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Scherma - Gli arbitri bloccano i campionati italiani

La "rivolta" contro la Federazione ha impedito che si svolgessero ad Eboli, in provincia di Salerno, le gare di fioretto femminile e sciabola maschile della seconda prova di qualificazione. La manifestazione, cominciata venerdì scorso, si sarebbe dovuta concludere
EBOLI (SALERNO) - La decisione del Coni di non far disputare gare sportive per onorare la memoria del Papa Giovanni Paolo II ha scatenato una dura polemica nel mondo della scherma per la "rivolta" di un gruppo di arbitri contro la Federazione che ha impedito che si svolgessero oggi ad Eboli, in provincia di Salerno, le gare di fioretto femminile e sciabola maschile della seconda prova di qualificazione ai Campionati Italiani.
La manifestazione, cominciata venerdì scorso, si sarebbe dovuta concludere oggi. Contro la partecipazione alla gara si era schierato subito esplicitamente il campione olimpionico di sciabola, Aldo Montano - presentatosi al Palasele di Eboli senza portare neppure con sé la borsa con la divise e le sciabole - mentre la quasi totalità degli altri schermidori presenti, compresi i suoi stessi compagni di nazionale Tarantino, Pastore e Terenzi, era favorevole a gareggiare.
Ieri gli organizzatori della gara ed i responsabili della Federscherma, dopo che il Coni aveva diffuso l'invito a sospendere tutte le manifestazioni sportive, avevano deciso di far portare ugualmente a termine le gare, anche per rispetto degli atleti - giunti già ieri ad Eboli da tutta Italia - dei tecnici e delle società che non avevano potuto essere avvertiti per tempo della decisione di annullare la terza giornata della competizione.
Stamani, prima dell'inizio della gara, mentre gli atleti e le atlete avevano completato il riscaldamento, ha preso la parola, per conto della Federscherma, il consigliere Luigi Campofreda, il quale ha brevemente spiegato i motivi alla base della decisione di portare a termine la competizione e ha invitato tutti ad osservare, per ricordare il Papa, 10 minuti di raccoglimento, che sono trascorsi nel silenzio generale del Palasele, ammutolito nel ricordo del Pontefice. Campofreda ha anche precisato che la gara si sarebbe svolta a porte chiuse e che, in segno di lutto, non ci sarebbe stata per nessuna delle due armi la consueta cerimonia di premiazione, con la consegna di coppe e medaglie.
Erano già stati formati i gironi e la gara stava per cominciare quando 15 arbitri su 23 presenti si sono presentati in direzione di torneo, sostenendo di non voler dirigere gli assalti. Dopo riunioni e frenetiche consultazioni telefoniche anche con il presidente della Fis, Giorgio Scarso, il consigliere Campofreda, a nome della Federscherma, a comunicato che la gara veniva annullata.
Un rappresentante dei ribelli ha letto un breve comunicato nel quale gli arbitri hanno spiegato la loro decisione per «motivazioni di valore etico personale», un gesto «dovuto, vista la grandezza della persona che ci ha lasciato». «Inoltre - hanno spiegato gli arbitri - avevamo preventivamente fatto presente, nella giornata di ieri, il disagio di molti di noi a proseguire le competizioni sportive».
Agli arbitri ha risposto, in un improvvisato dibattito, Fausto Tricarico, vice presidente del Dauno Foggia, una delle società schermistiche che schierava propri atleti ad Eboli, il quale ha respinto le argomentazioni dei direttori di gara. «Se ci fosse stato qui il Papa - ha detto - sarebbe stato il primo a volere che i ragazzi scendessero in pedana. Dietro questa decisione vedo, piuttosto, strumentali risvolti di politica federale che sono inaccettabili». Il dirigente faceva riferimento alla forte spaccatura nel mondo schermistico che ha portato un mese fa all'elezione del maestro Giorgio Scarso alla carica di presidente ed al rinnovo totale delle cariche di consiglieri, con il vecchio consiglio rimosso nella sua totalità a seguito del voto.
L'intervento di Tricarico è stato salutato con ovazione da parte della quasi totalità degli atleti che dovevano partecipare alla gara e che hanno condiviso la tesi del dirigente foggiano. Molti hanno chiesto di far disputare lo stesso gli incontri, utilizzando gli otto direttori di gara disponili ad arbitrare. Ma la decisione, ormai, era stata presa.
Alla Federscherma spetterà ora verificare le conseguenze dell'accaduto che tocca diversi e, per molti versi, delicati aspetti dell' attività schermistica. Numerosi esponenti di società, presenti in sala, condividendo la decisione della Federazione di far completare la gara - sia pure nei modi dimessi indicati prima dell' inizio - e ritenendo inaccettabile l' atteggiamento degli arbitri, hanno chiesto una severa punizione dei ribelli. Moltissimi coloro i quali hanno preannunciato di voler chiedere alla stessa Federazione il rimborso per le spese di viaggio sostenute.
Non mancano, infine, per la Federscherma problemi su come regolarsi in relazione alla gara non disputata che avrebbe dovuto definire la maggior parte del tabellone dei Campionati Italiani assoluti di tutte e sei le armi. Ora, invece, nei settori del fioretto femminile e della sciabola l' elenco dei partecipanti non c'è e non si sa quali potranno essere i criteri da adottare, in quanto è molto difficile, se non impossibile, organizzare una nuova gara.

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