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Bari, missione salvataggio per stadio, affari & pallone

di FABRIZIO NITTI
BARI - Giorni caldi attorno al club biancorosso, ad una società in dichiarate difficoltà finanziarie e ad una squadra che, invece, seguita a fare miracoli visto tutto ciò che sta attorno. «Se non dovesse andare in porto la trattativa con la Meleam - ha detto ieri mattina Elio Sannicandro, assessore allo sport del Comune - avremmo valide proposte da offrire ad un pool di imprenditori di Bari e provincia. Prima di Natale il Sindaco li incontrerà. E sapremo quanti saranno interessati al nostro progetto sportivo ed immobiliare»
Bari, missione salvataggio per stadio, affari & pallone
di FABRIZIO NITTI

BARI - Parole, progetti, idee, trattative e sospetti. Il calcio a Bari ormai somiglia a un «risiko», di quelli molto complicati. Anche se poi magari la soluzione è più semplice e più vicina di quanto si possa pensare. Una la priorità: al semplice tifoso biancorosso interessa «u’ Bar». E basta. Nessuno deve dimenticarlo. Con il Bari non si gioca... Giorni caldi attorno al club biancorosso, ad una società in dichiarate difficoltà finanziarie e ad una squadra che, invece, seguita a fare miracoli visto tutto ciò che sta attorno. «Se non dovesse andare in porto la trattativa con la Meleam - ha detto ieri mattina Elio Sannicandro, assessore allo sport del Comune - avremmo valide proposte da offrire ad un pool di imprenditori di Bari e provincia. Prima di Natale il Sindaco li incontrerà. E sapremo quanti saranno interessati al nostro progetto sportivo ed immobiliare. Il Bari è un patrimonio di inestimabile valore. Dobbiamo assolutamente evitare la distruzione della nostra squadra». 

Resta appunto da vedere in quanti risponderanno all’appello ed a quali condizioni, vista la «salute» economica della società barese. Per la cronaca, lunedì prossimo dovrebbe esserci l’epilogo della trattativa con la Meleam: il gruppo bitontino dovrà dare una risposta definitiva ai Matarrese. Non ci saranno più deroghe. Parallelamente, dunque, si percorre la strada illustrata ieri da Sannicandro, una strada che tocca più punti e parte dallo stadio San Nicola e da tutto ciò che sta attorno: «Il San Nicola è l’opera di architettura contemporanea più importante di Bari - ha detto illustrando il progetto -. Per questo abbiamo coinvolto l’arch. Renzo Piano, che ha progettato lo stadio. Lui ha accettato l’incarico, ritenendo la trasformazione l’unico modo per far sì che continui a vivere». 

Sulla carta l’arch. Piano ha disegnato una zona verde, ad ovest del San Nicola, un’altra rossa (ad est) dedicata alle attività commerciali ed un’altra (a sud) destinata agli spazi di ospitalità (anche un albergo). All’interno dell’«astronave», poi, sarebbe eliminata la pista di atletica con l’abbassamento e la riduzione (da 25.000 a 10.000 posti) dell’anello inferiore. «Il tutto può essere realizzato in cinque anni - ha poi chiuso Sannicandro -. I costi oscillano tra i 60 ed i 70 milioni di euro. Il Comune potrebbe vendere lo stadio o darlo in concessione per un lungo periodo, 30 o 60 anni. Una cosa è certa: ora lo stadio pesa un milione l’anno sulle casse del comune. Troppo. L’idea di trasformarlo, poi, si lega all’esigenza di dare una nuova compagine societaria al Bari calcio. Tanto meglio se i due progetti scorreranno sullo stesso binario». 

Chi compra uno, insomma, si prende pure l’altra. O viceversa. Ma i misteri del calcio sono infiniti. Ci sarebbe, si sussurra, una terza via. Quella che porterebbe ad una trattativa molto riservata fra la famiglia Matarrese e altri imprenditori disposti ad approfondire il discorso ed, eventualmente, affiancare l’attuale proprietà nel difficile compito di far nuovamente decollare il pallone a Bari. L’importante è che si faccia in fretta, anche se sono in pochi quelli disposti a credere che si potrebbe realmente arrivare alla sciagura di portare i libri in tribunale.

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