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Violenza negli stadi - «Misure drastiche»

Nota di Palazzo Chigi dopo l'euroderby di calcio Inter-Milan, sospeso per intemperanze dei tifosi: «Dall'analisi complessiva balza evidente il rischio di eventi ancora più gravi, rischio che deve essere scongiurato in ogni possibile modo». Venerdì si pronuncia l'Uefa: adotterà la mano pesante nei confronti del club neroazzurro
ROMA - «Dall'analisi complessiva balza evidente il rischio di eventi ancora più gravi, rischio che deve essere scongiurato in ogni possibile modo»: è quanto sottolinea Silvio Berlusconi in una nota diffusa al termine di un incontro con il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu sui temi violenza negli stadi.
Nel corso dell'incontro Berlusconi ha tra l'altro esortato il ministro a proseguire sulla linea della fermezza da tempo adottata. «Il riaccendersi - si legge nella nota di Palazzo Chigi - della violenza comune e politica negli stadi di calcio: è questo il tema principale del lungo colloquio nel corso del quale il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha illustrato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la situazione nei minimi dettagli». «Il ministro Pisanu - prosegue il comunicato - ha riferito anche sulle misure poste in essere per fronteggiare immediatamente ogni atto di violenza e per prevenire fatti gravi come quelli accaduti anche nella notte scorsa a Milano e Torino». «Dall'analisi complessiva - si legge ancora nella nota - balza evidente il rischio di eventi ancora più gravi, rischio che deve essere scongiurato in ogni possibile modo». «Il presidente Berlusconi - conclude il comunicato - ha esortato il ministro dell'Interno a proseguire sulla linea di fermezza da tempo adottata, dedicando particolare impegno alle attività di prevenzione, senza però escludere, se necessario, il ricorso alle misure più drastiche».

«Alle inaccettabili violenze di questi giorni si è arrivati a causa di una grave sottovalutazione, negli ultimi anni, circa il potere di condizionamento che le tifoserie ultras esercitano ormai sul mondo del calcio». Lo ha affermato Claudio Giardullo, segretario generale Silp-Cgil. «Una sottovalutazione - ha rilevato Giardullo - che rafforza i rischi per la legalità e l'ordine pubblico nel nostro Paese, specie di fronte alle infiltrazioni politiche che sono state ripetutamente segnalate». «Se si vuol arginare la crescita di questo contropotere illegale e del suo carico di violenza - secondo il segretario del Silp - è bene che il Governo pensi al rafforzamento delle attività di prevenzione delle forze di polizia e degli strumenti a disposizione dello Stato per tenere i violenti lontano dagli stadi».
Ma, ha sottolineato, «è necessario che anche il mondo del calcio faccia fino il fondo la propria parte, spezzando l'ambiguo rapporto che alcune società hanno scelto di subire rispetto agli ultras e non alimentando l'idea che quanto sta succedendo sia normale, compreso il prezzo che le forze dell'ordine stanno pagando e che la società civile pagherà sempre di più, per un'ingiustificata e pericolosa indulgenza, da qualunque parte provenga, verso la violenza».

Si torni al decreto contro la violenza negli stadi che era stato emanato dal governo nell'agosto del 2001. A chiederlo al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu sono due esponenti di FI: Maurizio Paniz, che di quel provvedimento fu relatore alla Camera e Italico Perlini, capogruppo 'azzurrò in commissione Giustizia di Montecitorio. I due parlamentari di Forza Italia invitano il governo «a riproporre l'originario testo del decreto con le importanti forme di repressione che il Parlamento aveva poi modificato sulla spinta di alcuni interventi 'buonistì di diversi deputati».
Dopo aver sottolineato che entrambi «sostengono fermamente la presa di posizione del ministro Pisanu», del quale «condividono la ferma condanna per le recenti manifestazioni di violenza ed il proposito di chiudere, se necessario, gli stadi», Paniz e Perlini insistono «nel considerare prioritaria una più rigida forma di repressione degli illeciti negli stadi». Proprio «sulla base dell'esperienza maturata nei mesi in cui è stato in vigore il decreto».
E poi invitano le società sportive ad adottare «tutte le forme di prevenzione previste dalla vigente normativa in modo che siano tempestivamente individuati attraverso le telecamere gli autori di così indegni spettacoli». Paniz e Perlini infine «si augurano che la magistratura sia ferma nel reprimere fatti che danno un'immagine indegna del nostro Paese come è accaduto anche ieri sera».

