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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:29

Calcio / Serie B - Salernitana Bari 2-2

Questi tutti i risultati della 35ª giornata del campionato. Due posticipi sono previsti lunedì 25 aprile: Ascoli-Genoa e Torino-Vicenza
SALERNO - De Marco è il cognome dell'arbitro cui deve essere rimasto impresso uno striscione esposto prima e durante Salernitana-Bari: «Due popoli, due curve, due città… Unica mentalità». Ha voluto onorarlo aggiungendo due rigori (uno per parte, s'intende; ce ne sarebbe stato un terzo, per fallo su Dionigi, ma avrebbe rovinato la… perfezione) e adeguando il punteggio (2-2, ci mancherebbe). Alla fine, anche i punti distribuiti sono due (sempre equamente suddivisi), anche se per mentalità (ha cercato più degli avversari di imporsi) il Bari sarebbe stato l'unico a meritare di prendersi tutta la posta in palio così da allontanarsi, una volta per tutte, dalla zona retrocessione, comunque tenuta a debita distanza anche dopo questo pareggio (45 punti contro i 41 di Arezzo e Triestina, che oggi andrebbero allo spareggio).
Squalificato Micolucci, Carboni piazza in difesa Doudou al centro accanto a Sibilano, il rientrante Brioschi a destra e Bellavista a sinistra, mentre a centrocampo Goretti e Gazzi (che torna dopo l'intervento causato da un'ernia inguinale) sono i perni, Carrus staziona sulla fascia mancina orfana di Scaglia e La Vista è come al solito il pendolo opposto. In attacco, la coppia Dionigi-Santoruvo è quella che dà più garanzie al tecnico, almeno inizialmente. Gregucci, dal canto suo, ripropone la Salernitana ideale (per uomini e assetto: il 4-3-2-1), vista la disponibilità di Orfei e Molinaro nella retroguardia, di Longo sulla linea mediana e Palladino in attacco. In più, rispetto alle previsioni, preferisce avere Coppola (e non Galasso) a sinistra del reparto centrale e Rubino, anziché Zaniolo, come terminale offensivo.
Il gemellaggio tra le due tifoserie, che produce prima della gara uno spettacolo di bandiere e colori che sarebbe da imitare sempre e ovunque (i cori meno, visto che invitano il Lecce ad andare a quel famoso posto), sono il prologo di un confronto corretto (quasi a voler seguire, per una volta, l'esempio degli spettatori), ma che non può prevedere concessioni. A questo punto del campionato nessuno può permettersi regali perché in ballo c'è la salvezza. Dionigi, però, si fa evidentemente intenerire dall'atmosfera sbagliando incredibilmente due gol: al 10' Carrus lo serve al bacio da sinistra, ma il piatto destro, tentato all'altezza del dischetto, termina di pochissimo fuori; all'11' l'assist arriva da destra grazie a La Vista, ma l'attaccante davanti alla porta corregge goffamente mandando a lato.
I campani ringraziano sentitamente per lo sciupìo (ma poi… ricambieranno in parte con Rubino) e cercano di approfittarne prima (9') con un tiro-cross di Aslund intercettato da Doudou e poi (14') con una punizione (nelle intenzioni diretta all'incrocio) rivelatasi fuori misura di Polenghi. Solo che mentre Dionigi riflette su come aggiustare la mira, i compagni hanno già studiato come impallinare gli avversari. Perché la punizione che porta il Bari in vantaggio (16') è frutto di prove in allenamento e lascia di stucco la Salernitana per la velocità di esecuzione. Goretti finta il tocco corto per il tiro di Carrus e allarga per La Vista: pochi passi e palla in mezzo dove è pronto Santoruvo per il tap-in che vale l'ottavo gol personale in campionato: 0-1.
Subita l'onta, la Salernitana comincia a riordinare le idee. Mentre Dionigi, sempre generoso, piano piano migliora (al 17' non aggancia un passaggio di La Vista; al 24' è caparbio nel mantenere il possesso della palla per poi tentare un diagonale parato da Ambrosio), i granata cominciano l'avvicinamento alla porta biancorossa (per l'occasione in completa tenuta blu). Aslund ci prova (22') dai 25 metri (Gillet fa buona guardia) e Molinaro prende confidenza con gli inserimenti diventando decisivo: al 26', lanciato da Coppola, dà a Rubino più o meno la stessa opportunità che Santoruvo aveva saputo sfruttare in precedenza, ma la conclusione scheggia la parte superiore della traversa; poi al 31' si fa trovare pronto davanti a Gillet sugli sviluppi di un'azione che Bombardini rende pericolosa con uno spunto sulla destra. Sul cross Brioschi lascia la zona di competenza per andare a chiudere su Longo, ma il colpo di testa di quest'ultimo è deviato dal difensore proprio sui piedi dell'esterno sinistro, che è libero di infilare il portiere belga: 1-1.
Il pareggio riequilibra la gara, comandata dal Bari fino alla rete e poi passata nelle mani della Salernitana. Per avere altri sussulti (visto che nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo c'è in pratica da segnalare solo un colpo di testa di Santoruvo al 43') bisogna aspettare la ripresa, protagonista Dionigi: al 49' calcia da circa 30 metri (Ambrosio para facilmente), al 53' viene strattonato fallosamente da Polenghi mentre cerca di correggere, a due passi dalla porta, una sponda di Santoruvo. L'arbitro De Marco, però, lascia correre, allungando la lista di torti ai danni dei biancorossi. Ce ne sono di presunti, di assolutamente incontrovertibili e anche di incredibili, come quello che si aggiunge al 73' dopo un periodo di supremazia campano (tentativi di Rubino al 62', ostacolato da Doudou; di Orfei al 63', il cui colpo di testa è annullato da un dubbio fuorigioco e comunque da Carrus sulla linea; di Longo al 69', il cui tiro è deviato in angolo da Gillet). Accade che il direttore di gara sanziona un calcio di rigore in favore di padroni di casa per un fallo di mano di Doudou che, se c'è, appare involontario. Sale la protesta del Bari, ma è ovviamente vana perché Palladino può andare sul dischetto e segnare ribadendo in rete una respinta di Gillet.
Qualcuno pensa alla compensazione (di sicuro tra i salernitani, che protestano: ammonito Polenghi) quando al 77' il direttore di gara concede un altro penalty, questa volta a favore dei pugliesi. Santoruvo entra in area da destra ed è ostacolato da Lanzaro. L'intervento, in realtà, non è evidente, ma nemmeno scandaloso. Carrus si incarica della battuta (78') e rimette il risultato in parità. Equilibrio che potrebbe essere spezzato successivamente perché a quel punto la squadra di Carboni (che ridisegna la difesa inserendo all'83' Von Schwedler: il nuovo entrato va in mezzo accanto a Sibilano, Doudou e Brioschi si spostano, rispettivamente, a destra e sinistra) trasforma la rabbia in aggressività e va vicinissima al colpaccio grazie a Luigi Anaclerio (entrato al 72' al posto di Dionigi): all'85' se ne va sulla sinistra e porge a Gazzi una palla solo da spingere in rete, ma il rosso centrocampista manda alto; al 91' su punizione di Carrus interviene col sinistro e manca di poco lo specchio della porta.
G. Flavio Campanella

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