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Calcioscommesse Masiello, la sua verità «Girava strana gente intorno al Bari»

di GIOVANNI LONGO
BARI - Avrebbe ammesso che c’era strana gente che girava intorno alla squadra. Avrebbe riferito che alcuni suoi ex compagni, a loro volta grandi scommettitori su eventi sportivi di cui erano protagonisti, si sarebbero venduti alcune partite. E quando qualcuno avrebbe tentato di coinvolgerlo nel «sistema», avrebbe risposto con un fermo «No, grazie». Un «pentimento» dettato forse da ragioni di opportunismo, ma che avrebbe comunque dato nuova linfa alle indagini. Si sarebbe snodato su questa falsariga l’interrogatorio (anche questo secretato) di Andrea Masiello, ex difensore dei biancorossi, al centro dell’inchiesta della Procura di Bari
Calcioscommesse Masiello, la sua verità «Girava strana gente intorno al Bari»
di GIOVANNI LONGO
Avrebbe ammesso che c’era strana gente che girava intorno alla squadra. Avrebbe riferito che alcuni suoi ex compagni, a loro volta grandi scommettitori su eventi sportivi di cui erano protagonisti, si sarebbero venduti alcune partite. E quando qualcuno avrebbe tentato di coinvolgerlo nel «sistema», avrebbe risposto con un fermo «No, grazie». Un «pentimento» dettato forse da ragioni di opportunismo, ma che avrebbe comunque dato nuova linfa alle indagini. Si sarebbe snodato su questa falsariga l’interrogatorio (anche questo secretato) di Andrea Masiello, ex difensore dei biancorossi, al centro dell’inchiesta della Procura di Bari su nove partite dell’ultimo campionato che sarebbero state truccate. 

Ma Masiello, ieri pomeriggio, non si sarebbe fermato qui, andando oltre quello che, sostanzialmente, avrebbe già riferito alla Procura di Cremona (anche allora il verbale fu secretato). Da un lato, infatti, il calciatore, oggi in forza all’Atalanta, avrebbe tirato in ballo un altro suo ex compagno di squadra, un centrocampista. Stando ad lacune indiscrezioni si tratterebbe di Almiron, oggi in forza al Catania (sarebbero stati acquisiti i suoi tabulati telefonici). Dall’altro, avrebbe riacceso i riflettori sul derby Bari-Lecce, penultima partita del campionato 2010-2011. I salentini vinsero 2-0 e contro un Bari già retrocesso, centrarono la permanenza in serie A. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe persino il ruolo della società nella vicenda. Nei prossimi giorni alcuni dirigenti potrebbero essere convocati in Procura. Ma l’aspetto relativo alla presunta associazione finalizzata alla frode sportiva è solo uno dei temi toccati dal pm inquirente Ciro Angelillis. 

Del resto il fascicolo d’inchiesta (numero 18987/11), nel quale Masiello figura come indagato, è stato aperto dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Così al difensore sarebbero state rivolte domande sui rapporti con alcuni coindagati, tra i quali l’infermiere Angelo Iacovelli, uomo «tuttofare» di alcuni calciatori, a quanto pare accusato di essere stato una sorta di «fattorino » di esponenti della criminalità organizzata che scommettevano. Iacovelli avrebbe, più nel dettaglio, ritirato da alcuni calciatori le somme di denaro anticipate per scommesse non andate a buon fine, nonostante le «dritte». Il «biscotto » (vedi Palermo-Bari) non sempre sarebbe riuscito. Quello descritto da Masiello era uno spogliatoio diviso in due gruppi di scommettitori. 

Davvero in pochi, sembra, non facevano puntate. Da un lato ci sarebbe stato chi, legato all’ex calciatore Antonio Bellavista, indagato nell’inchiesta di Cremona, avrebbe avuto contatti con gli zingari. L’altro gruppo, invece, avrebbe avuto addirittura come referenti, esponenti del clan Parisi. Il calciatore ha anche risposto a domande sui rapporti suoi e degli ex compagni di squadra con tre noti ristoratori baresi. Ad indagare sull’aspetto relativo al presunto riciclaggio dei soldi sporchi del clan da ripulire attraverso attività lecite compresa la ristorazione e le scommesse sportive, è direttamente il procuratore della Repubblica Antonio Laudati. Gli inquirenti (le indagini sul campo sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo provinciale) danno un gran rilievo alla deposizione di Masiello che avrebbe anche depositato una sua memoria. La gran segretezza del luogo e dell’ora dell’interrogatorio lo dimostra. 

Masiello, infatti, è stato sentito per due ore e mezza ieri pomeriggio in gran segreto a Bari, nella stazione dei carabinieri di Carbonara. Lui e i suoi legali, avvocati Salvatore Pino e Francesco Rotunno sono stati avvisati poco prima. Masiello, dopo essersi allenato martedì pomeriggio a Bergamo è partito per Lecce. Qui ha alloggiato in albergo e nel primo pomeriggio è partito per Bari. Al termine dell’interrogatorio di nuovo in viaggio, questa volta verso Bergamo. Oggi di nuovo in auto per andare a Roma. Ad attenderlo il procuratore della Figc Palazzi. Un tour de force tra giustizia sportiva e inchiesta penale i cui esiti lasciano con il fiato sospeso.

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