Intanto, sono in corso in Questura a Milano una serie di accertamenti per l'individuazione dei tifosi che ieri sera si sono resi responsabili dei disordini durante la partita di Champions League, Inter-Milan. Secondo quanto precisato dalla Polizia, inoltre, due tifosi sono stati denunciati prima dello svolgimento dela partita. I due tifosi denunciati sono stati scoperti, prima di varcare i cancelli di ingresso, con due pacchi di "torce", i classici fumogeni. Il materiale pirotecnico, una quarantina di pezzi, è stato sequestrato e i possessori sono stati denunciati. «Stiamo lavorando per identificare i responsabili - ha spiegato il Questore di Milano, Paolo Scarpis - un gruppo di circa 200 persone, che si trovava al centro della curva interista: un gruppo relativamente isolato, quindi, anche se in un certo qual modo protetto dagli altri tifosi che si trovavano intorno».
Delle indagini si sta occupando la Digos, che sta visionando i filmati dei disordini. In base alle recenti normative sulle violenza negli stadi, la polizia ha la possibilità di prendere provvedimenti differiti sino a 48 ore dopo, dal momento in cui si sono verificati gli episodi.

La commissione disciplinare dell'Uefa, chiamata venerdì a decidere sugli incidenti di ieri a Milano, adotterà sicuramente la mano pesante. Secondo quanto trapelato oggi dall'Uefa le giornate di squalifica per la squadra nerazzurro saranno non meno di due. «Nell'adottare la propria decisione la disciplinare terrà conto anche dei precedenti», ha spiegato oggi all'Ansa Robert Faulkner, capo ufficio stampa dell'Unione calcistica europea.
Il nuovo episodio di violenza potrebbe inoltre gettare un'ombra sulla candidatura italiana per gli Europei del 2012. «E' estremamente prematuro - dice Faulkner - valutare se questi ripetuti incidenti avranno conseguenze sulla candidatura italiana all'organizzazione dell'Europeo 2012. Siamo solo alla prima fase di esame dei dossier. L'esecutivo effettuerà la sua scelta definitiva (a fine 2006, ndr) tenendo conto di molti fattori». Tuttavia sottolinea che «la sicurezza nello stadio e nei suoi dintorni rappresenta indubbiamente una priorità per l'Uefa.
Proprio i precedenti fanno temere il peggio per l'Inter: il 2 marzo del 2001, il campo di San Siro venne squalificato dall'Uefa per due giornate in seguito agli incidenti che avevano contrassegnato la gara di Coppa Uefa Inter-Alaves. Anche in quel caso, un nutrito lancio di oggetti in campo costrinse l'arbitro a sospendere la gara e poi a fischiare la fine con cinque minuti di anticipo. L'articolo 18 del regolamento disciplinare dell'Uefa precisa che «esiste recidiva se una misura disciplinare è nuovamente pronunciata entro cinque anni. La recidiva costituisce una circostanza aggravante».
La commissione disciplinare dell'Uefa, che si riunirà venerdì alle ore 14 a Nyon, potrebbe però anche decidere due o più turni di partite a porte chiuse. Da quanto trapela dall'Uefa sembra invece esclusa l'ipotesi di far giocare gli ultimi minuti dell'Euroderby. Questo, come già accaduto all'Olimpico in occasione di Roma-Dinamo Kiev, per non penalizzare la squadra ospite (in questo caso il Milan), peraltro già in vantaggio di gol. «In primo luogo - chiarisce Faulkner - la commissione dovrà decidere il risultato della partita». In pratica l'Uefa vedrà se omologare il risultato della gara ad un quarto d ora dal termine (1-0 per il Milan) oppure, se, come appare più probabile, dare la vittoria 3-0 a tavolino alla squadra rossonera. In entrambi i casi il Milan, estraneo agli incidenti, si qualificherebbe per le semifinali. La commissione, la cui composizione non verrà comunicata prima di venerdì stesso, «esaminerà i rapporti dell'arbitro, del delegato Uefa e dei responsabili della sicurezza - continua Faulkner - e, verosimilmente, anche i filmati televisivi».
Non è la prima volta in questa stagione che i tifosi italiani si mettono in cattiva luce in campo europeo. La Roma ha dovuto giocare due partite di Champions League a porte chiuse (oltre alla sconfitta a tavolino 3-0) per il ferimento dell'ex-arbitro Frisk in occasione della gara contro la Dinamo Kiev. All'Olimpico è stata comminata una giornata di squalifica per i cori razzisti in Coppa Uefa dei tifosi laziali contro l'attaccante camerunense del Partizan Belgrado Pierre Boya.

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