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Sabato 21 Ottobre 2017 | 16:00

Calcio/Serie A - Il Lecce non vince più

Solo sprazzi di buon calcio contro il Bologna, che pareggia 1-1 al Via del Mare. I gol tutti nel primo tempo: Giacomazzi al 20' porta in vantaggio la squadra di Zeman che viene raggiunta al 42' dal diagonale di Bellucci che non lascia scampo a Sicignano
Lecce - Bologna Lecce e Bologna 1-1 (1-1).

Lecce (4-3-3): Sicignano 6, Angelo 5.5, Diamoutene 5.5; Stovini 6, Rullo 5.5, Cassetti 5; Dalla Bona 5.5, Giacomazzi 6 (11' st Eremenko 6), Konan 5.5, Vucinic 6, Pinardi 6 (34' st Mattioli s.v.). (27 Anania, 26 Paci, 30 Camisa, 23 Marianini, 4 Diarra). All. Zeman 6

Bologna (4-1-4-1): Pagliuca 6.5, Juarez 6, Legrottaglie 6; Torrisi 5.5, Gamberini 6, Sussi 6; Amoroso 6 (24' st Colucci sv), Giunti 6, Meghni 5,5 (1' st Locatelli 5.5), Bellucci 6.5 (26' st Nervo s.v.), Cipriani 6. 39 Ferron, 9 Tare, 14 Binotto, 30 Nastase. All. Mazzone 6

Arbitro: Rocchi di Firenze 5.
Reti: nel pt 20' Giacomazzi; 42' Bellucci Angoli: 7-4 per il Bologna Recupero: 4' e 3' Ammoniti: Juarez, Stovini, Cipriani, Angelo, Colucci e Diamoutene per gioco falloso, Eremenko per simulazione. Espulso al 48'st il dirigente accompagnatore del Lecce, Zanotti

Zeman chiama, il Lecce non ha la forza di rispondere appieno. Contro il Bologna, qualche fiammata e niente più. Giusto il tempo di passare in vantaggio con un'azione spettacolare di Giacomazzi e di dare l'illusione di aver recepito le indicazioni del tecnico. Poi, la squadra si trasforma in quella delle ultime partite: in quella che perde la concentrazione, che fa errori imperdonabili, che subisce reti evitabili, che si fa rimontare (questa volta da Bellucci per il definitivo 1-1), che non riesce più a vincere. Per di più, a complicare il cammino verso la salvezza, ci sono probabilità da mettere in conto e imprevisti da affrontare, come nel gioco del "Monopoli". Intanto, questo "giro" (il trentaduesimo della serie A) pone la questione delle condizioni atletiche della squadra, che sembra in calo. Inoltre (o in aggiunta, se volete), proprio sul finire del campionato (i punti di vantaggio in classifica sulla Fiorentina restano cinque: meno male), il Lecce continua a perdere pezzi, per infortuni e per squalifiche.

Rispetto alla gara di Torino contro la Juve, Zeman cambia per scelta tecnica solo in difesa: fiducia ad Angelo sulla destra con Diamoutene riportato al centro accanto a Stovini (Rullo inamovibile sul lato mancino). Confermato invece lo schieramento di centrocampo con Dalla Bona a fare le veci di Ledesma, Cassetti a destra e Giacomazzi sull'altro fronte. In attacco, c'è Konan dall'inizio (al posto dell'infortunato Valdes). Vucinic e Pinardi (che ce la fa a recuperare) completano il tridente.
Mazzone, un ex che al Via del Mare ha portato via punti in abbondanza, ma che è in svantaggio contro Zeman negli scontri diretti (tre successi del boemo contro uno, più nove pareggi, compreso quello odierno), deve fare di necessità virtù. Una sfilza di infortuni e di acciaccati lo costringono a scelte forzate. Il Bologna si presenta con la difesa a cinque (Juarez, Gamberini, Legrottaglie, Torrisi e Sussi), ma Legrottaglie in realtà staziona una decina di metri più avanti: fa la guardia e dà manforte ai centrocampisti, cioè ad Amoroso e Giunti, affiancati da Bellucci a destra e Meghni a sinistra. In pratica, si tratta di un 4-1-4-1. L'unica punta è Cipriani, molto attivo sin dall'inizio: al 2' sfiora il gol con un colpo di testa in tuffo su cross di Amoroso, al 7' fa da sponda per Bellucci, il cui destro termina al lato.

