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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 22:16

Bari, riecco Castillo in panchina a Brescia

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Un'accelerata, quasi un blitz. Ieri mattina Guido Angelozzi è volato a Milano per chiudere la questione De Paula. Il Bari e l'attaccante brasiliano hanno firmato la risoluzione consensuale del contratto. Fin qui nessuna novità visto che da tempo si era parlato di questa eventualità. La notizia di giornata è che il «taglio» di De Paula spalanca immediatamente le porte della prima squadra a Nacho Castillo, che infatti ieri è partito con i compagni alla volta di Brescia
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Bari, riecco Castillo in panchina a Brescia
di Antonello Raimondo

BARI - Un'accelerata, quasi un blitz. Ieri mattina Guido Angelozzi è volato a Milano per chiudere la questione De Paula. Il Bari e l'attaccante brasiliano hanno firmato la risoluzione consensuale del contratto. Fin qui nessuna novità visto che da tempo si era parlato di questa eventualità. La notizia di giornata è che il «taglio» di De Paula spalanca immediatamente le porte della prima squadra a Nacho Castillo, che infatti ieri è partito con i compagni alla volta di Brescia. Cosa è cambiato, dunque, rispetto alle previsioni che parlavano di un reintegro alla riapertura delle liste, il 3 gennaio? Semplice. Il regolamento parla chiaro: in casi di infortuni particolarmente gravi, e quello di De Paula lo è visto che il brasiliano non tornerà a giocare prima di sette mesi, è possibile l'immediata sostituzione del calciatore escluso dalla lista, ovviamente non prima della rescissione del contratto.

Il Bari, dunque, riparte da Castillo, che non disputa una partita da fine marzo (Bari-Chievo 1-2, subentrò a Rudolf) e non fa gol da Napoli-Bari, seconda giornata di andata dell’ultima serie A (12 settembre 2010). Sì, proprio l'uomo sul quale sono stati «vomitati» veleni e cattiverie. L'emblema, per molti, dello sfascio della passata stagione. Il simbolo del fallimento, nonostante un minutaggio molto scarso. Nacho, pensate un po' che strana la vita, torna in sella al Bari quasi a furor di popolo. Tantissimi i tifosi che ne hanno auspicato il rientro in squadra. Magari gli stessi che, non più di qualche mese fa, non si sono limitati a esprimere dissenso ma hanno deciso di perseguire la strada dell'umiliazione. Inaccettabile.

Castillo, oggi, è un uomo felice. Soprattutto perché può tornare a fare quello che ama di più, e cioè giocare a calcio. E poi perché stare a guardare non piace a nessuno, nemmeno quando a 35 anni cominci, inevitabilmente, a pensare a una vita senza pallone. Castillo è lo stesso uomo, non una grinza in più sul volto. Sereno, compassato, professionale quando si trattava di commentare l'ostracismo dei baresi nei suoi confronti. Sereno, compassato, professionale anche oggi che tutti, quasi d'incanto, sembrano ricordarsi di lui. Nei suoi occhi, però, c'è anche altro. Il sacro furore di un argentino che non conosce la parola resa. La pazienza è stato il suo forte. Ora, però, serve altro. Carattere, cattiveria, anche un pizzico di fortuna. E poi gol, più possibile.

«No, scusate ma non mi guardo indietro - spiega Castillo - oggi sono concentrato sul presente. Pensavo di tornare in squadra da gennaio e invece eccomi qui in partenza con i compagni. A star fuori si soffre, però oggi ho una carica pazzesca dentro. Voglio sfogarla sul campo, voglio aiutare il mister e la squadra a tirarci fuori da questa situazione perché il Bari non è una squadra che può stare così in basso in classifica».

«Ho parlato con Torrente, mi ha spiegato il suo calcio - aggiunge Nacho - e devo dire che per un attaccante come me è un piacere cercare di inserirmi in un'idea tattica così offensiva. Vero, finora le cose non stanno andando come tutti vorremmo. Ma occhio a non cadere in trappola: se una squadra fa fatica a far gol la colpa non è certo solo di chi sta davanti. Inserirmi negli schemi non sarà un problema. Esattamente come ritrovare la migliore condizione fisica. Mi manca il ritmo partita, è solo questione di tempo. In campo a Brescia? Dall'inizio no. Ma se il mister decidesse di gettarmi nella mischia a partita in corsa... Certo non mi tiro indietro».

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