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Serie A - Bologna-Inter (0 -1) a decidere un gol di Cruz

Roberto Mancini ottiene il massimo senza troppi sforzi da questa trasferta, nel giorno in cui il Milan pareggia: un buon presagio per l'Euroderby di martedì
Bologna - Inter BOLOGNA - Il gol dell'ex, Cruz, segnato più per la clamorosa ingenuità dell'avversario Capuano che per la prodezza e l'assist di Van Der Meyde, quando i muscoli non hanno ancora fatto in tempo a scaldarsi apre e chiude la vittoria dell'Inter al Dall'Ara, contro un Bologna che per un tempo ha fatto di tutto per guadagnarsi un pareggio (annullato un gol a Tare per uno strano ma giusto fuorigioco di Bellucci) ma che poi ha proseguito così innocuo da meritare la sconfitta.
Roberto Mancini ottiene il massimo senza troppi sforzi da questa trasferta, nel giorno in cui il Milan pareggia: un buon presagio per l'Euroderby di martedì, quando bisognerà, contro ben altro livello di squadra, ribaltare un 2-0 pesantissimo per continuare a sperare nella Champions League.

L'Inter mantiene l'imbattibilità esterna, che dura da oltre 14 mesi. Il Bologna perde in casa dopo un periodo magico, ultima sconfitta il 12 dicembre scorso contro la Juventus proprio quando anche il fin qui più che prudente Carletto Mazzone si sbilancia e dichiara che l'obiettivo per i rossoblù ormai salvi è tenere quel settimo posto che vale la Coppa Uefa.
Romano Prodi in tribuna vive dal vivo un derby di famiglia - lui tifoso rossoblù, la moglie e altri parenti stretti appassionati nerazzurri - e durante l'intervallo parla di sport con Moratti (Inter-Milan? Facile intuire per chi tifo) e di politica (discorsi più allegri). Battute dall'obiettivo chiaro: il presidente del consiglio, ex presidente del Milan, Berlusconi, rivale storico del leader dell'Unione.

Che l'Inter abbia la testa rivolta a martedì è chiaro fin dall'inizio: Mancini rinuncia a Javier Zanetti, a Veron, Stankovic, Mihajlovic. A sorpresa lascia in panchina anche Vieri e Martins, insomma risparmia le forze. Manda in campo un 4-5-1, una squadra a una sola punta, l'ex Julio Cruz, e come spesso accade la scelta prudente e speranzosa paga.
L'argentino, che poi signorilmente non esulta davanti al pubblico che ci mise un po' a capirlo ma alla lunga lo adorò, è bravo ad approfittare della doppia circostanza che lo mette a due passi dalla rete: sulla palla, fascia sinistra della difesa rossoblù, si involano in due, Capuano e Van Der Meyde. Il bolognese è in vantaggio ma, ingenuo, si addormenta, l'olandese è implacabile e abilissimo a metterci la scarpa e a volare sul fondo, da dove ha anche il tempo per l'assist preciso nell'area piccola: solo un po' arretrato se Cruz, per insaccare, deve spostare all'indietro il suo piede destro per colpire la palla.

Il Bologna, un po' vuoto a centrocampo per l'assenza di Giunti e Colucci ma assai pimpante (molto bravo Locatelli) è infatti in vena e mette in difficoltà l'avversario. Al 16' addirittura pareggia con un sontuoso colpo di testa di Igli Tare, ma dopo attimi di confusione e la consultazione del guardalinee Niccolai, Farina annulla. E' successo che Bellucci e Amoroso sono andati a battere una punizione quasi sul corner: Bellucci sposta la palla indietro di mezzo metro per Amoroso che la stoppa per il cross del compagno: il quale quando calcia al centro dell'area per lo stacco dell'albanese, è ormai davanti a tutti i giocatori nerazzurri. Tecnicamente un fuorigioco tanto inusuale quanto da manuale. Bravissimo il guardalinee a vederlo.
Molto meno bravo, Niccolai, quando costringe Farina a fischiare il fuorigioco di Van Der Meyde che conclude così inutilmente in rete un'azione perfetta. Quando Cruz lo lancia, infatti, l'olandese è in gioco di almeno un paio di metri. Quando arriva a stoppare la palla, è già cinque metri oltre la linea, tradendo il guardalinee e soprattutto se stesso.
La parata più bella dell'incontrò è quella di Toldo al 35', quando va a deviare all'incrocio dei pali con la punta delle dita il bolide di Capuano che avrebbe meritato di più, anche per il bel complimento che poi fa al portiere. Nella ripresa ci sono da raccontare soprattutto i cambi, forse più efficaci quelli decisi da Mancini che non quelli di Mazzone, se è vero che il Bologna si spegne. Meritano di essere raccontati l'incursione di Martins che non chiude in rete per la furba uscita di Pagliuca, un bel tiro di Meghni e il colpo subito nel finale da Materazzi, che rimedia una contusione a una caviglia.
Giampiero Moscato

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