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Pronta transazione con il Bari calcio per i debiti sugli stadi

BARI - La giunta comunale dovrebbe approvare oggi la transazione con il Bari per i debiti relativi agli stadi cittadini: 58 rate da 20mila euro, con la rinuncia agli interessi. Ieri è stato nominato un nuovo responsabile del procedimento, perché la dirigente dello Sport ha subito un infortunio ed è in malattia. Il Comune dovrebbe così poter risarcire, tra gli altri, l’assessore Marco Lacarra: per questa vicenda suo padre (scomparso) fu condannato dalla Corte dei Conti a pagare circa 150 milioni di lire
Pronta transazione con il Bari calcio per i debiti sugli stadi
BARI - La prima delle 58 rate da 20mila euro doveva essere pagata entro il 31 ottobre. È slittata, ma probabilmente solo di un mese: stamattina la giunta comunale dovrebbe infatti firmare la transazione con il Bari calcio per i debiti accumulati nella gestione degli stadi cittadini.

Una vera e propria corsa a ostacoli. Lunedì mattina la dirigente della ripartizione Sport, Ilaria Rizzo (cui spetta firmare l’atto amministrativo da sottoporre alla giunta) ha subito un infortunio ed è stata operata. Ieri, a tempo di record, è stato nominato il nuovo responsabile del procedimento (Giancarlo Partipilo) ed è stata predisposta la delibera.

Se tutto va bene, dunque, oggi si chiuderà una vicenda che va avanti da anni e che ha messo in luce interessi contrapposti. Quelli del sindaco Emiliano, che insiste sull’accordo per non spingere la società biancorossa al fallimento, è solo uno tra i tanti. Negli uffici c’erano (e ci sono) molti dubbi sull’opportunità di rinunciare a 900mila euro di interessi, accontentandosi del capitale (1,1 milioni) in presenza di tre sentenze favorevoli e di un pignoramento che già copre circa mezzo milione di euro. Lo spauracchio è la Corte dei Conti, che nel 1996 è già intervenuta in questa storia condannando assessori e funzionari a risarcire un miliardo di lire dell’epoca. Quelle persone, oggi, tifano per la transazione, perché sperano di riavere i loro soldi.

Vale dunque la pena di raccontare la storia tornando all’agosto 1991, quando la giunta di Enrico Dalfino concesse al Bari un contributo per la manutenzione del nuovo stadio San Nicola, 3 milioni al giorno dal 10 settembre 1990 fino al 30 giugno 1991: totale, un miliardo di lire. Cinque anni dopo i giudici contabili riconobbero il danno erariale condannando sindaco, giunta e funzionari al risarcimento, e così il Comune annullò l’atto. Da lì è nata la causa civile con il Bari, una delle tre ancora in piedi.

A votare la delibera incriminata furono Dalfino (che nel frattempo è scomparso), Giuseppe Lacarra, Tommaso Masiello, Massimo Vitone, Paolo Nitti, Antonio Di Rienzo e Vito Degennaro. Non erano presenti Alfonso Pisicchio e Vito Leccese, mentre Lino Martinelli (che proponeva la delibera) uscì dall’aula giusto prima del voto. Era invece in malattia il segretario generale Antonio Nasuti, e così la condanna colpì il suo sostituto Stefano Spinelli oltre che l’allora dirigente dello sport (l’omologo della Rizzo...), Guglielmo Marengo, cugino dell’ex parlamentare Lucio. Non tutti hanno pagato, almeno non di tasca propria. Nitti, ad esempio, era l’unico ad avere l’assicurazione. Qualcun altro riuscì a salvarsi dichiarandosi nullatenente. Ma a Lacarra venne pignorato un appartamento per 150 milioni di lire.

Torniamo ai giorni nostri. Nel 2009 la Corte d’appello ha confermato la condanna del Bari a restituire 542mila euro (il famoso miliardo di lire) oltre interessi. La società dei Matarrese ha fatto ricorso per Cassazione, e lì si sono costituiti pure gli eredi di Peppino Lacarra, cioè il figlio Marco, attuale assessore: se il Bari risarcirà il Comune - è il succo della questione - il Comune deve restituire quanto incassato a titolo di danno erariale.

Per la legge non esiste alcun automatismo. Tuttavia - è la posizione degli eredi Lacarra, sostenuta pure dall’Avvocatura - se il Bari paga il dovuto, per il Comune potrebbe configurarsi l’illecito arricchimento: incasserebbe due volte lo stesso debito. Visto il contenzioso, Lacarra non partecipa mai alle giunte in cui si parla del Bari. Ma se oggi si firmerà la transazione, potrà essere contento: le prime quattro rate rimborserebbero lui e la sua famiglia per quel pignoramento di quindici anni fa.

m.s.

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