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Bari a rischio fallimento scattato il count-down

di FABRIZIO NITTI
BARI - Una città confusa, una tifoseria sconcertata, il tempo che corre e stringe, una squadra che coraggiosamente e con tutti i sui limiti continua a fare la propria parte, più o meno bene come capita solo a chi lavora. Bari si interroga e chiede spiegazioni, la situazione societaria aiuta a vivere in uno stato di agitazione continua. In questa settimana dovrebbero riprendere i contatti avviati dall’assessore Elio Sannicandro con gli imprenditori sulla carta disponibili a «parlare» del Bari. Ma questa volta si andrà avanti per sedute individuali, a caccia di grande chiarezza
Bari a rischio fallimento scattato il count-down
di Fabrizio Nitti

BARI - Una città confusa, una tifoseria sconcertata, il tempo che corre e stringe, una squadra che coraggiosamente e con tutti i sui limiti continua a fare la propria parte, più o meno bene come capita solo a chi lavora. Bari si interroga e chiede spiegazioni, la situazione societaria aiuta a vivere in uno stato di agitazione continua. In questa settimana dovrebbero riprendere i contatti avviati dall’assessore Elio Sannicandro con gli imprenditori sulla carta disponibili a «parlare» del Bari. Ma questa volta si andrà avanti per sedute individuali, a caccia di grande chiarezza. Il primo incontro fu invece collegiale. Adesso dovrà farsi avanti soltanto chi è realmente interessato alla questione Bari. Insomma, porte aperte ma nessuna convocazione. E se dalla «pista russa» dovessero arrivare novità, sarebbero di sicuro ben accette. E sull’argomento è intervenuto il sindaco Emiliano, sempre sul suo profilo «Facebook».

«Di fronte alle sollecitazioni che sto ricevendo in queste ore al fine di fare tutto quanto possibile per consentire al Bari la regolare prosecuzione dell'attività sportiva - ha scritto il sindaco - sono costretto mio malgrado ad offrire la mia disponibilità a ricevere da chiunque sia interessato, cordata o singolo, le offerte per l'acquisto del Bari. Tali offerte, man mano che saranno da me acquisite, saranno prima rese pubbliche e poi consegnate alla società per le sue valutazioni. Non vedo più alternative, o si dimostra che nessuno vuole veramente comprare o che nessuno vuole veramente vendere. Non si può continuare a prendere in giro un'intera citta. Bari ed i tifosi del Bari non lo meritano».

Ieri mattina, intanto, l’ingegner Tondo ha compiuto per conto del Comune un sopralluogo allo stadio San Nicola, per verificare l’entità del danno ala «copertura» della Curva Sud. I quattro «petali» (120 mila euro a petalo) non saranno riparati, ma non è conunque a rischio l’agibilità dello stadio. L’altro «petalo», quello del settore ospiti, sarà riparato probabilmente entro questa settimana.

Ma in questi giorni il sindaco Michele Emiliano continua a «cantarle» in maniera decisa ai Matarrese. Dal ping-pong con i tifosi sul suo profilo «Facebook», emergono concetti «pruriginosi» ed una serie di «mazzate» nei confronti della famiglia che regge il Bari da oltre 34 anni. Il primo cittadino barese si è ripetuto anche ieri «provocato» da una domanda di un tifoso, tirando fuori pure un argomento che potrebbe diventare «caldo» nei prossimi giorni.

«Quando sono diventato sindaco, Punta Perotti (il verdetto della Corte Europea di Giustizia potrebbe arrivare entro la fine di gennaio, ndr) era stata sequestrata e confiscata credo da non meno di quattro o cinque anni e dunque, se danno vi è stato, risale a tempi nei quali io non ero sindaco. Il Comune di Bari non pagherà mai un euro per l'abbattimento di Punta Perotti. Potrebbe risarcire il danno per aver rilasciato erroneamente i permessi di costruire, ma in questo caso ne risponderebbe solo Di Cagno Abbrescia. In ogni caso se la legge era così oscura da consentire l'assoluzione per il rotto della cuffia dei Matarrese, a maggior ragione consentirà di salvare anche l'amministrazione Di Cagno Abbrescia, anch'essa tratta in inganno da quel testo di legge regionale mal scritto proprio da un consigliere regionale della DC legatissimo da sempre alla famiglia Matarrese. Ovviamente non ho mai promesso soldi alla famiglia Matarrese per tenere il Bari in serie A, ci mancherebbe. Quanto ai debiti che il Bari ha nei confronti del Comune ho sempre detto che non intendo far fallire il Bari ed è per questo che abbiamo approvato una transazione che assegna al Bari un dilazione di pagamento di cinque anni. Ben volentieri mi metterei da parte in questa brutta vicenda della cessione del Bari, ma sono stato coinvolto da pseudotifosi telecomandati per indurre gli acquirenti ad accettare le improponibili condizioni dei venditori. Ed è solo per questo che ho reagito a questo ricatto politico e psicologico. I danni alla città di Bari - si legge fra le altre cose - non li ho provocati io, ma coloro che dopo averci costretto a costruire un inutile stadio nuovo nel '90 hanno sempre pensato di poter ricattare una intera città imponendogli costruzioni abusive e l'utilizzo gratuito di quello stadio, e soprattutto di scaricare su di noi il fatto di non aver saputo gestire adeguatamente una squadra di calcio dalla storia centenaria che, affidata in mani migliori, potrebbe ancora essere utile e felice per la città».

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