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Calcioscommesse È il giorno di Masiello la Procura all’attacco

di GIOVANNI LONGO
BARI - Oggi sarà il giorno di Andrea Masiello. L’ex difensore del Bari sarà interrogato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari su alcune partite che sarebbero state truccate nell’ultima fase dello scorso campionato. Dopo avere già raccontato la scorsa settimana la sua verità ai pm di Cremona che per primi hanno scoperchiato il sistema sulle presunte «combine» legate alle scommesse sportive, oggi, l’attuale calciatore dell’Atalanta sarà ascoltato anche dagli inquirenti baresi. Anche Genoa-Bari nel mirino
Calcioscommesse È il giorno di Masiello la Procura all’attacco
di Giovanni Longo

Oggi sarà il giorno di Andrea Masiello. L’ex difensore del Bari sarà interrogato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari su alcune partite che sarebbero state truccate nell’ultima fase dello scorso campionato. Dopo avere già raccontato la scorsa settimana la sua verità ai pm di Cremona che per primi hanno scoperchiato il sistema sulle presunte «combine» legate alle scommesse sportive, oggi, l’attuale calciatore dell’Atalanta sarà ascoltato anche dagli inquirenti baresi.

Top secret la località in cui Masiello risponderà alle domande del pm inquirente Ciro Angelillis e, probabilmente, anche a quelle del procuratore Antonio Laudati che da mesi ormai indaga su un filone tutto pugliese: le presunte infiltrazioni dei clan locali nella gestione delle scommesse. Con una ipotesi inquietante: che ambienti vicini alla criminalità abbiano truccato le partite, corrompendo i giocatori per poi scommettere su risultati sicuri. Guadagnando migliaia di euro.

Probabile che l’interrogatorio avverrà fuori Bari, in una caserma dei carabinieri, lontano da occhi indiscreti. Ai militari del reparto operativo la Procura ha delegato una delle attività d’indagine, quella legata alle presunte gare truccate. L’altro filone, che attiene ai soldi che i clan avrebbero riciclato in alcuni ristoranti (frequentati anche da calciatori), nonchè in alcune agenzie di scommesse sportive, è stato delegato alla Polizia e, per gli aspetti di natura patrimoniale, al nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza.

Tornando all’interrogatorio di Masiello, i suoi difensori, gli avvocati Salvatore Pino e Francesco Rotunno saranno convocati davvero «ad horas». «Una convocazione ufficiale non l’abbiamo ancora avuta - dice l’avvocato Pino, forse nel tentativo di “depistare” - posso solo dire che il mio assistito è sereno e tranquillo. Chiarirà certamente la sua posizione». Ufficialmente Masiello non è indagato dalla Procura di Bari, ma da quella di Cremona. Nel corso del suo interrogatorio davanti ai magistrati lombardi (anche se è stato secretato), stando ad alcune indiscrezioni, sarebbero state rivolte domande anche sulla gara Genoa-Bari dell’ottobre 2010. In quella occasione i biancorossi persero 2-1 dopo essere passati in vantaggio e avere giocato gran parte della partita con un uomo in più per l’espulsione di Moretti. Eppure i biancorossi si fecero superare a tempo scaduto dopo avere dato l’impressione di potere chiudere più volte la gara e sbagliando almeno un gol sotto la porta avversaria.

Sarebbe proprio questa la prima partita che apre il «capitolo Bari» del libro più ampio sul «Calcioscommesse» scritto dai magistrati inquirenti di Cremona? Oppure quella trasferta sfortunata sulla quale, dopo il suo esonero, l’ex tecnico Ventura rilasciò dichiarazioni di fuoco parlando di «anarchia» nello spogliatoio, resta confinata nelle «chiacchiere» da Bar dello Sport?

Da Cremona a Bari il passo è breve. Gli investigatori sono a caccia di riscontri su otto partite dell’ultima fase dello scorso campionato, successive a quel Genoa-Bari, comunque molto discusso e che, in qualche modo, segnò una svolta (negativa) nel cammino sportivo del Bari. Come Bari-Chievo dello scorso marzo che finisce 2-1 per i veneti. Non solo intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di testimoni e indagati. Nel fascicolo d’inchiesta, l’ipotesi di reato è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ci sarebbero anche le prove della presenza in città degli «zingari».

L’unica certezza, al momento, è l’iscrizione nel registro degli indagati dell’infermiere Angelo Iacovelli, personaggio piuttosto noto nell’ambiente della squadra: è lui che, secondo le indagini, avrebbe fatto da tramite per portare ai calciatori corrotti le buste con il denaro. Altra certezza è che Masiello non è l’unico ex barese tirato in ballo: Carlo Gervasoni, il primo a vuotare il sacco, ha raccontato a Cremona che in un altro presunto «biscotto», quello di Palermo-Bari erano coinvolti oltre ad Andrea Masiello anche Padelli (oggi all’Udinese; il portiere in Sicilia parò un calcio di rigore tirato da Miccoli), Bentivoglio (ora alla Sampdoria), Parisi (finito al Torino), Belmonte (è a Siena) e Rossi (gioca a Cesena). Alcuni calciatori - ipotizza la Procura - scoprono il sistema. A volte il «biscotto» va a buon fine, a volte no.

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