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Calcio - La Juventus ne fa cinque al Lecce

I salentini vanno in vantaggio con Vucinic e poi commettono una serie di errori. Tripletta di Ibrahimovic e gol di Appiah e Nedved. Dalla Bona fissa il punteggio sul 5-2. I bianconeri ringraziano anche il Siena, che batte il Milan, e si staccano in testa con tre punti di vantaggio. Mercoledì si torna in campo
JUVENTUS-LECCE 5-2

JUVENTUS (4-4-2): Buffon 6; Pessotto 5 (33' st Birindelli sv), Thuram 5.5, Cannavaro 6, Zambrotta 5; Camoranesi 6, Appiah 6.5, Tacchinardi 6 (12' st Blasi 6), Nedved 6; Del Piero 5 (1' st Zalayeta 5), Ibrahimovic 8. In panchina: Chimenti, Montero, Kapo, Olivera.
Allenatore: Capello 6
LECCE (4-3-3): Sicignano 5.5; Diamoutene 5.5, Paci 5, Stovini 5.5, Rullo 5.5; Cassetti 6.5 (34' st Eremenko sv), Dalla Bona 5.5, Giacomazzi 5.5; Valdes 6 (46' pt Konan 6), Vucinic 7, Pinardi 6.5 (27' st Mattioli sv).
In panchina: Anania, Angelo, Marianini, Camisa.
Allenatore: Zeman 4 ARBITRO: Trefoloni di Siena 6 RETI: 7' pt Vucinic, 16' pt Appiah, 34' e 43' pt Ibrahimovic, 11' st Nedved, 37' st Ibrahimovic, 44' st Dalla Bona (rig)
NOTE: Pomeriggio grigio, terreno in buone condizioni. Spettatori: 30.000 circa. Ammonito: Cassetti. Angoli: 3-2 per il Lecce. Recuperi: 1' pt e 3' st.


