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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:14

Nuovo ossigeno Bari fuoricasa batte Albinoleffe

Il Bari vince 2-0 a Bergamo contro l'Albinoleffe: pugliesi in vantaggio con un gol di Castillo al 74', raddoppio al 91' di De Falco. Poco prima Germinale aveva colpito un palo. L’Albinoleffe è rimasto in dieci uomini al 42' del primo tempo: Laner, ammonito un minuto prima, si era fatto cacciare per un fallo su Forestieri
Nuovo ossigeno Bari fuoricasa batte Albinoleffe
ALBINOLEFFE - BARI 0-2 (0-0 nel primo tempo)

ALBINOLEFFE (4-4-2): Offredi 6; Salvi 6, Lebran 5, Bergamelli 6, Regonesi 6.5; Foglio 5 (30' st Germinale sv), Girasole 6, Laner 5, Hetemaj 6; Cocco 5, Torri 5 (1' st Cristiano 6). In panchina: Tomasig, D’Aiello, Malomo, Taugourdeau, Pacilli. Allenatore: Fortunato 6.
BARI (4-3-3): Lamanna 6; Crescenti 6, Ceppitelli 6, Polenta 6, Garofano 6.5; De Falco 7, Romizi 6 (20' st Castillo 7), Bogliacino 6; Stoian 6 (32' st Rivaldo sv); Forestieri 6,5 (24' st Galano 6) Caputo 6,5. In panchina: Koprivek, Sini, Scalone, Masi. Allenatore: Torrente 6.
ARBITRO: Gallione di Alessandria 6 
RETI: 29' st Castillo; 46' st De Falco 
NOTE: Pomeriggio piovoso, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 1500 circa. Espulso al 41' pt Laner (doppia ammonizione). Ammoniti Lebran, Germinale, Hetemaj, Cristiano. Angoli: 4-1 per il Bari. Recupero: 1'; 3'.

di FABRIZIO NITTI

BERGAMO - Un fenomeno paranormale, questo Bari. Se la bella Penelope tesseva di giorno e disfaceva di notte la famigerata tela, i biancorossi di Torrente si riprendono costantemente in trasferta tutto quanto riescono a gettar via nelle partite interne. I «pirati» biancorossi espugnano anche il campo dell’Albinoleffe e portano a sette le vittorie in trasferta, record stagionale. C’è un po’ di tutto nel successo di misura firmato nella ripresa dal redivivo Castillo e da De Falco, forse il migliore. Coraggio, voglia, calma, decisione ed un bel po’ di «lato B» a fare bella mostra, quel pizzico di fortuna che non fa mai male. Non facciamo altri discorsi. Avanti alla giornata, sperando di raddrizzare anche il rendimento interno. Vendetta è fatta, ricordando il 2-3 dell’andata.

Squalifiche, infortuni e scelte tecniche alla base del Bari scelto da Torrente, schierato ancora con il 4-3-3. E così Polenta rileva Borghese; Ceppitelli si conferma il vice Dos Santos; Bogliacino prende il posto di Scavone; l’esordiente Romizi fa rifiatare Bellomo (tribuna), piazzandosi nella classica posizione del «metodista» nel centrocampo a tre. Stoian «dribbla» l’affaticamento muscolare e lascia ancora in panchina Castillo. Dall’altra parte Fortunato opta per il 4-4-2, consegnando di fatto una superiorità numerica al Bari in mezzo al campo. Stadio deserto, fattore campo inesistente. E il Bari comincia a buon ritmo, confezionando la prima palla gol della giornata sull’asse Forestieri-Stoian-Caputo: corridoio dell’argentino, cross teso del rumeno, «Ciccio» che sta per metterci la zampata giusta ma subisce l’anticipo di Girasole.

Palla a terra e ricerca del gioco corto, i biancorossi ci provano. Ma fanno i conti con la strapotenza fisica dei bergamaschi, che vincono quasi tutti i duelli aerei. Una ripartenza improvvisa di Girasole (tiro di poco fuori, 10’) mette i brividi a Lamanna. Partita che stenta a prendere una direzione precisa, il Bari non riesce a giocare con la velocità necessaria per mandare in crisi i lungagnoni seriani; e l’Albinoleffe denuncia limiti tecnici evidenti. Una conclusione di De Falco dalla distanza dà la sensazione del gol, ma il gol vero e proprio lo sfiorano i bergamaschi: Bergamelli strappa palla a Stoian nella metà campo barese, apre per Foglio il cui cross da sinistra trova ancora il difensore lombardo che stoppa, dribbla e di sinistro coglie un palo clamoroso. Bari «spaventato», gioco frammentato, molti errori in appoggio e partita che galleggia nell’anonimato. Ravvivata nei minuti finali grazie all’espulsione di Laner, due «gialli» in 1’ (40’ e 41’).

In inferiorità numerica Fortunato risistema i suoi, Fuori la punta Torri, dentro Cristiano e riposizionamento sul 4-4-1. Bergamaschi più compatti e stretti, Bari che inizia la ripresa con una buona personalità prendendo il comando delle operazioni e rischiando solo per qualche eccesso di confidenza. È il 16’ quando il Bari pareggia il conto dei pali: De Falco su punizione a giro dal limite evita la barriera e l’intervento di Offredi, ma non il beffardo legno alla sinistra del portiere di casa. Prende coraggio il Bari e confeziona la palla gol più nitida del match: cambio gioco di Bogliacino da destra a sinistra per Stoian, in area avversaria; dribbling a rientrare e botta a colpo sicuro, l’urlo si infrange sulla disperata entrata di Bergamelli, che tocca di quel tanto che basta per alzare il pallone in corner.

C’è voglia di vincere. Torrente lancia un altro segnale: dentro Castillo per Romizi, con Bogliacino sulla linea di De Falco e Forestieri-Caputo-Stoian alle spalle o in linea all’attaccante argentino. Avanti tutta, insomma. I biancorossi alzano il ritmo delle giocate, provano a girare più spesso la palla per allargare la difesa bergamasca. L’Albinoleffe vacilla, compressa nella propria metà campo, la «compatezza» del Bari non consente ripartente di rilievo. Il coraggio di Torrente viene ripagato alla mezz’ora: De Falco parte in dribbling verticalmente e scaglia un destro violento dai diciotto metri, Offredi respinge e Castillo ribadisce in gol, rompendo un’astinenza… storica. «Nacho» esulta come un pazzo. Non segnava dal 12 settembre del 2010…

Gol da amministrare e partita in pugno. Spazio a Rivaldo (Stoian fuori) per irrobustire il centrocampo, ma la mentalità resta la stessa di prima. Calma e gesso. Solo un brivido, seppur lungo, quando al 39’ Germinale va giù in area di rigore, rimediando però il «giallo» per simulazione. Minuti infuocati, gli ultimi. Albinoleffe stile rugby, palla alta e tutti a rincorrerla. E Bari che mostra i denti. Sbuffa. Soffre. Si salva grazie ad una traversa di Germinale a portiere battuto (43’), raddoppia in contropiede con de Falco in diagonale ed esulta. Si riparte, aspettando il Padova martedì sera e un San Nicola da riconquistare.

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