerebbe essere protagonisti di questo desiderio».

Le vostre esperienze nel calcio, però, non sono state felici, vedi la Pro Patria...

«Sulla Pro Patria sono state dette delle verità a metà. Noi acquistammo la Pro Patria dal fallimento, il primo anno non andò bene, perchè retrocedemmo, ma sette undicesimi di quella squadra adesso giocano in serie B. L’anno successivo volemmo cedere la squadra e la lasciammo in una situazione economica attiva. Purtroppo fu acquistata, o meglio la regalammo ad un personaggio che non pagò nessuno. Tutti dissero che era una testa di legno messa lì da noi, ma non era vero. In realtà, lui a fronte di 400mila euro di debiti, rilevò un milione di crediti. Alla fine dovemmo riprendercela, pagare tutti debiti che lui aveva lasciato e rivenderla ad una persona più seria».

E per il Lecce che progetto avete?

«Non si può parlare di progetto, perchè ancora non stiamo acquistando nulla».

Si parla di un range di sette-nove milioni di euro. Qual è stata la vostra proposta e quale la richiesta del venditore?

«Non ho idea di chi parli di sette-nove milioni. Noi non abbiamo ancora formulato alcuna offerta e lo stesso dicasi per la controparte, anche perchè al dottor Semeraro interessa soprattutto l’affidabilità».

Ma se le basi fossero queste, sareste disposti a trattare?

«Se abbiamo buttato undici milioni per la Pro Patria...».

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