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Lecce, alta tensione a Napoli la verità

di MASSIMO BARBANO
LECCE - La tensione è altissima e che il risultato della partita di questa sera al San Paolo possa condizionare anche il futuro della panchina è opinione abbastanza consolidata che non negano neanche gli addetti ai lavori. «Purtroppo il calcio funziona così, quando non arriva il risultato, il primo che paga è l’allenatore», dice Djamel Mesbah, che si è fatto poportavoce della squadra stante il silenzio stampa, molto indicativo della situazione, dell’allenatore Eusebio Di Francesco, «ma questo non significa che l’allenatore sia il colpevole di questa situazione. Anzi»
Lecce, alta tensione a Napoli la verità
di Massimo Barbano

LECCE - La tensione è altissima e che il risultato della partita di questa sera al San Paolo possa condizionare anche il futuro della panchina è opinione abbastanza consolidata che non negano neanche gli addetti ai lavori.

«Purtroppo il calcio funziona così, quando non arriva il risultato, il primo che paga è l’allenatore», dice Djamel Mesbah, che si è fatto poportavoce della squadra stante il silenzio stampa, molto indicativo della situazione, dell’allenatore Eusebio Di Francesco, «ma questo non significa che l’allenatore sia il colpevole di questa situazione. Anzi, per come la vedo io, Di Francesco ha lavorato molto bene, fin dal ritiro precampionato, ma in campo ci vanno i giocatori. Se è vero che il mister è a rischio Credo che in questo momento dobbiamo dare tutti ancora qualcosa di più per fare risultato».

Poi una sferzata alla squadra che è anche una velata critica contro qualcuno in generale. «Siamo in un momento di difficoltà, ma adesso dobbiamo alzare la testa, correre di più, essere più aggressivi e cominciare a fare punti, perché adesso non si può più aspettare. Dall’inizio del campionato, c’è sempre qualcosa che manca. A volte c’è l’errore di qualcuno, o la mancanza di cattiveria agonistica. A questo punto bisogna dare sempre il cento per cento, se qualcuno non se la sente di farlo, rimanga a casa. Per salvarci dobbiamo essere al cento per cento tutti insieme. L’anno scorso ci siamo salvati, abbiamo fatto un piccolo miracolo e siamo in grado di poterlo ripetere anche quest’anno. A cominciare dal Napoli bisogna fare dei punti. Siamo tutti maturi, anche se è una squadra giovane».

Nei ricordi c’è sempre l’immagine della beffa dello scorso anno con la rete di Cavani al novantaquattresimo.

«È un ricordo amaro, ma si può partire da quello, perché l’atteggiamento di quella partita fu quello giusto. Eravamo compatti e se avessimo sfruttato meglio le occasioni, probabilmente la partita l’avremmo vinta. Il Napoli ha una squadra fortissima che adesso va bene anche in Champions, è un gruppo che si conosce bene, ma dobbiamo giocare senza paura, concedere meno che niente, perchè anche quando non hanno spazio riescono a fare delle cose buone».

Nonostante forza e blasone, Mesbah vede difficile il compito di Cavani e compagni. «posso dire che il Napoli avrà tante difficoltà, perché noi saremo compatti, aggressivi, non avremo paura. Non è l’ultima del campionato, ma una partita importante, adesso siamo ultimi e dobbiamo risalire».

E poi, c’è la difficoltà della squadra di Mazzarri contro le «piccole». «È accaduto in casa contro il Parma e a Bergamo, con le piccole il Napoli ha stentato, ma per fare risultato dobbiamo fare la partita al 120 per cento. Non importa come, ma serve un risultato positivo, almeno un punto. Le grandi hanno sempre difficoltà con le piccole ed è su questo che dobbiamo puntare, andiamo tutti compatti e difendiamoci bene».

In controtendenza sull’uomo più pericoloso del Napoli. «C’è Cavani che fa gol sempre, ma temo di più Lavezzi il giocatore più pericoloso di questo Napoli è lui. Senza Lavezzi togli almeno il 20-30% al Napoli.

Il Lecce giocherà con un nuovo modulo ultracoperto. «Abbiamo provato due tre schemi diversi, non so quale sarà la scelta del mister, ma la cosa più importante è l’atteggiamento di tutti insieme nello stesso momento».

Mesbah è risultato terzo nella classifica del pallone d’oro dell’Algeria. «Giornalisti allenatori, ex nazionali, ma anche la gente ha deciso così, per la regolarità che ho avuto nell’anno 2011. Hanno influito le prestazioni che ho fatto con la nazionale anche se i risultati non sono stati sempre buoni, ma anche il campionato con il Lecce. Se non avessi fatto bene a Lecce non avrei avuto questa possibilità».

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