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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:44

«Bari calcio story» Salta ok transazione continua telenovela

BARI - Ieri mattina la giunta comunale non si è riunita e per la terza volta di fila è saltato l’ok alla transazione con il Bari calcio. Se ne riparla giovedì, ma ormai il punto è chiaro: non tutti, nell’esecutivo cittadino, sono disponibili a firmare l’accordo con la società biancorossa per rateizzare il debito da 1,1 milioni abbuonando 900mila euro di interessi. Sul tavolo di Elio Sannicandro (assessore allo Sport) c’è infatti da giorni il provvedimento pronto. Ma i pareri resi dagli uffici e dall’Avvocatura contengono infatti due prescrizioni che rendono problematico procedere con l’approvazione
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«Bari calcio story» Salta ok transazione continua telenovela
Questa volta ufficialmente non c’era il numero legale, anche perché il sindaco era impegnato per una intervista televisiva. Così ieri mattina la giunta non si è tenuta, e per la terza volta di fila è saltato l’ok alla transazione con il Bari calcio. Se ne riparla giovedì, ma ormai il punto è chiaro: non tutti, nell’esecutivo cittadino, sono disponibili a firmare l’accordo con la società biancorossa per rateizzare il debito da 1,1 milioni abbuonando 900mila euro di interessi. Sul tavolo di Elio Sannicandro (in quanto assessore allo Sport) c’è infatti da giorni il provvedimento pronto. Ma i pareri resi dagli uffici (il dirigente Giancarlo Partipilo) e dall’Avvocatura contengono infatti due prescrizioni che rendono problematico procedere con l’approvazione: vogliono (il primo) che il Comune chieda una fidejussione di terzi a garanzia del pagamento, e che (il secondo) definisca anche la partita riguardante i 600mila euro per i tornelli. L’impostazione di Sannicandro (e del sindaco Emiliano) è di superare i rilievi, ed almeno il secondo è pacifico visto che la transazione riguarda l’«avere» (i debiti accumulati per l’uso del «San Nicola» e del «Della Vittoria») e non il «dare» (la richiesta di rimborso per gli adeguamenti alle norme di sicurezza). 

Ma sulla fidejussione, la situazione è più controversa: se da un lato è evidente che il Bari non può offrire fidejussioni (versa in situazione di insolvenza), dall’altro ci sono diverse perplessità a discostarsi dal parere degli uffici. Il punto è stato dibattuto la scorsa settimana. E il segretario generale Mario D’Amelio ha rivisto la delibera per motivare la rinuncia alla fidejussione: in questo modo, sulla carta, il provvedimento è approvabile. Tuttavia sono in molti a temere, più o meno apertamente, le bacchettate della Corte dei Conti. Che già nel 1996 condannò l’intera giunta Dalfino per un contributo di un miliardo di lire concesso al Bari calcio nonostante il parere contrario dell’Avvocatura. Tra i condannati c’era pure il padre dell’attuale assessore ai Lavori pubblici, Marco Lacarra, che ha intentato un’azione civile per riavere i 90 milioni di lire a suo tempo versati: per questo Lacarra si astiene sul provvedimento. 

A inizio mandato tutti gli assessori hanno stipulato un’assicurazione personale che copre le condanne in caso di colpa. «Ma sono sempre grandi fastidi», sintetizza uno tra quelli meno convinti dell’opportunità di votare la delibera abbuonando i 900mila euro di interessi. A questo punto, comunque, il tempo comincia a scarseggiare: giovedì dovrà essere presa una decisione definitiva: il «sì» all’accordo (sul quale insiste Emiliano), oppure altre soluzioni per recuperare il debito. Nel frattempo, all’ordine del giorno della giunta è stato iscritto anche un prelevamento dal fondo di riserva per 400mila euro. C’è da l’Aqp per le case popolari, una maxibolletta che copre diversi mesi e che arriva all’indomani di una diffida dell’Acquedotto. Una legge regionale impone infatti ai Comuni di onorare il debito per poi recuperare il dovuto dagli inquilini: e comunque a Bari c’è una certa percentuale di assegnatari che non paga. Per questo la partita, che sulla carta rappresenta soltanto un’anticipazione, rischia di trasformarsi in un salasso. [m.s.]

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