BARI - Stavolta non è la rimonta subita per mano della Juventus a preoccupare, né il conto dei gol (cinque contro due) al passivo. Passi anche l'aver permesso a Ibrahimovic di siglare una tripletta, ad Appiah di piazzare il primo acuto stagionale, a Nedved di tornare alla rete. Si dimentichino pure l'ottimo inizio (che ha illuso) e l'incredibile sequela di omissioni che hanno permesso agli uomini di Capello di stravincere una partita che per loro si era messa in salita. La sconfitta contro la capolista, insomma, può essere dimenticata. Semmai, qui c'è da pensare seriamente alla progressiva discesa in atto ormai da cinque giornate (dopo l'1-0 contro il Messina del 27 febbraio, il Lecce ha conquistato solo due punti), alle pericolanti che si avvicinano, alla classifica che si accorcia e al calendario che da qui al 29 maggio propone ai salentini sfide ora più delicate. In vista delle ultime sette giornate, le priorità sono: recuperare pedine fondamentali come Ledesma, puntare su uomini collaudati (Diamoutene al centro della difesa con Cassetti a destra), in modo da ridurre al minimo le percentuali di errore e porre le basi per invertire la tendenza e tornare alla vittoria, che ormai sta diventando una specie di tabù con annessi strascichi psicologici.
Al Delle Alpi, il Lecce ha avuto la conferma di quanto sia importante il "faro" del centrocampo. Zeman, a causa dell'assenza di Ledesma, decide di consegnare la squadra a Dalla Bona, spostando Giacomazzi a sinistra e avanzando (a destra) la posizione di Cassetti. Ma in difesa, anziché affidarsi ad Angelo, come capitato in altre occasioni, preferisce dirottare sulla fascia il rientrante Diamoutene e confermare Paci (autore di una buona prova, e di un gol, con il Siena) al centro della difesa in coppia con Stovini (Rullo giostra sulla fascia sinistra). Capello, dal canto suo, in mancanza dell'infortunato Emerson, sceglie a centrocampo il duo Tacchinardi-Appiah (con Nedved a sinistra e Camoranesi a destra). Davanti a Buffon, c'è anche Pessotto (in luogo dell'indisponibile Zebina), che completa la retroguardia composta anche da Thuram, Cannavaro e Zambrotta. In attacco, fiducia a Ibrahimovic e Del Piero (Trezeguet starà fuori per parecchie settimane), mentre il Lecce si presenta col tridente Valdes-Vucinic-Pinardi.
La consegna del tecnico boemo è evitare l'aggressività iniziale dei bianconeri. Siccome la miglior difesa è l'attacco, i salentini si dipongono cortissimi e offendono subito. Dopo 16" prova dalla distanza Cassetti, al quale rispondono (3') sugli sviluppi della stessa azione prima Camoranesi e poi Nedved. Dovrebbe essere la Juve a imporsi, per cifra tecnica e motivazioni (c'è uno scudetto da conquistare), ma è il Lecce (che deve pur sempre salvarsi) a leggere meglio la gara in chiave tattica, sebbene sia un rimpallo a favorire i giallorossi al 7': Cassetti calcia ancora da lontano, una deviazione sposta la direzione della palla proprio nella zona di Pinardi, il quale si inserisce e anticipa l'uscita di Buffon alzando un pallonetto arretrato che trova pronto Vucinic alla rovesciata di destro: dodicesimo gol del montenegrino in campionato e Lecce in vantaggio.
La reazione della Juventus è rabbiosa, ma disordinata (ci prova Ibrahimovic al 14'). Ci pensano però i salentini a spianare la strada che porta al pareggio. Al 16', Tacchinardi ha tutto il tempo di pensare (nessuno pressa sul portatore di palla) e Appiah tutto lo spazio per inserirsi tra le maglie alte e larghe degli avversari: il ghanese se ne va da solo per 30 metri, aspetta l'uscita di Sicignano, lo mette a terra con una finta e piazza di destro il pallone nell'angolino. Se però il Lecce lascia autostrade in mezzo (accade anche al 25', quando Del Piero, su passaggio di Camoranesi, si ritrova solissimo: prodigioso il recupero di Diamoutene), la Juventus stenta a contenere il Lecce sulle fasce, soprattutto quando Vucinic (in evidenza anche su punizione al 18': Buffon manda in angolo) si allarga per ricevere a sinistra mettendo in crisi Pessotto e togliendo riferimento ai centrali juventini, continuamente attaccati dagli inserimenti degli avversari.
Precisione e freddezza, oltre che la classe individuale, fanno allora la differenza, anche perché la Juventus trova la chiave per saltare l'argine. Se aggiungiamo che spesso Stovini e Paci, sulle ripartenze manovrate e sui lanci che mirano a scavalcare le linee difensive leccesi, tardano a chiudere e a salire rendendo vulnerabile la difesa e inefficace la tattica del fuorigioco, si spiega perché il risultato prenda una piega devastante. Da una parte un'incursione di Cassetti (Cannavaro tagliato fuori) non è sfruttata da Vucinic né da Giacomazzi (23'), dall'altra Ibrahimovic dribbla Paci, che tenta di rimediare dopo aver sbagliato il tempo del fuorigioco, e segna il 2-1 al 34'. E ancora: Vucinic aggancia di destro e conclude fuori di sinistro (28'), mentre Nedved può fiondarsi in velocità e dare allo svedese l'assist del 3-1. Di destro o di sinistro, di potenza o di precisione, Ibrahimovic si dimostra infallibile.
Nella ripresa, il Lecce torna in campo senza aver nulla da perdere e confidando magari nella vena di Konan, autore nella scorsa stagione al Delle Alpi di una doppietta che contribuì al successo storico per 4-3 sui bianconeri. Entrato già nel recupero del primo tempo per sostituire Valdes, infortunatosi al 41' in uno scontro con Buffon (che si era opposto per ben due volte al cileno), l'ivoriano si dimostra meno reattivo del compagno, anche se al 54' si fa vedere dalle parti di Buffon. Peraltro, le residue speranze prima si affievoliscono ulteriormente al 55', quando Zalayeta (in campo al ritorno dagli spogliatoi in luogo di uno spento Del Piero) sfrutta un altro buco difensivo, "incartandosi" però davanti a Sicignano, e poi si azzerano completamente al 56' per un'altra prodezza, stavolta di Nedved. Il ceco prende palla da sinistra, si accentra e dai 30 metri lascia partire un destro sul primo palo che lascia di stucco il portiere del Lecce: 4-1.
La gara è chiusa, ancor più allorché Capello puntella il centrocampo (57') richiamando Tacchinardi e inserendo il più fresco Blasi. Le attenzioni dei tifosi si spostano allora su un altro campo, quello di Siena, dove il Milan è in vantaggio. Quando Chiesa segna e agguanta i rossoneri, la curva bianconera esulta, mentre i salentini devono accettare un altro smacco, cioè l'avvicinamento dei toscani. La scena si ripete con un'enfasi maggiore dopo un'ininfluente rete annullata a Konan (80') per un fuorigioco inesistente. In pochi secondi, un destro a girare di Ibrahimovic (tripletta e 15° centro in serie A) porta la Juve sul 5-1 (82') e, soprattutto, una rete di Cozza regala la vittoria al Siena. In classifica, la Juventus si stacca in vetta con un vantaggio di tre punti sul Milan, mentre il Lecce vede ridursi a cinque punti il vantaggio sulla terz'ultima, che diventa la Fiorentina. In questo contesto, passa nettamente in secondo piano il rigore, concesso per un presunto fallo di Cannavaro su Konan e trasformato da Dalla Bona (89'), che fissa il punteggio sul 5-2. Il pensiero va al turno infrasettimanale di mercoledì 20: in programma non solo Juventus-Inter e Milan-Chievo, ma, innanzitutto, Lecce-Bologna, che diventa il crocevia della stagione giallorossa.
G. Flavio Campanella

