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Lecce, Benassi e la pazza idea «Contro il Chievo ci sarò»

di MARCO SECLÌ
LECCE - Può essere considerato il simbolo del Lecce che barcolla ma non molla. Dopo la tegola delle voci (sdegnosamente respinte) sul coinvolgimento nel calcioscommesse, l’intervento chirurgico seguito alle coliche addominali, il nuovo anno ha «regalato» a Massimiliano Benassi l’infortunio di domenica a Firenze. Il portiere, con una provvidenziale uscita, ha evitato il gol di Ljajic ma non i tacchetti del compagno e amico Tomovic, che gli hanno rotto il naso. Il portiere però non ha nessuna intenzione di gettare la spugna
Lecce, Benassi e la pazza idea «Contro il Chievo ci sarò»
di MARCO SECLÌ
LECCE - Può essere considerato il simbolo del Lecce che barcolla ma non molla. Dopo la tegola delle voci (sdegnosamente respinte) sul coinvolgimento nel calcioscommesse, l’intervento chirurgico seguito alle coliche addominali, il nuovo anno ha «regalato» a Massimiliano Benassi l’infortunio di domenica a Firenze. Il portiere, con una provvidenziale uscita, ha evitato il gol di Ljajic ma non i tacchetti del compagno e amico Tomovic, che gli hanno rotto il naso. Il portiere però non ha nessuna intenzione di gettare la spugna proprio nel momento in cui la squadra lancia segnali che tengono in vita le speranze di salvezza. 

«Per fortuna - spiega Max Benassi - la frattura al naso non è scomposta e non mi sono dovuto operare. È in arrivo una speciale mascherina protettiva che mi permetterà di allenarmi. Voglio farcela a tutti i costi a essere pronto per l’impor tantissima sfida con il Chievo». E sottolinea: «Questo 2012 mi ha portato diversi guai. Ma non sono di certo il tipo che si abbatte, io non mi arrendo». Anche perché aver conquistato a trent’anni un posto da titolare in serie A offre stimoli ancora più forti. «Sono contento del mio cammino finora - commenta il numero 1 giallorosso - ma so benissimo di non aver fatto ancora nulla». 

Un sogno realizzato che non può essere messo in discussione nemmeno dall’eventuale arrivo di un nuovo concorrente: «Ho sentito anch’io che la società sta cercando un altro portiere. E se così fosse non ci sarebbe alcun problema. È chiaro che giocare piace a tutti, ma io devo solo pensare ad allenarmi con il massimo impegno come ho fatto finora, poi come sempre sarà il campo a esprimere i suoi verdetti». E domenica scorsa il campo di Firenze ha detto che per il Lecce non è ancora suonato il «De profundis». «È stata una vittoria importantissima - osserva il portiere - di quelle che possono cambiare una stagione. Decisiva anche per il morale e per farci ritrovare la fiducia dopo tante buone prestazioni che però non hanno fruttato punti». 

Ma Benassi sa bene che non è il caso di esaltarsi, visto che la situazione resta molto difficile, e che saranno fondamentali i prossimi impegni, a partire da quello contro il Chievo. «Nonostante i tre punti di domenica - ammette - non siamo ancora a niente. Il discorso cambierebbe se domenica riuscissimo a battere il Chievo: per noi si potrebbe aprire un altro campionato. Chiudere a 15 punti il girone di andata ci darebbe la possibilità di guardare al futuro con un piccolo sorriso, ci darebbe morale e maggiore fiducia nei nostri mezzi, anche se l’impresa resterà difficile in ogni caso». Domenica più che mai, perciò, il Lecce sarà costretto a sfatare il tabù del Via del Mare, dove finora ha raccolto solo un misero punticino. 

«Ma non dobbiamo piangerci addosso - avverte Max Benassi - altrimenti si rischia di trasformare la mancanza di vittorie in casa in un incubo. Anche al Via del Mare abbiamo offerto buone prove, ora si tratta di fare anche i punti. Contro una squadra storicamente ostica come il Chievo non sarà facile: si difendono bene e in attacco sanno colpire. Noi, però, dobbiamo guardare solo a noi stessi, fare la nostra partita e conquistare finalmente i tre punti in casa». Al «Franchi» ha funzionato pure la difesa giallorossa, molto spesso sotto accusa. «E non è perché dietro eravamo schierati a tre - precisa subito il portiere - difesa a tre o a quattro cambia poco, quello che conta è il modo di interpretare la gara, l'attenzione dei difensori come di tutta la squadra. Domenica scorsa siamo riusciti a mantenerla fino al fischio finale ed è arrivato il risultato».

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