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E' basket-mania: tutti a tifare per Cus Bari

di NINNI PERCHIAZZI
Entusiasmo, passione, agonismo, divertimento: è questa l’aria (nuova) che si respira al PalaFlorio per le partite della Nuova Pallacanestro Bari targata Liomatic Group, che ad ogni appuntamento domenicale sta attirando il pubblico delle grandi occasioni. Mai meno di duemilacinquecento spettatori per volta (con un picco di oltre 4mila) hanno scelto di sposare la causa del basket, finalmente, dopo 30 anni, riproposto nel capoluogo ad alto livello con la neonata Divisione nazionale A
E' basket-mania: tutti a tifare per Cus Bari
di NINNI PERCHIAZZI

Entusiasmo, passione, agonismo, divertimento: è questa l’aria (nuova) che si respira al PalaFlorio per le partite della Nuova Pallacanestro Bari targata Liomatic Group, che ad ogni appuntamento domenicale sta attirando il pubblico delle grandi occasioni. Mai meno di duemilacinquecento spettatori per volta (con un picco di oltre 4mila) hanno scelto di sposare la causa del basket, finalmente, dopo 30 anni, riproposto nel capoluogo ad alto livello con la neonata Divisione nazionale A, il campionato ideato con l’intento di mettere in mostra i giovani talenti italiani. 

Così tra appassionati, ex giocatori, scuole di minibasket e semplici curiosi coinvolti nel fenomeno basket, si è creato una sorta di parterre de roi, non solo istituzionale, scopertosi (o rivelatosi) affetto dal morbo della palla a spicchi: dal sindaco al sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, ai presidenti della Fiera del Levante e della Camera di commercio, all’assessore allo Sport, Elio Sannicandro, spesso vicini al presidente del Cus, Renato Laforgia.
«Il basket mi piace perché è uno sport di idee, da fare in tanti modi sempre diversi uno dall’altro», afferma Giandomenico Vaccari , motore artistico e organizzativo dell’Ente lirico, tifoso dal palato fine, pur non avendo mai praticato la disciplina - «mi dicevano sempre che ero troppo piccolo» -. «La mia passione nasce nel ‘66 quando, tifoso della Simmenthal Milano, le mitiche scarpette rosse, assistetti alla vittoria della coppa dei campioni (la prima volta di un team italiano, ndr) - rivela -, ma poi sono stato fan dell’Ignis di Meneghin e della Virtus Bologna di Ettore Messina, quella che ha vinto tutto che seguivo perché vivevo a Bologna». 
«Bari è una bellissima realtà - afferma - perché è un giusto mix tra giovani ed esperti, guidata da un coach a cui faccio i complimenti per come ha gestito il finale infuocato con Capo d’Orlando. Una vittoria così entusiasmante è una benzina eccezionale per il movimento barese. Finalmente un’alternativa al calcio». 

Parte da lontano anche l’attaccamento del presidente della Campionaria, Gianfranco Viesti - «Quando vivevo a Milano, i miei amici brindisini mi portavano a vedere la Bartolini, ma ho seguito anche la Cagiva Varese (correvano gli anni ‘80, ndr)» - che da breve si è riavvicinato al mondo dei canestri. «La passione mi è nata un paio d’anni fa, assistendo con mio figlio alle partite del Cus Bari, da allora non ho più mollato», afferma, motivando il suo gradimento. «Il basket è veloce, divertente, spettacolare - dice - e poi mi piace l’aria che si respira al PalaFlorio, il clima che si è creato, con tanti giovani». «Mi piace - sottolinea - che a Bari ci sia ai vertici una squadra che non sia di calcio». 

Passione tanta, competenza altrettanta. Errico Ronzo, direttore generale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, già protagonista del basket barese anni ‘80 (quando allenò il Cus e la Banca popolare di Bari vincendo un paio di campionati) è stato coinvolto nel progetto di rilancio del movimento cestistico del capoluogo. Il «capitano» (così è noto in Campania per i suoi trascorsi da playmaker ad alto livello prima e da allenatore poi) è infatti il presidente della neonata Nuova Pallacanestro Bari, la costola staccatasi dal Cus Bari per ragioni statutarie in modo da poter partecipare al campionato. 
«Quando Ambrosi mi ha chiamato per coinvolgermi nella nuova avventura cestistica - racconta - non ho potuto dire di no, impegnandomi a dare credibilità e anche un aiuto economico». Ronzo, casertano doc, ma ormai barese adottivo, svela un obiettivo non secondario. «Mi fa piacere fare questo per Bari - sostiene - perché non ho mai compreso il motivo per il quale non fosse riuscita a fare il salto di qualità nel basket. Noi adesso stiamo seminando, ma dobbiamo avere pazienza. Occorre capire che è necessario avere una formazione di alto livello, che possa essere da esempio per i giovani, anche per la loro crescita».

Il presidente, la cui famiglia vive a Verona, fa i salti mortali per assistere ai match della Liomatic, ma al cuor non si comanda. «Nel sangue c’è quella passione che a voltemi dà anche un po’ di dolore, perché se potessi scenderei in campo a giocare...», confessa. 

Chi sul parquet ci va davvero è il presidente della Camera di Commercio, Sandro Ambrosi, uno degli artefici del nuovo corso barese, che in qualità di dirigente accompagnatore della squadra siede in panchina. Anche Ambrosi, classe ‘52, vanta un passato da giocatore (ovviamente del Cus) e da allenatore. «Il basket è una cosa che hai dentro, è una specie di droga, di malattia, un grande amore: quando sono sul rettangolo di gioco dimentico tutto», dice pregando di non descriverlo come Dottor Jeckyll e Mister Hyde, quando passa dalla grisaglia all’immancabile maglione con l’amato stemma del Cus. «Quando il sindaco ci ha prospettato questa opportunità l’abbiamo colta al volo», dice con riferimento alla wild card offerta direttamente dal presidente della Fip, Dino Meneghin, frutto di una promessa fatta a Michele Emiliano. «I successi di partecipazione con la nazionale - dice il primo cittadino - mi hanno fatto capire la fame di grande sport della città. Speriamo di proseguire su questa strada». «Però - dice ancora Ambrosi - ho inteso porre una condizione essenziale: fare una sorta di alleanza con tutte le società cittadine, in modo da poter allestire una squadra forte per ciascuna categoria giovanile, partendo dal minibasket fino ad arrivare alla prima squadra. Il nostro programma è pluriennale: puntiamo a fare la Legadue tra qualche anno, con il maggior numero possibile di giocatori cresciuti nel nostro vivaio» . Che sia la svolta per il basket barese? Per adesso la Liomatic si gode il primo posto del girone Sud Est e il grande affetto del pubblico.

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