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Lecce-Chievo pari in extremis con rissa finale

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Chievo avanti subito di due gol per due gravo disattenzioni difensive. Il Lecce, che sembra accusare la stanchezza di una gara effettuata tutta in avanti nel tentativo di pareggiare, al 93' segna con Di Michele e impatta (l'1-2 nel primo tempo di Esposito). Il Chievo reclama un rigore all’ultimo minuto, ma l'arbitro manda tutti negli spogliatoi. Finale incandescente, ma finisce 2-2 al Via del Mare. Un punto importantissimo che riaccende le speranze per la salvezza per i giallorossi
• Alla fine tutti contro tutti. Tomovic colpito da una testata
• Cosmi: la bagarre finale non rende giustizia ad una bella gara
Lecce-Chievo pari in extremis con rissa finale
LECCE-CHIEVO 2-2 (1-2 nel primo tempo)

Lecce (3-5-2):
Benassi 6, Tomovic 5, Esposito 5, Ferrario 5 (1' st Obodo 5.5), Oddo 5, Cuadrado 7 (30' st Piatti sv), Grossmuller 5 (39' st Pasquato sv), Olivera 5.5, Brivio 6.5, Muriel 5.5, Di Michele 6. (27 Julio Sergio, 16 Diamoutene, 20 Bergougnoux, 41 Ingrosso). All.Cosmi 5.5.
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 6, Sardo 6, Andreolli 6, Cesar 6, Jokic 6, Luciano 5.5, Bradley 6, Sammarco 6 (30' st Hetemaj sv), Thereau 6, Paloschi 7.5 (42' st Moscardelli sv), Pellissier 5 (22' st Cruzado sv). (17 Puggioni, 5 Mandelli, 21 Frey, 16 Rigoni). All.Di Carlo 6.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 5.
Reti: nel pt 3' e 24' Paloschi, 30'Esposito, nel st 48' Di Michele.
Note - Angoli: 6-3 per il Lecce Recupero: 2' e 5' Ammoniti: Ferrario per comportamento non regolamentare, Tomovic, Bradley, Olivera e Sardo per gioco falloso Spettatori: 6.500.

** I GOL: 

- 3' pt: Esposito e Tomovic pasticciano nel rinviare, ne approfitta Paloschi che batte Benassi; 
- 24' pt: Esposito si fa soffiare palla da Pellissier e Paloschi raddoppia con un pallonetto;
- 30' pt: Esposito si fa perdonare i due svarioni precedenti e approfittando di un’uscita a vuoto di Sorrentino su angolo dimezza di testa lo svantaggio; 
- 48' st: Di Michele pareggia catapultandosi in spaccata su un cross di Pasquato. 

di MASSIMO BARBANO

LECCE - Era una partita da vincere e non si è vinta. Ma, al netto dei due macroscopici buchi difensivi che hanno causato il doppio svantaggio iniziale, la sequenza della gara e il carattere che il Lecce ha impresso autorizzano a sperare. È conseguenza logica però, che questa ultima settimana di mercato dovrà necessariamente portare a Cosmi quel tasso di qualità ed esperienza, senza il quale sarà difficile correggere le falle ancora una volta evidenziate. Contro il Chievo, infatti, un avversario non privo di limiti e lacune, il Lecce si è permesso il lusso di una partenza ad handicap che è stata poi la causa della mancata vittoria. Anzi, la squadra salentina è andata fin troppo bene in termini di carattere e voglia di riprendere la partita lottando fino alla fine e tenendo sempre in mano il timone della gara. È signficativo che il pareggio sia giunto nei minuti di recupero e, per giunta, con un uomo in meno per l’infortunio di Esposito costretto ad uscire per una ferita al sopracciglio (in ospedale gli sono poi stati applicati alcuni punti di sutura e riscontrata una sospetta frattura dell’orbita) quando Serse Cosmi aveva già effettuato tutte e tre le sostituzioni. Per la cronaca, anche Cuadrado è dovuto uscire anzitempo per un lieve risentimento all’adduttore. Le sue condizioni saranno valutate domani alla ripresa dell’allenamento.

Se si doveva e si poteva vincere, in definitiva, per come è maturato, il pareggio finale può essere accolto con moderato ottimismo in attesa di tempi migliori. È un punto che non modifica sostanzialmente la classifica: si guadagna una lunghezza su Cesena e Novara ma resta immutato il divario dalla quartultima distante sempre sei punti. Di buono c’è quindi la costante intensità agonistica mantenuta dal primo all’ultimo minuto. Tatticamente meglio il Lecce del secondo tempo con l’ingresso di un altro incontrista Obodo, la cui mancanza si era avvertita nella prima frazione di gioco quando il Chievo aveva più facilità a sfondare il muro di centrocampo del Lecce. Accade specialmente nei primi minuti quando la formazione di Mimmo Di Carlo si porta sul doppio vantaggio grazie a due clamorosi regali della difesa dei padroni di casa. Il primo pasticcio arriva dopo tre minuti dal fischio d’inizio. Paloschi raccoglie un verticale partito dalle retrovie insinuandosi fra Tomovic ed Esposito che non si intendono a vicenda e beffa l’incolpevole Benassi.

Il Lecce però è reattivo e potrebbe pareggiare già al 14’ se non si frapponesse la sfortuna: Brivio pennella uno spiovente dalla parte opposta per l’accorrente Muriel, botta di prima respinta dal palo a portiere battuto. Ma un altro pasticcio difensivo porta gli ospiti al raddoppio. È il 24’ quando Pellissier ruba un pallone ad Esposito poco fuori dall’area di rigore ed innesca ancora Paloschi che non sbaglia: 0-2 e partita che si mette malissimo. E al 26’ il Chievo potrebbe addirittura triplicare se Benassi non respingesse proprio sulla linea di porta un’altra conclusione ravvicinata di Paloschi. A riaccendere le speranze però, è lo stesso Esposito che al 30’ inzucca di testa un corner calciato da Olivera, riapre la partita e chiede scusa al pubblico per l’errore precedente. Il Lecce prende coraggio e consapevolezza di potercela fare e spinge sull’acceleratore andando più volte alla conclusione prima dell’intervallo: al 33’ combinazione Olivera-Di Michele in diagonale e tiro centrale dell’attaccante parato da Sorrentino; al 35’ botta a fil di palo di Muriel; al 42’ botta di Di Michele parata in due tempi da Sorrentino.

Nel secondo tempo il Lecce parte forte, poi la spinta si affievolisce, ma alla fine riesce ad acciuffare il pareggio: al 13’ azione personale di Cuadrado con pallonetto finale di un soffio sopra la traversa, al 40’ occasionissima per Olivera dopo un ponte in area di Esposito su calcio d’angolo, l’uruguaiano spara alto davanti alla porta. Al 48’ il pareggio in extremis: Di Michele in acrobazia intercetta il traversone dalla sinistra di Pasquato e mette in rete con un tiro dal basso verso l’alto. Proprio quando già si sollevavano dalle gradinate gratuite offese alla famiglia Semeraro. C’è ancora tempo per un rigore reclamato dagli ospiti (atterramento in area di Thereau da parte di Olivera), poi la rissa finale.

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