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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:19

Taranto batte Avellino è primo in classifica

di LORENZO D'ALO'
TARANTO - Notte di risultato pieno, più della luna. Il Taranto chiude il girone d’andata della Prima Divisione di calcio, piegando l’Avellino e volando in testa. A segno Sciaudone, che infila nell’angolo lungo al 6', e Di Deo con il destro al 68'. Primato provvisorio ma carico di significati. E prova di impressionante maturità. Vetta riconquistata: ora, accada pure ciò che incombe: domani tocca alla Ternana, poi arriverà la penalizzazione
Taranto batte Avellino è primo in classifica
TARANTO-AVELLINO 2-0 

TARANTO: Bremec 6; Sosa 6,5, Di Bari 6, Prosperi 6; Antonazzo 6,5 (1' st Garufo 6), Di Deo 7, Sciaudone 7,5, Rizzi 6,5; Rantier 6,5, Guazzo 6 (39' st Girardi sv), Degasperi 5 (15' st Pensalfini 6). A disp. Maraglino, Cutrupi, Colombini, Russo. All: Dionigi.

AVELLINO: Funagalli 6; Zammuto 6, Puleo 5,5, Cardinale 5,5 Ricci 5 (24' st Zappacosta 5,5); D'Angelo 6, Malaccari 5,5 (39' st Thiam sv), Millesi 6; Lasagna 5 (18' st Falzerano 5,5), Zigoni 5,5, De Angelis 6. A disp. Fortunato, Labriola, Citro, Herrera. All: Bucaro.

ARBITRO:Peretti di Verona.

RETI: pt, 6' Sciaudone; st, 23' Di Deo.

NOTE: angoli 8-5 per il Taranto. Ammoniti: Bremec e Rantier del Taranto; Ricci, Malaccari, Puleo e De Angelis dell'Avellino. Spettatori 6860 per un incasso di 70.565,53 euro. Recupero: 0' e 3'.

di Lorenzo D'Alò

TARANTO - Notte di risultato pieno, più della luna. Il Taranto chiude il girone d’andata, piegando l’Avellino e volando in testa. Primato provvisorio ma carico di significati. E prova di impressionante maturità. Vetta riconquistata: ora, accada pure ciò che incombe: domani tocca alla Ternana, poi arriverà la penalizzazione.

Dionigi copia e incolla la formazione che ha espugnato Reggio Emilia. Quella del gol declinato al plurale. Quella che ha ricevuto l’abbraccio caloroso della sua gente. Giusto così. Non cambia niente. Gioca la squadra che in questo momento offre di più: tenuta mentale, equilibrio tattico, spessore agonistico. Anche l’Avellino ricalca alla perfezione la formazione che ha piegato la Spal, allungando sensibilmente la striscia positiva. Moduli difformi. Il Taranto è 3-4-3, come previsto. L’Avellino, invece, difende a quattro. Bucaro, però, non rinuncia al tridente offensivo. Segno che ha intenzioni bellicose. Spalti roventi, ma non è record di presenze: sono quasi settemila i tifosi rossoblù che hanno risposto all’appello di questo succoso anticipo. Sei minuti di ruvidezze assortite, poi il Taranto, uscito dai blocchi con spavalderia ideale, spacca il risultato e consegna all’impreparato Avellino la traccia di un'altra partita. Rantier spalanca una prateria davanti a Guazzo, che controlla (male) e va al cross (meglio). Il pallone scavalca la difesa irpina, armando il destro dell’accorrente Sciaudone, che infila nell’angolo lungo. Il vantaggio rende il Taranto ancora più sicuro di sé. Ne raffredda i bollori, ne placa le ansie, ne riduce la foga. È come un balsamo dall’effetto immediato. Fa bene a tutti, specie a Sciaudone che comincia a giocare con l’autorità dell’interno maturo. Orienta la manovra, suggerisce per i compagni, chiude l’azione. È ovunque, prendendosi cura di entrambi le fasi. L’Avellino non si vede. Reazione impalpabile. Il Taranto pressa alto e fa massa nella zona della palla. La squadra irpina è nell’impossibilità fisica di ripartire. Merito del Taranto, che sfrutta le fasce, dove si libera spesso campo: per le volate lunghe di Antonazzo o per gli inserimenti a tempo di Rizzi. Partita nella totale disponibilità del Taranto. Sciaudone chiama lo schema su punizione: cross teso sul secondo palo, ovvero per la testa di Sosa (fuori). Le accelerazioni di Rantier, il dinamismo di Di Deo, le chiusure di Sosa, la tenacia di Guazzo: strappa applausi il Taranto. Quando l’intensità dei rossoblù fisiologicamente si ammorbidisce, lievita l’Avellino. Crescita contenuta e comunque indotta dall’atteggiamento del Taranto, che un po’ rallenta e molto si abbassa. Bremec non corre rischi.

Nella ripresa l’Avellino realizza che sta perdendo. E comincia ad agitarsi. Il Taranto, pur concedendogli l’iniziativa, resta vigile. Antonazzo (infortunato) cede la corsia destra a Garufo. Tatticamente cambia poco. Falzerano per Lasagna (scotta): è la mossa di Bucaro. Dionigi, come a Reggio Emilia, passa a cinque in mezzo al campo (dentro Pensalfini, fuori Degasperi) e sigilla la vittoria. È un gol di rabbia, potenza e destrezza quello che s’inventa Di Deo, vincendo un rimpallo al limite e penetrando in area. Il suo destro trafigge Fumagalli.

È il 23’. Il Taranto, ora, sembra in grado di rompere qualsiasi argine. Prosperi di testa chiama Fumagalli alla respinta corta sui piedi di Guazzo, che corregge in porta ma è in fuorigioco. Non si ferma la squadra di Dionigi. Continua a ringhiare su ogni pallone. E al culmine della fatica, ha fiato per saltare sotto la Nord in festa.

L’ALTRO ANTICIPO - Monza-Benevento 1-2.

LA CLASSIFICA - Taranto* 36 punti; Ternana 34; Pro Vercelli 29; Como* 27; Carpi 26; Sorrento**, Pisa, Avellino 25; Lumezzane 24; Tritium, Benevento**** 22; Foggia* 18; Reggiana** 16; Monza 13; Viareggio* 11; Spal** 10; Pavia 9; Foligno*** 6. Penalizzazioni: * Taranto, Como, Foggia e Viareggio 1 punto; ** Reggiana, Sorrento e Spal 2 punti; *** Foligno 4 punti; **** Benevento 6 punti.

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