SERIE A, RISULTATI 31 A GIORNATA
ROMA - I risultati delle partite della 31/a giornata del campionato di serie A:
Bologna-Lazio 1-2, Brescia-Atalanta 1-0, Chievo-Parma 2-0, Inter-Cagliari 2-0, Juventus-Lecce 5-2, Livorno-Fiorentina 2-0, Siena-Milan 2-1; Messina-Udinese 1-0 (giocata ieri), Roma-Reggina 1-2 (giocata ieri), Sampdoria-Palermo 1-0 (giocata ieri).

SERIE A. CLASSIFICA DOPO 31a GIORNATA

******** Pt ** Pg ** Pv ** Pn ** Pp ** Gf ** Gs
Juventus ** 70 ** 31 ** 21 ** 7 ** 3 ** 55 ** 21
Milan ** 67 ** 31 ** 20 ** 7 ** 4 ** 51 ** 20
Inter ** 56 ** 31 ** 13 ** 17 ** 1 ** 56 ** 36
Sampdoria ** 51 ** 31 ** 15 ** 6 ** 10 ** 33 ** 23
Udinese ** 49 ** 31 ** 14 ** 7 ** 10 ** 46 ** 33
Palermo ** 47 ** 31 ** 12 ** 11 ** 8 ** 36 ** 31
Lazio ** 40 ** 31 ** 11 ** 7 ** 13 ** 39 ** 40
Roma ** 39 ** 31 ** 10 ** 9 ** 12 ** 50 ** 50
Cagliari ** 39 ** 31 ** 10 ** 9 ** 12 ** 44 ** 50
Livorno ** 39 ** 31 ** 10 ** 9 ** 12 ** 37 ** 36
Messina ** 39 ** 31 ** 10 ** 9 ** 12 ** 34 ** 42
Bologna ** 38 ** 31 ** 9 ** 11 ** 11 ** 29 ** 29
Reggina ** 38 ** 31 ** 10 ** 8 ** 13 ** 31 ** 38
Lecce ** 37 ** 31 ** 9 ** 10 ** 12 ** 53 ** 58
Chievo ** 34 ** 31 ** 9 ** 7 ** 15 ** 26 ** 43
Siena ** 33 ** 31 ** 6 ** 15 ** 10 ** 32 ** 45
Parma ** 33 ** 31 ** 8 ** 9 ** 14 ** 36 ** 51
Fiorentina ** 32 ** 31 ** 7 ** 11 ** 13 ** 34 ** 46
Brescia ** 30 ** 31 ** 8 ** 6 ** 17 ** 26 ** 41
Atalanta ** 27 ** 31 ** 6 ** 9 ** 16 ** 29 ** 39

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