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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:00

Summit per vendita club a Bari si guarda al futuro

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Non ci saranno regali sotto l’albero dei tifosi biancorossi. Sta scivolando via un anno pazzesco, fatto di delusioni e «cazzotti». Con la squadra mestamente sprofondata in serie B e la società alle prese con una pesantissima crisi finanziaria. Si guarda più al futuro del club che al campo. E questo, già di per sè, è emblematico di quanto il calcio barese stia vivendo un momento di transizione. Niente regali, dunque. Ma qualche buona nuova, forse, sì. Magari oggi, chissà. Al termine dell’incontro auspicato e voluto dal sindaco Michele Emiliano e dall’assessore Elio Sannicandro
Summit per vendita club a Bari si guarda al futuro
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Non ci saranno regali sotto l’albero dei tifosi biancorossi. Sta scivolando via un anno pazzesco, fatto di delusioni e «cazzotti». Con la squadra mestamente sprofondata in serie B e la società alle prese con una pesantissima crisi finanziaria. Si guarda più al futuro del club che al campo. E questo, già di per sè, è emblematico di quanto il calcio barese stia vivendo un momento di transizione.

Niente regali, dunque. Ma qualche buona nuova, forse, sì. Magari oggi, chissà. Al termine dell’incontro auspicato e voluto dal sindaco Michele Emiliano e dall’assessore Elio Sannicandro. Gli interlocutori non saranno soltanto i possibili imprenditori interessati al business a mezza strada tra calcio e urbanistica, questa la vera novità. Stavolta, al tavolo, siederà anche il Bari. Come confermato mercoledì dall’amministratore unico del club biancorosso Claudio Garzelli. È interesse della famiglia Matarrese capire se davvero qualcosa sta bollendo in pentola. Se davvero c’è qualcuno disposto al «sacrificio» pur di garantire un futuro meno precario al calcio barese.

La sensazione è che il solo fascino di un pallone che rotola non basterebbe mai a smuovere qualcuno. Ecco perché si parla e si riparla del business che potrebbe esserci dietro una squadra di calcio. L’unico, vero «motore» di un interesse serio e concreto. A maggior ragione oggi che la crisi si tocca con mano e lo stesso football non è più l’isola felice di un tempo.

Nessuno si aspetta che dall’incontro di oggi (a Palazzo di Città o al Coni) vengano fuori notizie pazzesche o annunci a sorpresa. Sarebbe, però, già interessante capire che il «progetto Emiliano» comincia a carburare. Ai tifosi, forse, basterebbe ascoltare la voglia di sedersi al tavolo di qualche imprenditore, possibilmente locale. Qui a Bari serve una svolta vera. Sperando che, nel frattempo, la squadra di Torrente non si smarrisca ulteriormente. Sarebbe il modo peggiore per cominciare a pensare al futuro.

La squadra, già. È tempo di vacanze, ci si ritroverà al «San Nicola» il 27 dicembre. Tutti a Bari anche per il brindisi di fine anno. Non foss’altro perché, l’anno scorso, il ritiro di Roma fu una sorta di iattura. Tra infortuni, contestazioni e veleni. A Torrente basterebbe riavere a disposizione tutta la rosa. Con un bel calcio all’emergenza.

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