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Lecce e il «sintetico» i tanti infortuni ora hanno un perché

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Nella crisi del Lecce, ultimo in classifica nella serie A di calcio, ha una parte anche il «sintetico». Tanto che la società si sta attivando per reperire un altro campo per gli allenamenti, probabilmente a Squinzano. Eppure, quel gioiello di moderna tecnologia è costato ben 500mila euro e nel 2007, quando fu realizzato dalla ditta «Tecnologie sportive» di Bari, venne illustrato come un gioiello di ultimissima generazione che, a fronte del notevole costo di ristrutturazione, avrebbe portato nel tempo un notevole risparmio in termini di manutenzione ed irrigazione
Lecce e il «sintetico» i tanti infortuni ora hanno un perché
di Massimo Barbano

LECCE - Nella crisi del Lecce ha una parte anche il «sintetico». Tanto che la società si sta attivando per reperire un altro campo per gli allenamenti, probabilmente a Squinzano.

Eppure, quel gioiello di moderna tecnologia è costato ben 500mila euro e nel 2007, quando fu realizzato dalla ditta «Tecnologie sportive» di Bari, venne illustrato come un gioiello di ultimissima generazione che, a fronte del notevole costo di ristrutturazione, avrebbe portato nel tempo un notevole risparmio in termini di manutenzione ed irrigazione. Ma garanzie furono offerte anche sulla sicurezza. La struttura, realizzata con materiali naturali alternativi alla gomma, doveva garantire la totale sicurezza per gli atleti dal punto di vista degli infortuni. Tanto è vero che ottenne il massimo dello standard standard tra le certificazioni.

Il risultato è che oggi, con 8.800 metri quadrati coperti da quel manto che è costato un occhio della testa, si vede spesso tecnico e squadra «rintanarsi» nel campetto di erba vera: un fazzoletto di 130 metri quadrati rimasto fortunatamente con l’erba datagli in dotazione da madre natura. E ciò, per evitare rischi di infortuni che in questo primo scorcio di campionato sono costati, come si vede nella tabella in alto, ben complessive 32 giornate di assenza, come dire circa otto mesi. E tanto, mettendo nel computo soltanto quegli infortuni di tipo muscolare, non invece quelli maturati da una causa traumatica, come una botta ricevuta in un contrasto di gioco.

«È evidente che il sintetico può aver pesato», dice il difensore Massimo Oddo, anche lui all’inizio del campionato bloccato da qualche problema muscolare, «specialmente perchè sei abituato per una settimana intera a lavorare sul sintetico e invece poi ti ritrovi il giorno della partita a giocare su un manto che non è sintetico. L’impatto del campo è completamente diverso, anche la risposta nella corsa. Il sintetico è un campo molto più duro, ha molte più sollecitazioni rispetto ad un manto erboso naturale ed è inevitabile che i muscoli ne risentano di più».

in vista la difesa a 5
A Napoli un Lecce abbottonatissimo con il 5-4-1? L’opzione è possibile ed è stata provata ieri mattina da Eusebio Di Francesco nel corso dell’allenamento allo stadio di via del mare. Il tecnico ha schierato in linea nel reparto arretrato tutti i difensori che aveva a disposizione, Oddo e Brivio sulle fasce laterali e tutti e tre i centrali disponibili, Esposito, Tomovic e Ferrario. Centrocampo a quattro e in avanti il solo Muriel. Nella partitella finale e campo ridotto, ha provato poi una sorta di 4-4-1-1 con Pasquato di supporto a Muriel. Comunque sia, si punterà su questi ultimo per l’attacco. Indisponibili per Napoli Cuadrado, Olivera, Giacomazzi, Mesbah, Diamoutene, Carrozzieri, tutti hanno lavorato a parte.

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