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Calcio/Serie A - Il Lecce si fa rimontare ancora

Risultato finale 2-2 in casa contro il Siena, con reti di Konan, Maccarone, Paci e Taddei. I risultati della 30ª giornata del campionato e la classifica
Lecce - Siena 2-2 (1-1)
• LECCE (4-3-3): Sicignano 7, Cassetti 6, Paci 6.5, Stovini 6.5, Rullo 5.5, Giacomazzi 6, Ledesma 6 (4' st Eremenko 5.5), Dalla Bona 6, Valdes 5.5, Bjelanovic sv (9' pt Konan 6), Pinardi 6 (28' st Angelo 5.5). (27 Anania, 4 Diarra, 23 Marianini, 30 Camisa). All: Zeman 6.
• SIENA (3-4-1-2): Manninger 7, Mignani 6 (23' st Cirillo sv), Tudor 5.5, Portanova 6, Alberti 5.5 (17' st Pecchia 6), D'Aversa 6.5, Vergassola 6, Falsini 6, Cozza 6, Chiesa 6 (8' st Taddei 6.5), Maccarone 6.5. (14 Fortin, 19 Di Donato, 30 Pasquale, 33 Colonnese). All: De Canio 6.
• Arbitro: Rosetti di Torino 6.
• Reti: nel pt 11' Konan, 18' Maccarone; nel st 11' Paci; 36' Taddei.
Recupero: 3' e 4'.
• Ammoniti per scorrettezze Stovini, Tudor, Alberti, Pinardi, Maccarone, Cirillo, Falsini.
• Angoli: 4-2 per il Siena.
• Note: spettatori 10.700 per un incasso (compresi gli abbonati) di euro 121.478.
*** I GOL 11' pt - Giacomazzi lancia Konan che brucia sul tempo la difesa avversaria e insacca sulla sinistra del portiere toscano.
18' pt - Dopo una mischia convulsa in area leccese D'Aversa serve sulla sinistra Maccarone che al volo batte Sicignano.
11' st - Calcio d'angolo per il Lecce, corta respinta della difesa senese e girata volante di sinistro di Paci con pallone in porta.
36' st - Azione personale di Taddei che si impossessa del pallone e da una quindicina di metri con un pallone carico di effetto sorprende Sicignano.

