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Domenica 24 Settembre 2017 | 00:01

Bari, sembra davvero inferno biancorosso

di FABRIZIO NITTI
BARI - Non resta che una bella «macumba». O convocare per la prossima partita interna un nutrito numero di maghi, in grado di spezzare l’incantesimo che grava sul San Nicola. Certo che per il Bari non è davvero un gran momento. Sembra quasi di essere caduti nell’inferno. Biancorosso. La vicenda scommesse, la questione legata alla proprietà del club, la squadra che non riesce ad esprimersi compiutamente. Verrebbe da dire tre facce della stessa medaglia...
Bari, sembra davvero inferno biancorosso
di Fabrizio Nitti

BARI - Non resta che una bella «macumba». O convocare per la prossima partita interna un nutrito numero di maghi, in grado di spezzare l’incantesimo che grava sul San Nicola. Certo che per il Bari non è davvero un gran momento. Sembra quasi di essere caduti nell’inferno. Biancorosso. La vicenda scommesse, la questione legata alla proprietà del club, la squadra che non riesce ad esprimersi compiutamente. Verrebbe da dire tre facce della stessa medaglia...

Andiamo per ordine, partendo dalle scommesse e dagli incubi connessi a questa sporca faccenda. L’interrogatorio di Masiello, l’altro giorno a Cremona, ha tolto il coperchio dal vaso. Gli «spifferi» giunti da Cremona lasciano perplessi e insinuano anche timori. Con quale stato d’animo la squadra affronterà il prosieguo della stagione? Torrente orgogliosamente allontana alibi e facili giustificazioni, ma il tarlo resta e può facilmente fare breccia nelle teste dei calciatori. Penalizzazione, retrocessione, squalifiche. Il calderone prevede un po’ di tutto. «Chi ha sbagliato, ammesso che ci sia qualcuno che lo ha fatto, deve pagare. Ma nessuno si permetta di mettere in dubbio la serietà e la lealtà dei dirigenti baresi: se qualcuno lo farà, adiremo alle vie legali. Il Bari, eventualmente, è stato danneggiato». Questo il messaggio dettato da Guido Angelozzi, evidente il riferimento alla «pista» che vuole il club barese invischiato direttamente in occasione della partita contro il Lecce.

«In 20 anni di lavoro - continua il direttore sportivo - non mi era mai successo di imbattermi in una storia così brutta. Aspetto e spero che “sotto” non ci sia nulla. Caso contrario, paghi chi ha sbagliato». Il Bari, insomma, è alla finestra. Ma non al riparo dai rischi, in fatto di giustizia sportiva.

Punto due: la telenovela società. Tutto tace, tutto scorre, lento e assassino, perché il rischio è quello di ammazzare definitivamente la passione del popolo biancorosso. Nei prossimi giorni potrebbero scattare gli incontri «ad personam» fra gli imprenditori interessati al club e l’assessore Elio Sannincandro. La situazione debitoria, dopo il lavoro svolto dalla «Bdo» (società di revisione incaricata dallo stesso sodalizio biancorosso), appare più chiara. Si avvicina, pure, la scadenza relativa agli stipendi dell’ultimo trimestre 2011, anche se ottobre è già stato in parte saldato. L’orientamento sarebbe quello di rispettare la scadenza del 14 febbraio, cioé di pagare. Un’altra penalizzazione provocherebbe effetti disastrosi. L’addio a Donati va visto in questo senso: abbassare il tetto ingaggi e tirare avanti. Una politica che, ovviamente, non lascia presupporre nulla di buono per il futuro.

C’è poi la squadra di Torrente, un tecnico che ce la sta mettendo tutta ma che magari starà recitando il classico «chi me lo ha fatto fare». Vista la situazione, come dargli torto... Interrotta la serie positiva di cinque giornate, i biancorossi hanno per il momento riposto nel cassetto propositi di rilancio in chiave playoff. È chiaro quanto i ragazzi baresi facciano fatica nelle partite interne, la sconfitta con il Modena ne è l’ultima amara testimonianza. Lì, nella «pancia» della classifica, è come essere in un grande trappolone. La trasferta di sabato prossimo, a Bergamo contro l’Albinoleffe, sarà per certi versi un bivio importante. In chiave mercato c’è poco da stare allegri. Nei prossimi giorni potrebbe chiudersi il trasferimento di Salvatore Masiello al Torino: il Bari è disposto a pagare 10 giorni di gennaio al giocatore, che da parte sua oppone resistenze. Rischia di restare fermo fino a giugno (il Bari, però, rischia di tenersi sul groppone un «ingaggione»). In uscita anche Rivas: è stato richiesto dalla Juve Stabia.

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