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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:26

Calcio/Serie A - Lecce: beffa a Livorno

Sconfitta per i giallorossi di Zeman, battuti 1-0 da un unico gol segnato al 47°del secondo tempo • Gli altri risultati della 33ª giornata. A Roma la Juventus ha battuto la Lazio e guida a pari punti la testa della classifica con il Milan • La classifica marcatori
LIVORNO-LECCE 1-0
• LIVORNO (3-5-2): Amelia 6; Grandoni 6, A. Lucarelli 6, Galante
6.5; Pfertzel 6 (35' st Balleri sv), Vigiani 5 (20' st Licka 6),
Vidigal 5, Grauso 6, Doga 5; Protti 6 (29' st Paulinho sv), C.
Lucarelli 6.
In panchina: Mareggini, Melara, Giallombardo, Colombo. Allenatore:
Donadoni 6.
• LECCE (4-3-3): Sicignano 6; Cassetti 6.5, Paci 6.5, Camisa 6.5,
Rullo 6 (30' st Esposito sv); Eremenko 6.5 (35' st Marianini sv),
Dalla Bona 6.5, Giacomazzi 6.5; Konan 6
(46' st De almeida) sv, Vucinic 6, Pinardi 6.
In panchina: Anania, Diarra, Kouyo, Mattioli.
Allenatore: Zeman 6.
• ARBITRO: Tombolini di Ancona 6,5.
• RETE: 47' st C. Lucarelli.
• NOTE: Giornata calda, cielo nuvoloso, campo in ottime condizioni.
Spettatori 13mila circa. Ammoniti: Vucinic, Eremenko, Vidigal,
Rullo, Giacomazzi, Galante, Camisa. Angoli: 9-5 per il Lecce.
Recupero: 0, 3'.

