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Stadio, la transazione  Comune-As Bari rinviata di nuovo

BARI - Il sindaco Michele Emiliano dice che è stata «accolta favorevolmente», almeno nella sostanza. Perché invece nella forma la transazione con il Bari è stata oggetto di un nuovo rinvio, l’ennesimo di questa travagliata storia a metà strada tra calcio e politica. In cui c’è da fare i conti con sentenze, umori e passioni popolari. E con la necessità di non finire nel mirino della Corte dei Conti
Stadio, la transazione  Comune-As Bari rinviata di nuovo
BARI - Il sindaco Michele Emiliano dice che è stata «accolta favorevolmente», almeno nella sostanza. Perché invece nella forma la transazione con il Bari è stata oggetto di un nuovo rinvio, l’ennesimo di questa travagliata storia a metà strada tra calcio e politica. In cui c’è da fare i conti con sentenze, umori e passioni popolari. E con la necessità di non finire nel mirino della Corte dei Conti.

Ieri mattina, dopo una lunga discussione, la giunta ha deciso di aggiornarsi a lunedì. Il motivo: per diluire il debito della società biancorossa in 58 rate da 20mila euro, rinunciando agli interessi (900mila euro), il Comune dovrebbe cautelarsi con una fideiussione. Ma Palazzo di Città ha scelto di rinunciare anche alla garanzia. E su suggerimento degli avvocati, si è deciso di spiegarne bene le motivazioni. Che suonano più o meno così: una società in stato pre-fallimentare (così l’hanno dipinta i referenti biancorossi, contattati telefonicamente durante la riunione) avrebbe gravi difficoltà a farsi rilasciare una fideiussione. E, soprattutto, in caso di fallimento non servirebbe a nulla: il pagamento della polizza verrebbe infatti sottoposto a revocatoria e il Comune rimarrebbe comunque con un pugno di mosche.

La transazione, dunque, non avrà garanzie reali. Tuttavia dopo due rate non pagate (inizialmente erano tre) l’accordo viene meno, e il debito del Bari torna nella sua interezza. «Più di questo non possiamo ottenere - dice, pragmatico, l’assessore allo Sport, Elio Sannicandro -: se avessero potuto darci la fideiussione avrebbero anche potuto saldare il debito». Sannicandro è sulla stessa linea di Emiliano, che considera prioritario il salvataggio della società rispetto al saldo di quanto dovuto per l’utilizzo degli stadi cittadini. Tuttavia per far digerire questa impostazione agli uffici e ad un pezzo della giunta c’è voluta una pesante opera di moral suasion. Basti dire che ieri mattina alcuni assessori si sono presentati alla riunione dopo aver ripassato i massimali delle polizze assicurative per la responsabilità da colpa: visto quanto avvenuto nel 1996 (giunta e funzionari furono chiamati a risarcire il Comune per il miliardo di lire di contributo erogato al Bari) bisogna aspettarsi di tutto. Compreso un nuovo intervento della Corte dei Conti.

La delibera è dunque tornata sul tavolo del segretario generale Mario D’Amelio, che ha avuto incarico di rivederne il dispositivo: l’atto sarà motivato meglio nella parte in cui autorizza lo stesso D’Amelio a firmare l’accordo con il Bari senza pretendere la fideiussione. Anche lo schema della transazione è stato rivisto, leggermente, rispetto a quello iniziale: ma sono piccoli aggiustamenti che non ne mutano il senso. Certo, in cinque mesi questa storia si è trasformata in un percorso a ostacoli (dal voto «preteso» del Consiglio, al cambio del dirigente responsabile, alle accuse reciproche tra il Bari e il sindaco): e l’ottimismo comincia a scarseggiare.

m. s.

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