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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:32

Il Taranto sbanca anche a Pavia

di LORENZO D'ALO'
PAVIA - Sembra un compito ben svolto quello del Taranto a Pavia nella Prima Divisione di calcio. Pratica sbrigata in fondo ad una partita più complicata del previsto. E vittoria raggiunta (0-2) al culmine di una prova di ordinaria efficacia. Quanto basta per piegare l'ostinata resistenza della formazione pavese e mettere in sicurezza tre punti preziosi. Il quinto exploit esterno della stagione consente di allungare la serie utile (salita a dieci) e, soprattutto, di accorciare sulla Ternana, fermata sul pareggio a Foligno. Ora la distanza dagli umbri si è ridotta ad una lunghezza teorica perché sulla classifica rossoblù incombe la penalizzazione (-2)
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Il Taranto sbanca anche a Pavia
PAVIA-TARANTO 0-2 

PAVIA: Facchini 5.5; Capogrosso 6, Fissore 6, Fasano 5.5, Pezzi 6; Bufalino sv (39' st Verruschi 5), Carotti 6.5, Galassi 6, D'Errico 6 (29' st Meza Colli); Cesca 5 (15' st Rodriguez 5,5), Marchi 6. A disp. Cacchioli, Caidi, Romeo, Meregalli. All. Sangiorgio.

TARANTO: Bremec 6; Sosa 6, Coly 7, Di Bari 6; Antonazzo 6, Di Deo 6.5, Sciaudone 6.5, Rizzi 6; Chiaretti 5.5 (37' st Pensalfini sv), Guazzo 5.5 (12' st Girardi 6), Rantier 5 (15' st Alessandro 6). A disp. Faraon, Cutrupi, Bertolucci, Garufo. All. Dionigi.

ARBITRO: Benassi di Bologna

RETI: st 25' Coly, 32' Di Deo.

NOTE: angoli 1-5 per il Taranto. Ammoniti: Pezzi, D'Errico e Carotti del Pavia; Di Deo e Guazzo del Taranto. Spettatori paganti 788 per un incasso di 11.870,00 euro. Recupero: 5' pt, 5' st.

di Lorenzo D'Alò

PAVIA  - Sembra un compito ben svolto quello del Taranto a Pavia. Pratica sbrigata in fondo ad una partita più complicata del previsto. E vittoria raggiunta al culmine di una prova di ordinaria efficacia. Quanto basta per piegare l'ostinata resistenza della formazione pavese e mettere in sicurezza tre punti preziosi. Il quinto exploit esterno della stagione consente di allungare la serie utile (salita a dieci) e, soprattutto, di accorciare sulla Ternana, fermata sul pareggio a Foligno. Ora la distanza dagli umbri si è ridotta ad una lunghezza teorica perché sulla classifica rossoblù incombe la penalizzazione (-2).

Dionigi vorrebbe assemblare la formazione-base, tarandola sull'ormai consolidato 3-4-3, ma gli esercizi di riscaldamento lo privano di Prosperi (polpaccio). Distinta da modificare: gioca Di Bari, Cutrupi va in panchina. Tatticamente cambia poco. Il tecnico rossoblù può comunque dare continuità al suo progetto, sperando che migliori la resa realizzativa. Il Pavia, invece, è 4-4-2, anche se l'attitudine spiccatamente offensiva degli esterni di centrocampo (Bufalino e D’Errico) fa oscillare il modulo in fase di possesso. Ma forse non ha più molto senso fare riferimento alla struttura di una squadra che, in realtà, può essere sintetizzata con maggiore nettezza da altri numeri: quelli che la inchiodano all'ultimo posto. Desta scalpore l'esclusione del pulsanese Falco, obiettivo dichiarato del Taranto sul mercato invernale. Non va nemmeno in panchina. Contrattura misteriosa.

Primo tempo di sfogo. Il Pavia prova ad alleggerirsi del peso di una classifica che schiaccia. Il Taranto deve liberarsi di qualche scoria mentale. C'è un equilibrio inquinato all'inizio. Impacci reciproci. E stenti che rimbalzano da una metà campo all'altra. La partita resta così a lungo sospesa in una specie di limbo tattico. Il Taranto tenta di giocare, ma coralmente non gli riesce granché. La sua superiorità tecnica ed organizzativa non si nota. Non emerge. Gli interni di centrocampo lasciano passare qualcosa: ora la palla, ora l'uomo. Le ripetute incursioni sulle fasce di Bufalino e D'Errico costringono spesso il Taranto a difendere a cinque, facendo saltare il contributo propositivo di Antonazzo e Rizzi. Non sembra la squadra tarantina nella condizione di poter dare un indirizzo preciso alla partita, mettendola al proprio servizio. Esitazione che si giustifica in parte con la laboriosa, nonché inconcludente, aggressività dei pavesi. Ma la verità sembra un'altra: il Taranto è alle prese con una partita che fatica ad interpretare. Come se avesse preventivato uno scenario diverso.

La cronaca conferma la povertà complessiva della frazione iniziale. Il vertice emotivo più alto è al 18': Galassi, nel tentativo di anticipare in area Guazzo, alza il braccio e colpisce col pugno il pallone. Rigore clamoroso. Ma l'arbitro non vede e il suo assistente non segnala. Guazzo protesta e si becca il giallo. È l'episodio che può scuotere il Taranto, ma dovrebbe finalmente decidere come orientare la manovra offensiva. Non succede. E allora il Pavia piazza la prima ripartenza dialogata, favorendo la conclusione ravvicinata di Marchi (23'). Si sveglia Chiaretti con un'improvvisa girata di sinistro: il pallone si abbassa, sorvolando la traversa (30'). Il Pavia perde l'effervescenza di Bufalino (infortunato). Entra Verruschi, a destra emigra D'Errico.

Nella ripresa Dionigi sposta Chiaretti tra le linee, assegnandogli provvisoriamente il ruolo di trequartista dietro le punte, che però stanno per cambiare. Entrano, nel giro di pochi minuti, Girardi (fuori Guazzo) ed Alessandro (fuori Rantier). Si torna al 3-4-3 e la partita si consegna alle improcrastinabili esigenze del Taranto. Segna Coly, raccogliendo col destro gli esiti fortunati di un corner di Sciaudone (25'). Raddoppia Di Deo deviando di testa, libero sul secondo palo, un altro cross di Sciaudone (32'). Due gol in rapida successione: il primo stordisce il Pavia, il secondo lo paralizza. Partita finita, anche se va avanti. E il Taranto ritrova ampiezza e profondità. Dionigi si gioca l'ultima sostituzione, inserendo Pensalfini (fuori Chiaretti). Mossa scontata. Col centrocampo a cinque si chiude definitivamente il cappio attorno al collo del sempre più disperato Pavia.

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