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Lecce, la sfida alla Roma Di Francesco: senza paura

«Siamo in crescita, al di là dei risultati, c’è maggiore attenzione, consapevolezza e sicurezza, però bisogna dare continuità. So che non è una impresa facile perchè se andiamo a mettere le forze in campo sulla carta non c’è confronto. La Roma ha maggiore qualità, anche se devo dire come noi ha diversi giovani in campo che a volte possono concedere qualcosa agli avversari». A dirlo il tecnico del Lecce, Di Francesco che aggiunge: non avremo paura.
Lecce, la sfida alla Roma Di Francesco: senza paura
di MASSIMO BARBANO
ROMA - C’è anche l’amarcord di Eusebio Di Francesco nei motivi di interesse di questa partita.

Cosa significherà per lei scendere in campo in quello stadio?

«Una grande emozione naturalmente. Sono tanti i momenti che ho vissuto in quella squadra. Il pubblico romanista ti dà tanto e il contrario, nel senso che, se altrove ti fischiano in 10mila, a Roma ti fischiano in 50-60mila. Ma è soprattutto un tifoso che ama la maglia e rispetta i giocatori che l’hanno indossata con passione. Quando ritorno a Roma adesso che non sono più giocatore forse vengo trattato meglio di quando ci giocavo e questo mi fa molto piacere. Ci torno con piacere, ma alle 20,45 o anche prima la mia testa sarà sempre per i colori giallorossi, ma quelli del Lecce».

Pensa che il Lecce possa incidere nel punto debole della Roma che sembra la fragilità difensiva?

«Più che fragilità è una scelta, nel senso che alzando tantissimo i terzini in fase di possesso, diventa più una difesa a tre che a quattro e un centrocampista, o De Rossi o Gago nella circostanza, diventa quasi un difensore centrale, ma è pur sempre un centrocampista con attitudini diverse da un difensore per abitudine».

Quanto vi avvantaggerà l’assenza di Burdisso?

«L’assenza di Burdisso dal punto di vista del temperamento e della fase di recupero delle rincorse con la sua grande rapidità può togliere qualcosa alla loro difesa, però io penso di più alla qualità che hanno nel giocatori individuali che hanno ottime capacità di palleggio».

E Totti, da tanto fuori dal campo, può essere un altro anello debole?

«Francesco non avrà gli anni di prima, non avrà la gamba di prima, magari neanche la stessa corsa di prima, ma a livello di intelligenza calcistica ce ne sono pochi come lui. Io dico che non può essere l’anello debole della Roma un giocatore che è capace di decidere la partita da un momento all’altro, che ha qualità di tiro ed è intuitivo anche nel mandare i propri compagni a fare gol. Probabilmente, a livello dinamico, toglierà qualcosina alla sua squadra, ma a livello qualitativo, di scelte, per numeri è un gran giocatore. Negli ultimi venti metri tutti corrono ma alla fine quello che conta è quello che si esprime concretamente. Il fatto di essere stato lontano dai campi è relativamente importante viste le sue qualità. Io ci ho giocato insieme e so quello che può esprimere in campo».

Considerate le caratteristiche della Roma, in che modo il Lecce può farsi pericoloso?

«Loro sono molto propensi ad offendere, meno fraseggio ma più bravi a verticalizzare. È una partita in cui bisogna cercare l’attacco degli spazi, avendone la possibilità se loro ce li concederanno. Per quello vanno sfruttate al meglio le caratteristiche di alcuni nostri giocatori, quelli più bravi ad attaccare la profondità».

Tra questi c’è Cuadrado che viene da un viaggio intercontinentale con relativi disagi da fuso orario. C’è il rischio di un appannamento?

«Non ci aiuta avere dei giocatori con problemi legati al fuso orario. Me lo posso aspettare che Cuadrado possa avere un calo, ma negli ultimi venti minuti. Non posso pretendere 90 minuti alla massima intensità, ma 60-70 me li aspetto».

In generale quale è la condizione della squadra?

«Siamo in crescita, al di là dei risultati, c’è maggiore attenzione, consapevolezza e sicurezza, però bisogna dare continuità. So che non è una impresa facile perchè se andiamo a mettere le forze in campo sulla carta non c’è confronto. La Roma ha maggiore qualità, anche se devo dire come noi ha diversi giovani in campo che a volte possono concedere qualcosa agli avversari».

Si dice che le soste avvantaggino chi è in crisi. Al Lecce che aveva vinto a Cesena serviva?

«La sosta ha fatto ricaricare le pile un pò a tutti, giocatori come Carrozzieri che sicuramente non ce l’avrebbe fatta se avessimo giocato domenica scorsa, altri hanno avuto una settimana in più e certamente una partita in meno da saltare. Questi sono gli aspetti positivi di questa sosta. E’ ovvio che l’entusiasmo dopo la vittoria di Cesena ci avrebbe dato una spinta in più».

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