LECCE - Neppure la sosta forzata è servita per invertire la tendenza. Il Lecce si fa rimontare anche dal Siena (2-2) e si fa sfuggire l'opportunità per chiudere virtualmente il discorso salvezza. Due volte avanti (con Konan e Paci) e due volte ripresi (da Maccarone e da una strepitosa rete di Taddei), i giallorossi falliscono il tentativo di distanziare ulteriormente i toscani terz'ultimi. Andare a +10 avrebbe significato ipotecare la permanenza. Invece, le lunghezze di vantaggio restano sette, un divario comunque notevole per affrontare in tranquillità le ultime otto partite del campionato di serie A, sebbene il calendario nel prossimo turno (trentunesima giornata) proponga la trasferta di Torino contro la Juventus (c'è anche Siena-Milan).
Per chiudere i conti e tentare una scalata alla zona Uefa, Zeman reputa (a ragione, visti i risultati) Valdes più adatto di Konan (che poi entrerà in un altro ruolo) per fronteggiare la disposizione del Siena e garantire comunque i tagli in fase offensiva, per cui il tridente è formato dal cileno (a sinistra), da Bjelanovic (in mezzo, al posto dello squalificato Vucinic) e da Pinardi (a sinistra). Per il resto, va in campo la formazione annunciata, Paci compreso, che sostituisce al centro della difesa Diamoutene, l'altro appiedato dal giudice sportivo. Nessuna novità nel Siena. De Canio ripropone la stessa squadra che ha battuto la Lazio per 1-0. Difesa a tre (Mignani, Tudor e Portanova), centrocampo a cinque (Alberto, D'Aversa, Cozza, Vergassola e Falsini) con Cozza che ha facoltà di staccarsi per imbeccare le punte Chiesa e Maccarone.
La partita che potrebbe decidere la stagione del Lecce inizia sotto cattivi auspici. Al primo scatto (5'), il croato Bjelanovic s'infortuna alla gamba destra (problemi muscolari). Resta in campo per qualche minuto, poi chiede il cambio, che avviene al 9'. Non c'è il tempo di porsi la domanda se il subentrato Konan, per la prima volta schierato da terminale offensivo, possa trovarsi a suo agio (lui che parte di solito da esterno) perché l'ivoriano risponde spazzando ogni dubbio. Riceve da Giacomazzi (10'), che conquista palla e con un lancio immediato spiazza i centrali difensivi del Siena, si aggiusta in corsa il pallone sul sinistro e trafigge Manninger.
La supposta iella si trasforma in fortuna sfacciata. Ma il confronto è tutt'altro che deciso perché anche in area leccese un misto tra errori di posizione e buona sorte (che stavolta aiuta i toscani) porta al pareggio al 19'. Su un corner del Siena, il movimento dei giallorossi (che sui calci d'angolo difendono a zona) è ritardato su una ribattuta corta: sia Vergassola (tiro ribattuto) sia D'Aversa si trovano all'interno dei sedici metri pronti a calciare senza avversari alle costole. Al secondo tentativo, una conclusione sbagliata si trasforma in un assist perfetto per Maccarone, che corregge mandando in rete.
Di sicuro, il Siena non è la squadra che ha meritato i bassifondi della classifica. La cura De Canio si vede. I bianconeri sanno essere duttili, grazie agli esterni (Alberto da una parte, Falsini dall'altra), che sanno difendere e attaccare con i tempi giusti. La dimostrazione più pericolosa arriva al 32' (ma i toscani si erano resi già pericolosi con un tiro di Chiesa al 25' parato da Sicignano): Chiesa allarga sulla sinistra per Falsini, il cui cross è sfruttato da Maccarone con una girata al volo di sinistro che termina di poco alta sulla traversa. Buon per il Lecce, però, che gli avversari se la giochino, cioè concedano anche gli spazi per il contrattacco, come al 20' (Pinardi calcia malamente su taglio di Valdes senza accorgersi di Konan solo in area).
L'ultimo quarto d'oradel primo tempo è un botta e risposta continuo. Dopo una punizione centrale di Dalla Bona (37'), il Lecce ricama al 38' e al 39': nel primo caso, Giacomazzi pesca ancora Konan, che attrae un nugolo di avversari e serve indietro, al limite dei sedici metri, Dalla Bona, il cui esterno destro, da posizione centrale, è fuori misura; nel secondo affondo, Rullo da sinistra pennella un cross perfetto per Konan, ma il colpo di testa dell'ivoriano termina al lato. La risposta del Siena arriva, ma non con azioni di aggiramento. Ci provano dalla distanza prima Cozza (41') e, soprattutto, D'Aversa (42'), su cui si supera ancora Sicignano.
Anche nella ripresa Zeman deve provvedere subito a una sostituzione. Ledesma, toccato duro nel primo tempo, non ce la fa a continuare ed è costretto a uscire (lasciando la fascia di capitano a Stovini). Entra Eremenko (50') e il centrocampo si risistema: il finlandese va a sinistra, Dalla Bona passa in mezzo a fare le veci dell'argentino. Il Lecce non ne risente (prova ne è la combinazione al 52' Giacomazzi-Valdes-Konan, con tocco di esterno sinistro di quest'ultimo che Manninger riesce a intercettare). Tanto che De Canio decide (53') di cambiare assetto. Fuori Chiesa (che non la prende bene) e dentro Taddei. Il modulo diventa un 4-3-3 speculare con Mignani a destra in difesa (Portanova, Tudor e Falsini completano la linea), Alberto, D'Aversa e Vergassola a centrocampo e Taddei libero a sinistra di spingere e costringere Cassetti a indietreggiare. Cozza si mette alto a destra, Maccarone è l'unica punta.
In effetti, questa è la partita dei rincalzi, ma, per ora, di quelli del Lecce. Al 55' il Siena si fa infilare restituendo il favore ai salentini. Sugli sviluppi di un corner, Giacomazzi tocca di testa facendo arrivare la palla sui piedi di Falsini, che rinvia male proprio sul sinistro di Paci, piazzato al centro dell'area. Il difensore carica il sinistro e batte Manninger per la disperazione di De Canio, che modifica ancora la squadra: al 61' richiama Alberto e piazza Pecchia a ridosso di Maccarone (passando a un 4-2-3-1 molto offensivo) e al 69' toglie Mignani per Cirillo, ritenuto più adatto a fare l'esterno destro basso.
Il Siena si espone, ma la pressione crea pericoli. Dopo una punizione di D'Aversa al 70' (Sicignano ci mette una mano), c'è una mischia in aera su palla messa in mezzo da Falsini: né Maccarone (forse ostacolato fallosamente da Stovini) né Cozza ci arrivano. Gli schemi saltano progressivamente e aumentano i capovolgimenti di fronte, sia perché i toscani, in forcing, lasciano spesso sguarnita la parte centrale della difesa sia perché il boemo toglie Pinardi, inserisce Angelo (73') e sposta Valdes dalla parte di Cirillo, che soffre le pene dell'inferno. Le occasioni fioccano, Sicignano e Manninger si ergono a protagonisti.
Ma è la sfida a distanza tra Taddei e Konan a decidere il punteggio. Il brasiliano e l'ivoriano hanno due occasioni a testa, ma se la punta di colore del Lecce si mangia letteralmente due gol già fatti, mandato a rete sempre centralmente prima da Giacomazzi (79') e poi direttamente da Sicignano (favorito dal fortissimo vento di scirocco, ma anche bravo a trovare un varco lasciato incredibilmente aperto da Portanova), il fantasista sudamericano si inventa una prodezza da campione quando all'81' parte da sinistra, si avvicina all'area di rigore e lascia partire un destro a giro che lascia di stucco Sicignano, che per fortuna nel recupero è invece attento su un altro tentativo (91') ed evita la beffa.
G. Flavio Campanella

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