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Martedì 17 Ottobre 2017 | 04:11

Calcio/Serie B - Bari-Treviso 1-1 con brividi

Nell'anticipo del 36° turno, i biancorossi pareggiano in dieci (Sibilano espulso) la rete di Cottafava grazie a Luigi Anaclerio. Paura per un infortunio a Barreto
Calcio Bari-Treviso BARI-TREVISO 1-1 (0-0)

BARI (3-4-1-2): Gillet; Brioschi, Sibilano, Doudou; La Vista, Goretti (62' Luigi Anaclerio), Gazzi, Bellavista (62' Michele Anaclerio); Carrus; Dionigi (71' Micolucci), Santoruvo. Allenatore: Carboni.
TREVISO (4-4-2): Ballotta; Galeoto, Zaninelli, Cottafava, Marchese; D'Agostino (88' Gheller), Gallo, Parravicini, Centi; Barreto (83' Capone), Dall'Acqua (67' Reginaldo). Allenatore: Pillon.
Arbitro: Banti di Livorno (Babini-Toscano).
Rete: 73' Cottafava, 96' Luigi Anaclerio.
Espulso: 69' Sibilano (Bari).
Ammoniti: 32' Santoruvo, 41' Sibilano, 97' Luigi Anaclerio (B), 99' Micolucci; 45' Parravicini, 98' Gheller (T).
Spettatori: 15.000.
Note: concessi 11' di recupero per un infortunio di Barreto che ha costretto l'arbitro a sospendere la gara per circa 8'.

