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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:49

Torrente sferza «Bari è il momento di cambiare rotta»

dal nostro inviato
FABRIZIO NITTI
GUBBIO - Furore e sorriso. Il Bari che vuole riprendere la marcia e abbandonare il «ventre» scomodo della classifica, ha la faccia di Vincenzo Torrente, il grande ex della spedizione umbra. Si riparte dal Gubbio, da una neo promossa ad alto rischio per il sol fatto che in casa ha raccolto 14 dei 18 punti complessivi
Torrente sferza «Bari è il momento di cambiare rotta»
dal nostro inviato
FABRIZIO NITTI

GUBBIO - Furore e sorriso. Il Bari che vuole riprendere la marcia e abbandonare il «ventre» scomodo della classifica, ha la faccia di Vincenzo Torrente, il grande ex della spedizione umbra. Si riparte dal Gubbio, da una neo promossa ad alto rischio per il sol fatto che in casa ha raccolto 14 dei 18 punti complessivi. Dove eravamo rimasti? All’incredibile pareggio interno pre-natalizio raccolto al San Nicola: Bari in vantaggio di due reti alla fine del primo tempo e Vicenza capace di riportare tutto in parità nella ripresa. Un «punto-puntino» che ha «abbassato» la classifica barese e provocato qualche mugugno, giusto, nella tifoseria. Fondamentale, detta Torrente pensando alla sfida nella trappola del «Barbetti», catino riempito da 4000 anime sempre pronte a trasformarsi nel dodicesimo uomo in campo. Una partita da vincere e basta, non perché le altre non lo erano, ma semplicemente perché attorno a questo «viaggio» nella splendida cittadina medievale ruota molto del futuro del Bari. Decollare o meno, questo è il dilemma. 

«Mi trasmette una bella sensazione tornare a Gubbio - dice il tecnico campano -. Lì è iniziato il mio percorso, ho vinto due campionati storici, con un gruppo eccezionale, sia sul piano tecnico che morale. Ed anche con un ottimo staff». L’allievo contro il maestro, cioé Torrente contro Simoni. Hanno lavorato a braccetto e confezionato assieme il miracolo umbro degli anni passati. L’allora direttore tecnico siede ora in panchina: «È un po’ strano vederlo in panchina, una sorpresa - racconta Torrente -. Non pensavo. Ormai si era calato in un altro ruolo. Mi fa piacere rivederlo in panchina, è stato pure mio allenatore, una persona eccezionale, gli sarò sempre riconoscente, mi ha dato la possibilità, assieme alla società umbra, di allenare nei professionisti. A lui sono legato da affetto e stima». Gubbio è la prima tappa di un miniciclo probabilmente decisivo per le ambizioni del Bari. 

Il tecnico ne è consapevole, anche se cerca di allontanare ulteriori pressioni su una squadra che già fa fatica a reggerne: «È vero, Gubbio apre una sequenza di partite importanti, ma vorrei concentrami su una partita alla volta. Questa è trasferta difficile, campo ruvido, squadra che si esalta contro formazioni che hanno tradizione. Basta guardare alle vittorie con Torino e Padova. Bisognerà giocare con grande umiltà e determinazione. Conosco quell’ambiente, ci saranno 4000 tifosi caldi, regalano un apporto fondamentale e la squadra lo avverte. È successo in passato ed anche adesso stanno sfruttando questo fattore» . 

«Tatticamente è cambiato tanto - dice ancora il tecnico barese -. Stanno giocando con un 3-5-2 o 5-3-2, si difendono con ordine e ripartono, cercano di sfruttare il campo che si apre davanti. Una squadra che pensa prima a non prenderle e poi se ha la possibilità di sfruttare gli errori avversari, colpisce». Il Bari, dunque, si ritroverà a dover giocare in trasferta una classica partita casalinga sotto l’aspetto tattico: «Alla fine sarà così. E quindi bisognerà farli venire fuori, stanarli con una partita attenta. Adotteranno un atteggiamento difensivo e di ripartenza. Servirà possesso palla, pazienza». 

Gubbio è anche Simone Farina, il giocatore che ha denunciato un tentativo di combine: «Non mi ha stupito il gesto di Simone, lo conosco molto bene, è stato con me per due anni. Però fa riflettere. Una cosa che dovrebbe essere la normalità è diventata una cosa straordinaria, tanto da meritare un premio, senza nulla togliere al ragazzo. Evidentemente i veri valori sono stati persi. E se adesso si paventa la Nazionale per Farina, perché non è stato fatto lo stesso ragionamento l’anno scorso con Pisacane che ha fatto la stessa cosa?»

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