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Tolleranza zero contro la violenza negli stadi

Chiusa la riunione tra i vertici del Ministero dell'Interno e i dirigenti di Figc e Coni. Circolare alle questure di tutta Italia, con disposizioni di massima severità (anche sospensione delle gare). Carraro chiede la collaborazione delle società. Corioni: «Una follia la partita persa». Moratti: «Non mollo»
ROMA - Da domenica tolleranza zero negli stadi di calcio italiani: è il senso di quanto i vertici del Ministero dell'Interno hanno detto ai dirigenti di Figc e Coni, nella riunione sulla violenza convocata al Viminale alle 12 e durata circa un'ora e mezza. Presenti il ministro Giuseppe Pisanu e il capo della polizia, Gianni De Gennaro, nel vertice è stato preso atto senza alcun commento da parte del Viminale delle nuove norme varate ieri d'urgenza da Carraro (sospensione in caso di intemperanze e gara persa a tavolino). I vertici della Federcalcio sono stati informati del fatto che in queste ore una circolare sta per essere inviata alle questure di tutta Italia, con disposizioni di massima severità. I responsabili dell'ordine pubblico negli stadi hanno già, infatti, il potere di sospendere le partite.

«Il ministero ha preso atto dei nostri provvedimenti. Anche il ministro dell'Interno Pisanu non ritiene accettabile che partite si svolgano in clima di tensione. La cosa più sbagliata però sarebbe parlare delle competenze altrui. Il nostro interesse è che tutti i campionati si svolgano senza problemi mentre governo e Parlamento avranno l'occasione il prossimo giugno di migliorare la legge antiviolenza dopo questi ultimi avvenimenti». Lo ha detto il presidente della Figc, Franco Carraio. «Da parte di tutte le istituzioni calcistiche -afferma Carraro- ci sarà sempre grande collaborazione con il governo e con il Coni. C'è grande rispetto per il ministero e per le forze dell'ordine e anche la gratitudine per tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine che domenicalmente consentono lo svolgimento delle partite».
«Anche ieri -prosegue Carraro- prima della partita tra Juventus e Liverpool c'era grande tensione ed è stato necessario un grande dispiegamento di forze dell'ordine, questo è stato possibile solo perché si trattava dell'unica partita in calendario. Durante il campionato un tale schieramento non sarebbe possibile».
Il presidente Carraro ha poi sottolineato l'importanza della collaborazione da parte delle società calcistiche per prevenire episodi di violenza. «Ci sono delle leggi dello Stato -dice il numero uno della Figc- e dei regolamenti sportivi che mi auguro le società rispettino. E' importante che i club facciano tutto il possibile per prevenire episodi di inciviltà così come tutte le dichiarazioni che vengono fatte per ottenere qualche cosa a breve termine dovrebbero invece essere fatte nell'interesse generale e non personale.
Gli incidenti di San Siro hanno danneggiato l'immagine del calcio italiano a livello internazionale, ma Carraro si augura che non ci siano ripercussioni sulla candidatura dell'Italia agli Europei del 2012. «Sicuramente questi incidenti -commenta Carraro- non ci hanno avvantaggiato. Spero però che abbiano richiamato l'attenzione su questi episodi e che ci sia quindi il tempo per sistemare le cose».
Intanto, Moratti non lascia. Il presidente dell'Inter non cede dopo quel che è accaduto durante l'euroderby Inter-Milan. «No, le situazioni difficili non mi stancano, anzi mi viene di difendere la società. È stato choccante vedere quello che è successo. All'improvviso mi è venuta voglia di chiedere scusa per quello che vedevo».

Circa la decisione di dare partita persa a tavolino, interviene il patron di un altro club di serie A, il Brescia. «E' una pazzia. Così i club sono ostaggi dei tifosi. Si segua l'esempio dell'Inghilterra. L'idea di dare partita persa per il primo fumogeno in campo è una cosa che non sta in cielo né in terra - ha spiegato il massimo dirigente del club lombardo -. Il caso dell'Inter e del derby di martedì scorso lo ha dimostrato. Ogni squadra ha un gruppo di tifosi pazzi che se sa di danneggiare una società lo fa appositamente. Così facciamo diventare i club ostaggio dei tifosi. E' una pazzia». Quali, dunque, i possibili provvedimenti da adottare? «L'unica - risponde Corioni - è prendere queste persone e vietargli lo stadio per 10 anni. Abbiamo l'esempio dell'Inghilterra ma non vogliamo seguirlo. Lì hanno fatto delle leggi severissime. Io ad esempio vorrei fare lo stadio nuovo senza barriere però prima bisogna non solo educare, ma anche reprimere i tifosi altrimenti si parla sempre a vuoto».
Domenica una delle gare maggiormente a rischio è proprio il derby lombardo del Rigamonti tra Brescia ed Atalanta, ma Corioni lamenta la scarsa possibilità di intervento da parte delle società: «Noi di appelli ne facciamo in continuazione - spiega - Non possiamo avere rapporti con le tifoserie organizzate. Non facciamo altro che raccomandarci alla polizia. Dicono che dobbiamo controllare noi? Ci diano l'autorità per farlo».

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