Non c'è rimonta subìta, stavolta. Ma c'è l'ennesima beffa. A firmarla è un ex, sicuramente il più amato in Salento fra i giocatori che ora militano nel Livorno (e non solo): Cristiano Lucarelli. Il bomber dei toscani, fino ad allora in ombra, perché ottimamente controllato, fa tutto in extremis: prima si procura un calcio di punizione e poi lo sfrutta (su pennellata di Balleri, altra vecchia conoscenza) mandando il Lecce a pochi passi dall'inferno nella giornata in cui ai giallorossi non riesce nemmeno di segnare, come era invece sempre avvenuto da un girone a questa parte (cioè dalla partita di andata a Bologna). A cinque gare dal termine del campionato di serie A, i punti di vantaggio che separano dalla quart'ultima posizione diventano quattro (38 contro i 34 di Fiorentina, Brescia e Parma), ma è soprattutto la tendenza a preoccupare: i giallorossi hanno messo assieme una striscia di quattro sconfitte e tre pareggi nel momento in cui le inseguitrici hanno cominciato la risalita, compresa l'Atalanta, ancora in coda alla classifica, ma a una vittoria dal terzetto prima citato.
Zeman forse sarà tra i pochi a guardare l'altra faccia della medaglia: ottimo primo tempo e buoni riscontri ogni qual volta pesca dal vivaio di Rizzo (tecnico della Primavera salentina) per ovviare alle assenze, che pure stavolta sono consistenti. Oltre agli infortunati Ledesma, Bjelanovic e Valdes (che si aggiungono a Babù e Cozzolino), non ci sono a Livorno per squalifica Stovini e Diamoutene. Peraltro, Abruzzese, appena ristabilitosi, non è ritenuto idoneo atleticamente dal tecnico. Per cui Paci e l'esordiente Camisa compongono la coppia dei centrali di difesa con Rullo a sinistra e Cassetti che torna a destra della retroguardia. A centrocampo, i giallorossi si schierano sempre con Dalla Bona come vice Ledesma, ma l'impiego di Eremenko a sinistra riporta Giacomazzi dalla parte opposta. In attacco Vucinic è affiancato da Konan e Pinardi. Donadoni schiera il Livorno con tre difensori (Grandoni, Alessandro Lucarelli e Galante), cinque centrocampisti (da destra a sinistra, Pfertzel, Vigiani, Vidigal, Grauso e Doga) e due attaccanti (si ricompone il duo Cristiano Lucarelli-Protti).
La chiave del primo tempo del Lecce sta nella posizione di Pinardi, che parte da una posizione più accentrata (nella ripresa l'ex atalantino calerà inevitabilmente influenzando il rendimento complessivo). La duttilità di cui dispone da una parte gli consente di infoltire il centrocampo e sostare dalla parte di Vidigal, in modo da isolarlo dalla manovra; dall'altra gli permette di fungere da suggeritore per Vucinic e Konan, abili a tenersi larghi per poi tagliare verso il centro. La strategia funziona, visto che nella prima mezz'ora non si registrano pericoli in area leccese, mentre il Livorno deve subire una conclusione alta di Dalla Bona (5'), un tiro-cross di Vucinic che non raggiunge Konan (10'), un destro di Pinardi (15'), più una serie di combinazioni che mettono in crisi gli avversari, come quella (20') tra Konan e Vucinic, deviata in angolo, o quella (25') tra Giacomazzi e Konan, che Grauso riesce a sventare immolandosi e impedendo il destro dell'uruguaiano.
Donadoni cerca di prendere le contromisure chiedendo a Grauso di fare gli straordinari su Pinardi, ma la contromossa del leccese, con l'aiuto dei compagni (e su suggerimento della panchina), è portarlo fuori zona per non dare punti di riferimento. Cosicché, sempre stando ben attenti a Vidigal, considerato l'uomo più pericoloso, i giallorossi continuano a tenere sotto scacco il Livorno e ad andare ripetutamente vicini alla rete del vantaggio: al 26' Konan per Vucinic, il cui destro è parato da Amelia (un altro degli ex più recenti); al 31' ancora il montenegrino è messo da Pinardi nelle condizioni di mirare l'incrocio, ma è straordinario il portiere; al 35' un'azione ben costruita si conclude con un traversone di Cassetti per il colpo di testa di Konan, pescato in fuorigioco. La mole di gioco, però, non produce il sospirato (e meritato) vantaggio, unico (ma sostanziale) neo di un primo tempo assolutamente dominato.
Sale la curiosità durante l'intervallo. Si cerca di prevedere quel che accadrà nella ripresa dal punto di vista tattico, tanto più che ci sono alcuni rincalzi del Livorno che si scaldano, preavviso di eventuali sostituzioni. Si ricomincia invece senza novità. Ma per la prima volta il Livorno si rende pericoloso: al 49' su rinvio di Amelia (il forte vento allunga la gittata), c'è la torre a seguire di Lucarelli su cui Paci ha un attimo di incertezza (aspetta l'uscita di Sicignano?): Protti si avventa e per poco non centra lo specchio della porta. A quanto pare, almeno l'atteggiamento dei toscani cambia. Sono meno timorosi, più aggressivi. Ne consegue un periodo di sofferenza per i salentini, che rischiano ancora su una girata di Protti (54'). Giusto per alleggerire la pressione, Cassetti (55') e Pinardi (56' e 58') cercano la conclusione da fuori, ma non è sufficiente. Serve far salire la squadra per frenare gli slanci del Livorno e tornare sui livelli di controllo dei primi 45'.
Lo spartiacque potrebbe arrivare al 60', quando Dalla Bona prova dalla distanza. Il tiro non è trattenuto da Amelia, ma la ribattuta in gol di Konan è annullata per un fuorigioco di partenza dell'ivoriano. Tanto basta, però, per far riprendere confidenza al Lecce, che va alla conclusione con Vucinic (63'). Il montenegrino ci riprova al 66', quando Donadoni ha già provveduto (64') a sostituire Vigiani con il centrocampista ceco Licka, che si piazza sul centro-sinistra (Grauso va sul centro-destra), chiedendo a Doga di spingere senza troppi obblighi di copertura nella zona di Cassetti (a corto di fiato).
È la fase decisiva, che Eremenko prova sbilanciare dalla parte del Lecce cercando l'angolino di nuovo dalla distanza (70'). Cresce la tensione, ma aumenta anche la confusione nell'ultimo quarto d'ora, che le due squadre (sempre più allungate) affrontano con due variazioni a testa: nei padroni di casa entra Paulinho al posto di Protti (75'), negli ospiti spazio al giovane Esposito in luogo di Rullo (76'); qualche minuto dopo, nel Livorno fuori Pfertzel e dentro Balleri e nel Lecce gara finita per Eremenko, che esce per far posto a Marianini (si piazza sul centro-destra con Giacomazzi dall'altra parte).
Le intenzioni sono di belligeranza, ma le finalizzazioni arrivano col contagocce. Anzi, sono praticamente inesistenti fino all'ultimo minuto di recupero (93'), quando viene fischiato un intervento di Giacomazzi su Cristiano Lucarelli quasi all'altezza della bandierina. Sul calcio di punizione di Balleri, spunta proprio la testa dell'ex: sedicesima rete stagionale e sesta sconfitta consecutiva in trasferta per il Lecce. La reazione è furibonda sia in campo, con l'ultima opportunità dell'incontro (Vucinic gonfia la rete, ma il gol è annullato per un fallo di Marianini su Amelia) sia fuori, dopo il triplice fischio: Pinardi contesta vivacemente, apostrofando l'arbitro con parole colorite, per una gomitata ai danni di Esposito immediatamente precedente l'intervento falloso da cui scaturisce il gol. Richiesta veemente, inutile e forse controproducente perché potrebbe costare al giocatore la squalifica in un finale di campionato che si complica sempre più (da segnalare che sono cinque, su sette, i cartellini gialli comminati ai leccesi da Tombolini). Lecce-Lazio di domenica prossima sarà il primo di cinque impegni durissimi. L'obiettivo è arrivare alla gara interna contro il Parma (ultimo turno del 29 maggio) con la salvezza già acquisita.
G. Flavio Campanella

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