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Bari, scatta il mercato ma la strada è in salita

di FABRIZIO NITTI
BARI - In marcia verso Gubbio, ultimo turno di un girone di andata vissuto fra alti e bassi, con il pesante fardello dei due punti di penalizzazione calati più o meno improvvisamente. Alla costante ricerca di una precisa identità e, di conseguenza, di quella continuità che in un campionato come la B, quest’anno davvero non di eccelso livello, serve come il pane. Biancorossi appollaiati in una zona ibrida di classifica, basta poco per cadere da una parte, basta poco per provare a dare un senso diverso alla stagione
Bari, scatta il mercato ma la strada è in salita
di FABRIZIO NITTI

BARI - In marcia verso Gubbio, ultimo turno di un girone di andata vissuto fra alti e bassi, con il pesante fardello dei due punti di penalizzazione calati più o meno improvvisamente. Alla costante ricerca di una precisa identità e, di conseguenza, di quella continuità che in un campionato come la B, quest’anno davvero non di eccelso livello, serve come il pane. Biancorossi appollaiati in una zona ibrida di classifica, basta poco per cadere da una parte, basta poco per provare a dare un senso diverso alla stagione, più consono a quelle che erano le aspettative di inizio stagione. Torrente ed i suoi ci credono, guardano ancora verso l’alto. Intanto, riapre il mercato. E per il Bari sarà un mercato di «sofferenza», un po’ in fondo come per tutte le società di calcio che alle spalle non hanno multinazionali o grandi aziende e sponsor. 

Un mercato ancora più difficile vista l’autogestione nella quale il club è piombato dopo l’allontanamento dei Matarrese dal ponte di comando, consegnato nelle mani dell’amministratore unico Claudio Garzelli. Le richieste di Torrente sono chiare a tutti: un giocatore per reparto. Ma il tecnico, pure, sa bene che non sarà semplice e che il Bari non è nelle condizioni di compiere il primo passo. Prima le «uscite», poi le «entrate». Anche perché il 15 febbraio ci sarà da «saldare» gli stipendi relativi all’ultimo bimestre 2011, visto che ottobre è stato liquidato a fine anno. 

DIFESA - Un centrale-esterno. Questa la richiesta piovuta sul tavolo del direttore sportivo. È un’operazione indipendente dalle cessioni, il tassello serve a completare il mosaico, visto che Torrente ha potuto contare effettivamente solo su sei giocatori: i centrali Borghese e Dos Santos; gli esterni Crescenzi e Garofalo; gli eclettici Ceppitelli e Polenta, utilizzati sia da esterni che da centrali. L’«investimento» potrebbe essere facilitato dall’addio molto probabile di Salvatore Masiello, destinazione Torino, dove ritroverà Ventura. Altre richieste, al momento, non sono pervenute. 

CENTROCAMPO - Tutto ruota attorno al capitano Massimo Donati. Sulle tracce dell’esperto centrale ci sono Palermo, Atalanta e Novara. Dove potrebbe finire Donati? Il calcioscommesse e tutte le problematiche al riguardo, sembrano frenare la società bergamasca; gli ultimi acquisti proprio a centrocampo, stanno invece facendo riflettere il Palermo sull’eventualità di intervenire ancora su quel settore. Resta, allora, il Novara. Se a fine agosto Torrente pose il veto al trasferimento di Donati al Cagliari, la sensazione è che questa volta potrebbe finire diversamente. Il Bari andrebbe ad alleggerirsi di un ingaggio elevatissimo, in scadenza nel giugno 2013. Ma naturalmente si aprirebbe un buco a centrocampo che andrebbe assolutamente «suturato». Impensabile finire il campionato senza un nuovo punto di riferimento in mezzo al campo. Dall’Argentina rimbalza la voce di un interessamento del Bari per il centrocampista Abelairas, ex Boca, attualmente svincolato.

ATTACCO - I numeri dicono che è il reparto più bisognoso di interventi. Il «ripristino» di Castillo e Kutuzov porterà anche i gol che fino ad oggi i vari Caputo, Marotta (andrà allo Spezia) e De Paula (finché c’era) non sono riusciti a garantire? Alla rosa si è aggiunto Albadoro, un’alternativa in più a Forestieri, Stoian, Rivas e Stoian. Il sogno resta l’attaccante fiorentino Babacar.

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