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Vendita della società il Bari ora ci crede

BARI - In attesa che si chiarisca la vicenda calcioscommesse, in attesa che il campionato ricominci (si ripartirà da Gubbio, il 6 gennaio), resta la «missione salvataggio». Domani altra tappa importante, forse la più attesa di questi ultimi tempi, ma anche la più «difficile». Il luogo è da stabilire (non sarà a Palazzo di Città), ma l’appuntamento c’è ed è la conseguenza dell’appello lanciato dal sindaco Emiliano qualche tempo alle forze imprenditoriali baresi, appello al quale ha dato sostegno anche l’assessore allo Sport e Urbanistica, Elio Sannicandro
di Fabrizio Nitti

BARI - Calcioscommesse, questione societaria, squadra che non decolla. Il dicembre biancorosso è un dicembre movimentato, quasi a corollario di un’anno devastante e incredibilmente denso di avvenimenti negativi.

In attesa che si chiarisca la vicenda calcioscommesse, in attesa che il campionato ricominci (si ripartirà da Gubbio, il 6 gennaio), resta la «missione salvataggio». Domani altra tappa importante, forse la più attesa di questi ultimi tempi, ma anche la più «difficile». Il luogo è da stabilire (non sarà a Palazzo di Città), ma l’appuntamento c’è ed è la conseguenza dell’appello lanciato dal sindaco Emiliano qualche tempo alle forze imprenditoriali baresi, appello al quale ha dato sostegno anche l’assessore allo Sport e Urbanistica, Elio Sannicandro. Calcio e affari, insomma. Purché il pallone continui a rotolare a certi livelli.

Questa volta ci sarà anche il Bari attorno al tavolo delle consultazioni. A rappresentare le «esigenze» del club dei Matarrese ci andrà anche Claudio Garzelli, amministratore unico del sodalizio di strada Torrebella dopo il disimpegno della famiglia che da oltre trent’anni ne detiene il pacchetto di maggioranza (dovrebbe esserci pure Domenico De Bartolomeo: la Debar detiene il 10 per cento delle azioni del Bari). Non sarà facile, neppure semplice, ma è una ipotesi che, a questo punto, va discussa. A Bari si dice che la cera si consuma e la processione non cammina. Di tempo a disposizione ne rimane pochissimo, la fine gennaio è il punto di riferimento.

«Certo - dice Claudio Garzelli - perché poi ci saranno altri adempimenti cui fare fronte (gli stipendi, scadenza 15 febbraio). Ritengo che questa iniziativa realisticamente possa portare benefici. Non ho particolari indicazioni circa il nostro incontro di venerdì (domani, ndr), è un mio pensiero. Credo che l’idea sia buona e la strada percorribile. Non so quanti saremo, né chi ci sarà. Ma, come si dice, l’unione può fare la forza».

Garzelli vota dunque la fiducia: «Penso che sia più difficile - conclude l’amministratore unico biancorosso - che un solo soggetto, seppure capace e interessato, di questi tempi possa reggere l’urto».

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