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Martedì 24 Ottobre 2017 | 06:03

Sport, via 600mila euro Coni Puglia all’attacco

BARI - È il duro giudizio del Coni Puglia sulle manovre in consiglio regionale che hanno fatto saltare l’art. 21 del Bilancio proposto dall’assessore Campese. I «progetti regionali per i corretti stili di vita», spiega il presidente del Coni Elio Sannicandro, erano «progetti predisposti, per la prima volta in maniera congiunta e lungimirante, tra gli Assessorati allo Sport, alla Salute, all’Istruzione, al Welfare, al Turismo e all’Agricoltura e finalizzati a promuovere l’attività motoria insieme alla sana alimentazione nelle scuole primarie pugliesi»
Sport, via 600mila euro Coni Puglia all’attacco
BARI - È il duro giudizio del Coni Puglia sulle manovre in consiglio regionale che hanno fatto saltare l’art. 21 del Bilancio proposto dall’assessore Campese. I «progetti regionali per i corretti stili di vita», spiega il presidente del Coni Elio Sannicandro, erano «progetti predisposti, per la prima volta in maniera congiunta e lungimirante, tra gli Assessorati allo Sport, alla Salute, all’Istruzione, al Welfare, al Turismo e all’Agricoltura e finalizzati a promuovere l’attività motoria insieme alla sana alimentazione nelle scuole primarie pugliesi. Un progetto che avrebbe significato un primo importante passo nella crescita regionale verso la promozione dello Sport quale fondamentale strumento educativo per i giovani». L’emendamento del Pdl che ha spostato quei 600mila euro verso altre poste «è stato approvato grazie al sostegno di numerosi consiglieri di maggioranza, che hanno quindi operato - sottolinea il Coni - contro il progetto innovativo e sinergico predisposto dall’assessore Campese con il supporto dell’Ufficio scolastico regionale e del Coni». Gli stessi consiglieri regionali si mostrano disinteressati allo Sport, pur «essendo invece molto interessati ad utilizzare le passerelle sportive per i propri tornaconti elettorali».

Quei 600mila euro, invece, vengono salutati con calore dalle Acli Puglia. Una volta saltato l’art. 21, infatti, sono stati trasferiti sulle risorse destinate all’esodo incentivato dei lavoratori della formazione, facendo lievitare la dotazione iniziale da 500mila a 1 milione e 120mila euro. L’inziativa adottata dal Consiglio è stata proposta dallo stesso Vendola, dopo che la proposta della Campese era stata «affossata», con l’obiettivo di dotare gli enti di formazione di uno strumento finanziario adeguato. Di qui il plauso di Gianluca Budano, presidente Acli Puglia, sia alle nuove risorse che all’articolo della manovra con cui vengono esentate le Province dai pagamenti dovuti alla Regione per le spese Ue destinate alla formazione. Ora però, aggiunge, va applicata una norma che «riconosca quanto dovuto agli enti di formazione per oneri contrattuali e di ristrutturazione del sistema, imposti dalla Pubblica Amministrazione negli ultimi 30 anni. Siamo comunque sulla strada giusta, una buona pagina di politica regionale che riesce a salvaguardare centinaia di posti di lavoro e, prima ancora, la qualità dell’offerta formativa pugliese».

Chiuse, invece, le baruffe sugli oratori, dal Pdl arriva il braccio teso nei confronti dell’Udc, che si è vista respingere la proposta di contributi sino a 50mila euro per la ristrutturazione di ciascun oratorio parrocchiale. «Non ci ha sorpreso l’esito negativo, già conoscevamo l’ostilità ideologica di taluni, pur non preponderanti, settori della maggioranza regionale - dice Pietro Lospinuso (Pdl) - nei confronti di tali istituti. Riteniamo comunque che l’argomento non debba essere lasciato cadere soltanto per un incidente di percorso, ma possa e debba essere ripreso, per esempio, in una proposta di legge che superi i confini dei partiti e delle coalizioni».

Da Tato Greco (Ppdt), invece, l’appello a costituire «un tavolo tecnico bipartisan che riunisca i partiti e il Forum delle associazioni familiari per adottare anche in Puglia il "fattore famiglia" come parametro sul quale calcolare imposte e tariffe regionali».

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