BARI - Il gradimento è condizionato. A costo zero (o a prezzi stracciati), si può fare. Il San Nicola si riempie come mai in questa stagione, approfittando degli sconti del club (un euro in curva, cinquanta per cento in meno negli altri settori). Quasi una risposta alla proprietà, che ha rinviato la ricapitalizzazione aspettando di capire gli umori dell'ambiente (e le intenzioni di eventuali compratori: che senso avrebbe scucire contanti nell'eventualità di una cessione?). Da quel che appare, la fiducia dei tifosi è direttamente proporzionale alle scelte e al tipo di investimenti (neanche fosse l'Udc al cospetto del governo Berlusconi). Zoccolo duro della curva Nord a parte, che da tempo si è allineato (libera e legittima decisione), se si tratta di passare una serata diversa allo stadio, senza intaccare più di tanto i bilanci (familiari), la presenza di 15 mila spettatori è possibile.
Insomma, scartato un riavvicinamento incondizionato, perché la passione calcistica della città è ormai sopita e pronta a riesplodere solo per un progetto di ampio respiro (che i Matarrese non potrebbero sostenere), un parziale ravvedimento e un piccolo investimento (leggi abbonamento) non sono da escludere nel prossimo campionato se l'obiettivo (effettivo, non dichiarato) sarà il ritorno in serie A. Prima, però, bisognerà mandare in archivio la salvezza in questo campionato di serie B (c'è tempo per proclami e l'arrivo di almeno 3-4 pedine, che possano innalzare il tasso tecnico e di esperienza della squadra), traguardo che è un po' più vicino dopo il pareggio nell'anticipo contro il Treviso, in attesa dei risultati delle altre partite in programma sabato.
Il confronto che va di scena al San Nicola è di quelli che possono valere una stagione (per entrambe): in palio ci sono punti pesanti per promozione e permanenza, forse decisivi nel caso di un colpo da tre punti, anche se per le agenzie di scommesse il risultato più probabile è un pareggio. I dati recenti, però, dicono che il Bari ha vinto le ultime due partite in casa e che il Treviso ha perso quattro delle ultime cinque trasferte. Carboni e Pillon, dal canto loro, non badano ai numeri. Pensano soprattutto a moduli e interpreti. Il primo ha nel cuore (anche perché alcuni titolari, come Scaglia, non sono recuperabili) la squadra che ha pareggiato a Salerno, tanto che la riconferma in blocco nonostante la disponibilità di Micolucci e Michele Anaclerio, che hanno scontato la squalifica. Il secondo, che torna in Puglia dopo l'amara esperienza della retrocessione della scorsa annata, ha quasi tutti gli effettivi a disposizione (fanno eccezione Zoppetti e Chiappara) e decide di riproporre Galeoto come esterno destro di difesa e di affiancare a Barreto Dall'Acqua (Reginaldo si accomoda in panchina).
Gli uomini sono gli stessi, ma la disposizione del Bari è meno rigida rispetto a Salerno, dove giocò secondo il modulo 4-4-2: in questo caso, Bellavista si piazza preferibilmente a sinistra del centrocampo (lasciando la difesa a tre), mentre Carrus è libero di trovare la posizione tra le linee e diventare il suggeritore di Santoruvo e Dionigi. Insomma, si parte con un 3-4-1-2, che nelle intenzioni deve garantire la superiorità a centrocampo, pronto a essere modificato alla bisogna. Ad esempio, un'avvisaglia dei rischi si ha al 5', quando Barreto (il brasiliano già preso dall'Udinese) serve nella zona scoperta D'Agostino, il cui tiro è fortunatamente ribattuto. Da quel momento sono più attenti chiudere sia Bellavista sia i difensori, aiutati dai raddoppi.
Il periodo di sostanziale controllo delle operazioni da parte del Bari, durante il quale c'è solo un tentativo dalla distanza di Carrus al 19' (poi bissato da Dionigi al 22'), dura fino al 20', quando al Treviso bastano due fiammate per far capire i perché del quarto posto in classifica: prima segna (20') con Dall'Acqua, terminale di una combinazione che fa fuori l'intera difesa biancorossa, ma il gol è ingiustamente annullato per un fuorigioco che non c'è; immediatamente dopo, riesce a sguinzagliare Barreto, che comincia a giustificare la fama (e le dodici reti in classifica) bruciando in velocità Doudou (che interviene al limite del fallo da rigore) e mettendo in apprensione Sibilano e Gillet.
La pressione dei veneti aumenta di intensità col passare dei minuti (Bellavista è costretto a retrocedere, Carrus è pronto a ripiegare verso sinistra), ma dopo la mezz'ora, quando il Bari ricomincia a respirare, il centrocampista sardo riprova a svincolarsi (ma è timido perché teme di lasciare varchi agli avversari) per rendere più pericolosa la manovra dei pugliesi. Alle intenzioni, però, non fanno seguito le occasioni. Né il Bari sembra avere alternative nella fase offensiva (centralmente, per esempio, non si passa). Di contro, quando il Treviso trova la coralità è davvero incisivo, come al 40': riesce a mandare Parravicini alla conclusione, stavolta da lontano, ma Gillet si distende e para in due tempi.
Di corale c'è poco nell'opportunità che apre di fatto la ripresa. Per un fallo di mano di Sibilano (già ammonito, rischia l'espulsione), Dall'Acqua può calciare (50') una punizione a pochi passi dall'area di rigore, ma anche stavolta il portiere belga del Bari si oppone (sul suo palo e con i piedi). Riaperte le ostilità, la seconda parte della gara è da subito vivace, ma come sempre le azioni migliori sono degli ospiti. Mentre Carrus prova (52') un improbabile colpo di testa (su cui si fa anche male, senza danni), il Treviso fa venire i brividi al 58': Sibilano si oppone a Barreto (un'anguilla quando va via palla al piede) poco prima di un diagonale di Parravicini che esce per una questione di centimetri.
Forse è a quel punto che Carboni comincia a riflettere su alcune sostituzioni. Al 62', infatti, escono Goretti e Bellavista per far posto a Luigi e Michele Anaclerio, che rinnovano l'asse di sinistra. Difesa e centrocampo passano stabilmente a quattro con Carrus che si accentra: è principalmente Luigi Anaclerio a dover creare per le punte. La riposta di Pillon è l'avvicendamento tra Dall'Acqua e Reginaldo (67'), ma non sono i cambi a decidere l'incontro. Tutto si modifica al 69' quando Sibilano, attaccato nello spazio da Barreto, scivola e cerca di frenare il brasiliano con le mani: il secondo cartellino giallo costringe il difensore barese a lasciare il campo. Da qui al vantaggio del Treviso passano una punizione di Centi (70') e l'ingresso in campo (71') di Micolucci (in luogo di Dionigi) per ripristinare numericamente la linea difensiva. Poi, su punizione calciata da Gallo (73'), si concretizza uno schema che porta al blocco di chi dovrebbe impedire il tiro al volo di Cottafava: i biancorossi tardano a contrastarlo e Gillet stavolta è battuto.
La sensazione che per il Bari sia finita è immediata, vista tra l'altro l'inferiorità numerica. Accade, però, dopo la mezz'ora, un episodio che congela per circa otto minuti la partita. In un contrasto aereo con Michele Anaclerio, Barreto cade malamente: il peso del corpo va a gravare interamente sul collo. Si teme il peggio (si pensa subito a una rottura della parte superiore della colonna vertebrale con conseguenze gravissime). I medici intervengono (tra la preoccupazione generale), applicano un collare al giocatore (che perde i sensi per qualche secondo) e lo portano all'ospedale con l'autoambulanza, nel frattempo arrivata sul terreno di gioco (poi si saprà, per fortuna, che l'infortunio è meno grave del previsto: trauma cervicale, anche se restano da valutare le conseguenze).
Quando la contesa ricomincia (con in campo Capone; entrerà anche Gheller per D'Agostino), l'atmosfera è irreale. In questo contesto, il Treviso potrebbe raddoppiare almeno due volte con Reginaldo (92' e 95'). Invece, a fissare il punteggio di una gara imprevedibile arriva la rete del pareggio biancorosso, nel sesto degli undici minuti di recupero concessi dall'arbitro Banti di Livorno. Luigi Anaclerio chiede uno scambio con Carrus e, su uscita di Ballotta (poi arrabbiatissimo), tocca di sinistro la palla di quel tanto che basta per farla rotolare nell'angolino. Il giocatore, che Fascetti accostò a Rivaldo, torna alla rete dopo un digiuno di diciotto mesi: l'ultima volta segnò ad Avellino proprio indossando la maglia del Treviso.
G. Flavio Campanella

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