La disposizione e la mobilità degli avversari sorprende inizialmente il Lecce, che si scuote al 7' grazie a uno spunto di Pinardi, che però non produce pericoli. Sono senz'altro più pungenti i giallorossi quando parte Vucinic. Prima prova dalla distanza (11'), poi (12') fa le prove generali del gol: serve Angelo, arrivato di gran lena, e si fa trovare al posto giusto sul cross respinto del brasiliano: la conclusione, da ottima posizione, si spegna clamorosamente fuori dallo specchio della porta. I salentini si rifanno con gli interessi al 20' grazie a una coralità di esecuzione che riporta alla memoria le dichiarazioni di filosofia calcistica fatte da Zeman alla vigilia ("ci vuole mentalità e applicazione. Bisogna cercare di vincere cercando di giocare un calcio migliore"). La teoria diventa pratica alla velocità della luce con il coinvolgimento di Vucinic, Giacomazzi, Konan e Pinardi che scattano, scambiano, si cercano eludendo l'opposizione degli avversari e permettendo, nel momento in cui la palla torna al montenegrino per l'ultimo passaggio, di avere l'uruguaiano solo e in posizione regolare in piena area di rigore: il destro al volo che fulmina Pagliuca è un gioiello incastonato in una collana di perle.
Il Lecce delle meraviglie, insomma, c'è. Ma ormai se ne ricorda assai di rado. Ancora una volta può ipotecare i tre punti e invece rimette tutto in discussione. Passata la mezz'ora c'è prima un tiro centrale di Dalla Bona (31'); poi (36') un'opportunità più unica che rara per Vucinic (Pagliuca ha un'esitazione su un lancio in profondità di Konan), ma il montenegrino si fa ribattere il tiro a porta vuota da Gamberini; quindi (37') un calcio di punizione toccato da Dalla Bona per il destro di Cassetti su cui stavolta il portiere del Bologna si supera. Dal 2-0 all'1-1 il passo è breve. Una palla innocua diventa imprendibile, una volta toccata all'indietro da Pinardi, perché trova impreparata tutta la difesa diventando un regalo per Bellucci (che da poco ha invertito la posizione con Meghni). Il diagonale non lascia scampo a Sicignano.
Sarà per una questione di concentrazione, sarà anche per un pizzico di sfortuna, sta di fatto che il Lecce conferma anche col Bologna di riuscire a disfare tutto quel che crea. Peraltro, il gol subito (e le modalità con cui è avvenuto) genera nervosismo (Stovini viene ammonito al 48': è diffidato, sarà squalificato) e smarrimento, amplificato dal palo di Cipriani nell'ultimo minuto di recupero del primo tempo. Insomma, ad inizio ripresa (che il Bologna comincia con Locatelli, sostituto del deludente Meghni) i salentini possono paradossalmente ritenersi fortunati, dal momento che ricominciano dal risultato di parità.
L'onda lunga di quel che è accaduto prima di tornare negli spogliatoi si propaga, però, anche nel secondo tempo. Subito c'è un brivido in area leccese (Lucarelli non arriva sulla palla per questione di centimetri), seguito da un paio di tentativi di Vucinic e Bellucci. Quando Konan impegna severamente Pagliuca (54'), si spera che il destino della partita cambi, anche con l'apporto di Eremenko, mandato in campo (56') per dare respiro a Giacomazzi, uno degli acciaccati della giornata. Non è così. Il Lecce non ritrova più il brio mostrato in larghi tratti della prima parte. Anzi, lascia progressivamente il campo al Bologna, che Mazzone rinfresca (fuori Amoroso e Bellucci) inserendo Colucci e Nervo (Locatelli passa a sinistra).
La consapevolezza che il campionato possa davvero diventare un incubo induce Eremenko a fare il furbo (o, meglio, a tentare di farlo), in contrasto con gli insegnamenti di Zeman: al 61' il finlandese si incunea in area e cade anticipando l'intervento di Torrisi meritando l'ammonizione per simulazione da parte dell'arbitro Rocchi. L'episodio dà la misura di come i giallorossi siano a corto di idee, oltre che di fiato. Col passare del tempo perdono in lucidità e devono rinunciare anche all'acume di Pinardi, costretto a uscire (entra Mattioli al 79') per il riacutizzarsi dei problemi muscolari che lo hanno afflitto dopo la trasferta di Torino.
A questo punto, agguantare un punto diventa una priorità, alla faccia delle indicazioni dell'allenatore, che probabilmente non gradisce. Sta di fatto che solo Cassetti (87') prova a far contento Zeman con un tiro dai 25 metri. Il Bologna, dal canto suo, resta in allerta, ma riduce le sortite. Il pareggio, in fin dei conti, agli emiliani può andar bene, anche se per frenare Cipriani (91') Diamoutene è costretto a fare fallo. Il cartellino giallo che ne consegue è un altro di quelli pesanti perché anche il giocatore del Mali dovrà saltare la prossima gara, quella che il Lecce dovrà affrontare domenica a Livorno senza mezza difesa titolare.

G. Flavio Campanella

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