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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:29

Stadio e debiti Per il Bari calcio beffa fidejussione

Per spalmare in cinque anni i debiti contratti con il Comune, il Bari Calcio dovrà depositare «una polizza fidejussoria a garanzia del pagamento». Dopo tante difficoltà, la giunta ha detto sì alla transazione per i debiti collegati all’uso degli stadi cittadini, con un compromesso tra falchi e colombe che salva la faccia ma rende improbabile la firma dell’accordo: difficilmente il Bari troverà qualcuno disponibile a garantire i suoi propri debiti
Stadio e debiti Per il Bari calcio beffa fidejussione
Per spalmare in cinque anni i debiti contratti con il Comune, il Bari Calcio dovrà depositare «una polizza fidejussoria a garanzia del pagamento». Dopo tante difficoltà, la giunta ha detto sì alla transazione per i debiti collegati all’uso degli stadi cittadini, con un compromesso tra falchi e colombe che salva la faccia ma rende improbabile la firma dell’accordo: difficilmente il Bari troverà qualcuno disponibile a garantire i suoi propri debiti. E, allo stesso tempo, il Comune ha già fatto mettere all’asta i beni pignorati in febbraio: il pullman, le scrivanie, la macchinetta elettrica dei medici.

La strada, insomma, sembra già tracciata. Ieri la giunta ha dunque detto sì alla rinuncia ai 900mila euro di interessi maturati a fronte degli 1,12 milioni di debiti sanciti da tre sentenze. Ma il sindaco e gli assessori Gianni Giannini ed Elio Sannicandro non sono riusciti a convincere i colleghi ad eliminare la richiesta di una fidejussione, fatta dall’Avvocatura e confermata dal responsabile del procedimento. Alcuni assessori temevano (legittimamente) che deliberando in senso contrario alle indicazioni degli uffici si sarebbero ritrovati a rispondere di danno erariale davanti alla Corte dei Conti, come già accaduto alla giunta Dalfino. Ma anche il non decidere (visto l’obbligo di legge a recuperare i crediti) avrebbe posto rischi simili: e allora - questo il ragionamento condiviso ieri al termine di una seduta-fiume - meglio approvare l’atto ma senza uscire dai binari tracciati dalla struttura burocratica. A questo punto, infatti, dovrà essere il Bari a dire se accetta o meno. Ed in caso contrario andranno avanti le azioni esecutive, compresa la richiesta di fallimento che il sindaco fa di tutto per evitare non volendo essere lui a dare il colpo di grazia alla squadra di calcio cittadina. Risposte ufficiali ieri non ne sono arrivate. Tuttavia dalla società biancorossa è emersa delusione, se non nervosismo. 

L’unica possibilità sarebbe una fideiussione personale degli azionisti, che però risulterebbe inutile: nel caso - oramai probabile - di fallimento, qualunque creditore privilegiato potrebbe chiedere al giudice di esercitare l’azione revocatoria, e il Comune rimarrebbe con il solito pugno di mosche. E con un pugno di mosche si chiuderà il 22 dicembre anche l’asta dei beni pignorati in febbraio nella sede della società: azionando la sentenza di condanna del 2005, il Comune ha fatto mettere i sigilli a un pullman, alla macchinetta che i medici usavano per gli interventi in campo, ad alcune scrivanie. Iniziativa che ha fatto letteralmente infuriare il Bari: «Il Comune - dice l’avvocato Fran - cesco Biga - ha chiesto la fissazione della vendita mentre era in corso la trattativa per la transazione». Dagli atti della delibera è emerso, del resto, un lungo elenco di pignoramenti ai danni dei biancorossi. Già nel gennaio 2008 il Comune tentò di recuperare i 956mila euro della seconda sentenza per il San Nicola (quella per recuperare i contributi di manutenzione del campionato ‘90-‘91), ma il pignoramento presso i rivenditori dei biglietti ha fruttato appena 425 euro. Ad agosto 2008 il Comune ci riprovò (finora invano) con lo sponsor Radionorba, poi a febbraio 2011 è tornato alla carica con i beni della società. E nello scorso aprile il Comune ha azionato la sentenza per il Della Vittoria (326mila euro) per un pignoramento sui conti bancari: ha trovato 490mila euro sui conti di Banca Apulia, e il prossimo 12 febbraio il Tribunale deciderà sull’assegnazione delle somme. Poi c’è la storia del suolo. Sempre in aprile, il Comune ha ottenuto il pignoramento di un terreno a Valenzano. E quando ne ha chiesto la vendita ha scoperto che il Bari lo aveva trasferito ad un’altra società. Un segnale preoccupante. [m.s.]

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