Cerca

Lecce, Obodo  non molla  e dà la carica

di MARCO SECLI'
LECCE - Ha imparato a non mollare mai proprio con Serse Cosmi, quando militava nel Perugia. Christian Obodo ricorda il passato per trarre le speranze e la forza necessarie a credere ancora in una salvezza che dal Lecce sembra sempre più lontana. Questa la storia: nel suo ultimo anno in Umbria, campionato 2003-2004, la squadra dell’attuale tecnico del Lecce, reduce da tre stagioni fantastiche e nonostante l’exploit in Coppa Uefa, non vinse una sola partita nel girone d’andata. Sembrava già spacciata, eppure con uno scatto finale riuscì ad agguantare la Fiorentina e a disputare lo spareggio per restare in serie A (poi comunque vinto dai viola)
• Mesbah e il Milan: «Non ci penso»
Lecce, Obodo  non molla  e dà la carica
di Marco Seclì

LECCE - Ha imparato a non mollare mai proprio con Serse Cosmi, quando militava nel Perugia. Christian Obodo ricorda il passato per trarre le speranze e la forza necessarie a credere ancora in una salvezza che dal Lecce sembra sempre più lontana.

Questa la storia: nel suo ultimo anno in Umbria, campionato 2003-2004, la squadra dell’attuale tecnico del Lecce, reduce da tre stagioni fantastiche e nonostante l’exploit in Coppa Uefa, non vinse una sola partita nel girone d’andata. Sembrava già spacciata, eppure con uno scatto finale riuscì ad agguantare la Fiorentina e a disputare lo spareggio per restare in serie A (poi comunque vinto dai viola).

Così, mentre il terreno intorno al Lecce sembra franare sempre di più, e sotto tutti gli aspetti (classifica, società, tifoseria), il centrocampista nigeriano fa la sua parte e prova a dare la scossa: arrendersi fin d’ora? Manco a parlarne.

«Perché dovremmo? Il campionato è ancora lungo - motiva - da qui al termine mancano ben 21 partite, quindi dobbiamo solo pensare a lavorare seguendo quanto ci chiede il mister e continuare a credere con convinzione di poter raggiungere il nostro obiettivo».

Obodo dà pure istruzioni su come coltivare il sogno, già sentite ma sempre utili: «Non bisogna fare programmi, ma ragionare partita dopo partita e affrontare ogni impegno come se fosse una finale. A Perugia riuscimmo a colmare il divario dalla zona salvezza nonostante tutti ci considerassero ormai condannati».

La prima della lunga serie di «finali» i giallorossi la affronteranno domenica prossima sul campo della Fiorentina di Delio Rossi. E il mediano è convinto che un risultato a sorpresa al «Franchi» potrebbe segnare la tanto agognata svolta. Lì vorrebbe vedere scoccare «la scintilla» capace di accendere il Lecce e fargli invertire la rotta. «Sarà una gara importantissima - sottolinea - così come quella successiva in casa contro una diretta concorrente come il Chievo, che chiuderà il girone di andata. Se riuscissimo a tornare da Firenze con tre punti sarebbe una gran cosa per la classifica e ancora di più per il nostro morale, perché ci darebbe più convinzione nei nostri mezzi».

Del resto, Obodo, a dispetto dei risultati, ha fiducia nelle qualità della squadra. «Anche al cospetto della Juve non abbiamo demeritato - chiarisce - siamo stati puniti dall’unico errore commesso e che è costato il gol decisivo. Ma abbiamo sempre controllato il match e abbiamo provato a rimontare fino alla fine. Quanto meno avremmo meritato il pareggio».

Come dire, a dispetto dei pronostici, c’è qualche chance di fare risultato anche al «Franchi». Il nigeriano, che ci tornerà da ex, non nasconde però le difficoltà. «Conservo bellissimi ricordi dell’esperienza di Firenze, mi sono trovato bene e ho avuto un ottimo rapporto con la società e con i tifosi. Ho visto dei filmati sulla Fiorentina e devo dire che gioca davvero bene. Se saremo agevolati dalla partenza di Gilardino? Sicuramente i viola perdono qualcosa, ma non bisogna dimenticare che Jovetic è rimasto ed è un giocatore che può fare la differenza contro chiunque. Ma è inutile concentrarsi sui singoli avversari, dobbiamo guardare solo in casa nostra e a fare la nostra partita».

Contro i bianconeri è stato tra i migliori, benché abbia subito perduto il partner designato per contrastare i giocatori di Conte e rilanciare l’azione dei compagni, come aveva preparato Cosmi. «Purtroppo - rimarca - Strasser si è infortunato dopo cinque minuti e mi dispiace molto, anzitutto per lui: per noi Rodney è un giocatore importante e gli auguro di guarire presto e tornare in campo quanto prima. Comunque, per quanto mi riguarda faccio quello che mi chiede il mister: giocare nel 3-5-2 o con qualsiasi altro modulo non importa. Le mie prestazioni? A livello personale non posso lamentarmi, ma è una magra consolazione, visto che la squadra è ultima».

E per sperare di risalire la china, inutile negarlo, il Lecce avrebbe bisogno di adeguati rinforzi. Obodo, però, sceglie la diplomazia. «Del mercato non parlo - taglia corto - perché è un tema di competenza del tecnico e della società. Io dico solo che qui ci sono già calciatori di valore, tutti importanti, anche quelli che finora non hanno trovato molto spazio».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400